Esiste una sostanza adibita al doping nell’Esport?

Esiste una sostanza adibita al doping nell’Esport?

L’Esport è un mondo competitivo e come tale richiede allenamento, concentrazione e sacrifici. Molti giocatori, come nel mondo dello sport, cercano vie alternative attraverso l’utilizzo di alcuni farmaci, per cercare di migliorare le proprie prestazioni.

LA VERITÀ RIVELATA DA KILLA

Anche nelle competizioni di videogiochi, esistono sostanze che possono dare un beneficio a livello soprattutto psicofisico. Il primo a segnalare questo trend tra i professionisti del gaming è stato Killa a inizio 2020.

Rilasciando delle dichiarazioni al The Washington Post, aveva affermato la diffusione tra tutti i pro player di un farmaco psicostimolante. Il protagonista in questione è il cosiddetto Adderall,  uno psicostimolante usato per la cura della ADHD (sindrome da deficit di attenzione ed iperattività).

La sostanza viene ampliamente abusata dai videogiocatori, perché migliora l’attenzione di chi lo utilizza, aumentandone sia la concentrazione, che le prestazioni muscolari (facendo inoltre diminuire la sensazione di stanchezza) e migliorandone i tempi di reazione.

Un farmaco perfetto per chi deve stare ore davanti a uno schermo concentrato, se non fosse che come tutte le sostanze ha degli effetti negativi. Innanzitutto i videogiocatori diventano dipendenti da questa sostanza, come affermato dallo stesso Killa, e inoltre spesso viene utilizzata in maniera spropositata dai team professionistici per cercare di avere maggior benefit.

Lo scandalo maggiore è che molte organizzazioni dei vari tornei competitivi dell’Esport sono a conoscenza di questa realtà e addirittura spingono i pro player a fare utilizzo di queste sostanze, per migliorare lo spettacolo delle competizioni.

La verità è che questo circolo vizioso spinge molti giovani del gaming a ritirarasi dalla scena, proprio perchè diventa un peso ingestibile.

lascia un commento

Your email address will not be published.