Una domanda legittima: ma il Barcellona ha fatto bene a liberarsi di Suarez?

Una domanda legittima: ma il Barcellona ha fatto bene a liberarsi di Suarez?

L’attaccante uruguaiano sta trascinando l’Atletico Madrid in cima alla classifica de LaLiga. Suarez, a 34 anni, sta dimostrando di avere ancora fame…

L’addio al Barça

Qualche mese fa, ad Agosto, le prime pagine dei quotidiani sportivi spagnoli riportavano una notizia clamorosa: il Barcellona scarica Luis Suarez. Koeman non ha dubbi: bisogna rifondare la squadra e il numero nove è uno dei sacrificabili.
Non dovevi essere mandato via come hanno fatto loro. Ma la verità è che a questo punto nulla mi sorprende le parole usate da Leo Messi per esprimere tutto il disappunto per la rescissione del suo grande amico.
Molti in Spagna sono sicuri: Suarez dopo l’infortunio al ginocchio destro non è più lo stesso: va verso i 34 anni e non è più incisivo come un tempo.
Dopo tante voci (Juventus, PSG, Ajax) alla fine il Pistolero è rimasto in Spagna, e si è spostato dalla Catalogna alla capitale Madrid, alla corte del Cholo Simeone.

Alla corte del cholo

L’esordio di Suarez avviene il 27 Settembre 2020 al Wanda Metropolitano, alla terza giornata. Entra al 70′ sul 3-0 e gli basta pochissimo per mettere a segno il suo primo assist e successivamente la sua prima doppietta con la maglia dei Colchoneros. Perché se Suarez deve presentarsi, deve farlo a modo suo.

Le partite successive viene gestito (con qualche malumore) da Simeone (che vuole capire come sfruttare il Pistolero nel migliore dei modi) ma continua a segnare gol importanti che permettono all’Atletico di vincere partite su partite.
Dopo un periodo difficile dovuto al Covid (che gli ha fatto saltare anche la partita, vinta, contro la sua ex squadra) e la sconfitta contro i cugini blancos del Real (l’unica finora in questo campionato) Suarez ha cominciato a sparare e non ha più smesso.
Nelle ultime quattro partite ha realizzato tre doppiette, trascinando un Atletico martoriato dalle assenze dovute al Covid.
Il Cholo ha anche cambiato modulo passando dal classico 4-4-2 ad un 3-5-2. La nuova disposizione permette all’allenatore argentino di sfruttare i giocatori di fascia molto veloci che i Rojiblancos possiedono e ovviamente le capacità realizzativa del bomber di Salto.

Perchè liberarsi di Suarez?

Arrivati a questo punto, con l’uruguaiano in cima alla classifica marcatori con 16 reti in 17 presenze, con l’Atletico primo in campionato (con due partite in meno) a +5 sul Real e con il Barça in difficoltà rispetto ai soliti standard, la domanda sorge spontanea: perché liberarsi di Suarez?
Nelle ultime due stagioni sicuramente i numeri del Pistolero si sono notevolmente abbassati, complici anche i problemi fisici. La scorsa stagione (di cui ha saltato quasi due mesi per l’operazione al ginocchio destro) ha segnato 21 gol in 36 presenze totali: 16 gol e 8 assist in 28 partite in campionato, 5 gol e 3 assist in 7 partite in Champions. Numeri inferiori agli anni passati, ma numeri di tutto rispetto.

Il Barcellona non ha problemi di gol quest’anno (miglior attacco de LaLiga finora) ma di certo ha bisogno di un 9 su cui fare affidamento nei momenti decisivi. Rescindendo Suarez non solo ha perso un giocatore fondamentale, ma ha rafforzato una diretta concorrente per la corsa al titolo.

Il Pistolero ha ancora qualcosa da dimostrare, a sé stesso, al mondo intero, ma soprattutto alla dirigenza blaugrana. L’obiettivo è chiaro: vincere LaLiga per dimostrare di essere ancora uno dei migliori nueve al mondo.

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