La rinascita di Gigione

La rinascita di Gigione

Il titolo di MVP in Coppa Italia come dimostrazione della crescita di Gigi Datome

“Se rinasco, rinasco Gigione”

Questo è lo slogan usato spesso da un giocatore che più di tutti si sta prendendo la scena nel campionato LBA: stiamo parlando di Gigi Datome.

Con la forza dell’incoscienza, Gigi ha conquistato tutto quello che voleva conquistare. E’ diventato un giocatore italiano di riferimento, anzi il Capitano della Nazionale. E’ diventato una stella nel basket europeo, al punto da vincere l’Eurolega da protagonista nel Fenerbahçe. Ed è anche diventato un giocatore NBA, che si è tolto la soddisfazione di giocare nei Boston Celtics, il club più vincente della storia.

Ha girato il mondo per conquistarlo, e dall’inizio di questa stagione 2020/2021 è tornato in patria, più precisamente a Milano, pronto a conquistare titoli importanti.

E uno!

Dominando in tutto e per tutto, l’Olimpia Milano ha conquistato la sua settima Coppa Italia della storia. Un mini obiettivo è stato raggiunto grazie alla forza del gruppo, e non solo.

Il campione sardo gioca un ruolo decisivo, fa pentole e coperchi per Milano. È il leader silenzioso, sempre calmo e in controllo. A far rumore sono i suoi canestri, soprattutto quelli dalla lunga distanza: è il re dei cecchini col 53,5 % da tre (non a caso è diventato il 23esimo giocatore a mandare a bersaglio 300 tiri dalla lunga distanza in Eurolega).

La forza e solidità dell’ala di Milano sono stati fondamentali per la vittoria del titolo, tanto che si è aggiudicato il premio di MVP del torneo, oltre a quello come miglior tiratore totalizzando una percentuale complessiva del 56%.

Arrivato a Milano per vincere, la sua presenza dà più qualità e profondità al ruolo cruciale del gioco fungendo da collante tra campionato ed Eurolega. Il roster ha fisicità e doti umane di spessore, che gli consentono di mostrare maggiormente i suoi punti forti.

Gigi Datome
Fonte: Il Giorno

La crescita come giocatore… e uomo

Olimpia Milano accoglie un Datome diverso, ovviamente più esperto e ancora più consapevole delle proprie qualità rispetto alla passata esperienza italiana.

Nel secondo appuntamento de “Le cose che abbiamo in comune”, il nuovo format proposto da Terra Madre Salone del Gusto 2020, che mette attorno a un tavolo virtuale per una chiacchierata donne e uomini dello spettacolo e dello sport con cuochi, produttori e allevatori, l’ala di Milano parla di passione e abnegazione così:

“In ogni lavoro, ciò che fa la differenza sono la perseveranza e la voglia di far le cose fatte bene. I risultati non si ottengono mai dall’oggi al domani. Quando ci sono ingredienti come la voglia, l’umiltà e la volontà di far bene, allora poi le cose arrivano. Fare il proprio lavoro al 100%, in qualsiasi campo, è una gratificazione enorme, anche nei settori più umili. Ogni giorno voglio tornare a casa stando bene con me stesso, con il pensiero di aver dato il massimo nella mia professione”.

Consapevole dei suoi limiti e di cosa avrebbe dovuto fare per migliorare, attraverso il lavoro in palestra e la maggior responsabilità avuta nel corso della sua carriera, è diventato il giocatore che è oggi.

Umiltà, lavoro, sacrificio, costanza… Qualità che oltre all’abilità tecnica l’hanno portato ad essere il giocatore che è oggi: frutto di incontri, esperienze, difficoltà. E allora, gioco come sono, come titola la sua autobiografia. Di strada ne ha fatta tanta Gigi, ma sempre con quella personalità che gli ha garantito il rispetto di tutti.

Tratti del carattere che l’hanno portato a migliorare giorno dopo giorno in una sfida contro sè stesso.

Bisogna crederci

Determinazione, dedizione e carisma caratterizzano Gigi Datome: non ha mai mollato in vita sua, anche quando il suo talento cristallino non gli faceva vincere trofei e coppe. È uno che ha fame di vittorie e di sfide. Ecco perchè è un uomo vincente.

“Si può sempre sognare, sta a noi cogliere le opportunità.”

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