Milan-Napoli: Gattuso cancella Sarri, rossoneri stremati e prevedibili

Milan-Napoli: Gattuso cancella Sarri, rossoneri stremati e prevedibili

Milan-Napoli, disputata nel posticipo di domenica sera, è stata una gara molto tattica, poco spettacolare. L’hanno spuntata gli azzurri, sempre più simili al proprio allenatore, bravi a sfruttare al meglio le amnesie rossonere.

MILAN PREVEDIBILE, NAPOLI UMILE E CINICO

È stato il match che, forse, in molti ci aspettavamo: poco spettacolare e molto tattico. Le due squadre sono scese in campo a specchio, per studiarsi per un tempo e poi affondare, al primo errore dell’avversario. E questo il Napoli, quando vuole, lo sa fare benissimo. Gli azzurri ricalcano il pensiero del proprio allenatore, spesso antitetico a quello sarriano. Gattuso bada al sodo e i suoi ragazzi lo hanno recepito. Il Milan è visibilmente sulle gambe. Serviva lucidità, ma soprattutto imprevedibilità. Ma è dura con un’infermeria sempre piena.

FORMAZIONI

Come detto sopra, le due compagini si sono affrontate a specchio: 4-2-3-1 per entrambe. Pioli ha impiegato Krunic e Castillejo sulle corsie laterali, con Leao unica punta. Gattuso si è affidato al terzetto Politano-Zielinski-Insigne per supportare Mertens, falso nueve.

FASE DI COSTRUZIONE MILAN E NON POSSESSO NAPOLI

Il Diavolo, come sempre, ha provato ad avviare l’azione dal basso. Donnarumma si alzava fino al limite dell’area, i due centrali difensivi aumentavano il raggio d’azione e, contemporaneamente, Dalot ed Hernandez si posizionavano sulle linee laterali, dando ampiezza. Per il Napoli, in questa fase, diventava fondamentale controllare ogni movimento delle fonti di gioco rossonere: Tonali, Kessié e, in particolar modo, Calhanoglu.

Il Milan veniva così stritolato e doveva trovare una soluzione diversa. Tonali per facilitare l’uscita del pallone, arretrava sulla linea difensiva.

Dunque, se gli azzurri non riuscivano e recuperare la sfera nella metà campo avversaria, di certo non disperavano: si disponevano con un quadrato 4-4-2, senza pressare Gabbia e Tomori.

FASE DI POSSESSO NAPOLI E NON POSSESSO MILAN

Dall’altra parte, gli uomini di Gattuso, grazie alle qualità tecniche di Ospina, sapevano che con un buon palleggio nei primi metri campo, potevano attrarre i rossoneri, infilandoli di conseguenza alle spalle.

Ma il Milan riusciva a recuperare velocemente e gli azzurri dovevano portare più giocatori possibili sulla trequarti avversaria. Zielinski, come un vero e proprio rifinitore, supportava Mertens, mentre Politano e Insigne cercavano di farsi trovare sempre molto larghi, per sfruttare gli uno contro uno sulle corsie esterne.

Ed è quello che avviene pochi istanti dopo. Fabian Ruiz riceve sulla destra e, senza pensarci troppo, ribalta l’azione trovando il suo capitano. Quest’ultimo, dal limite dell’area, servirà poi Zielinski, che sfiorerà il vantaggio.

GLI ERRORI DEL DIAVOLO E IL CINISMO DEGLI AZZURRI

Questo è mancato per gran parte della partita al Milan: ribaltare rapidamente il campo. Al Diavolo manca lucidità e lo si è visto soprattutto nei suoi titolarissimi, spremuti per via dei tanti impegni ravvicinati senza poter mai rifiatare.

Calhanoglu su tutti. Il turco, che spesso si è distinto per la sua visione periferica, contro il Napoli non riusciva a leggere i movimenti senza palla dei suoi compagni, servendoli in ritardo o non tentando nemmeno la giocata. Qui il 10 rossonero guida una ripartenza ma incredibilmente non premia Castillejo, involato verso la porta avversaria.

Pochi minuti dopo, stessa dinamica. Questa volta è Theo Hernandez a buttarsi nello spazio, ma Calhanoglu attende e si fa recuperare da Koulibaly.

Gli ospiti, sempre molto stretti e compatti in fase di non possesso, lasciavano inevitabilmente sguarnite le corsie esterne e sappiamo come Theo Hernandez vada a nozze in tali situazioni. Eppure anche qui, per l’ennesima volta, l’ex Leverkusen ritarda il suggerimento.

E se non sfrutti certe occasioni, poi vieni punito. Lo sappiamo, il calcio è anche questo. E proprio su quel lato il Milan viene infilato. L’esterno ex Real Madrid, ad inizio seconda frazione, si spinge in avanti ma i suoi compagni perdono palla a metà campo. Il Napoli, dopo un’ottima transizione, colpisce cinicamente il Diavolo, grazie alla rete di Politano.

GATTUSO CANCELLA SARRI

Così, Pioli, al 60esimo, ha inserito Brahim Diaz al posto dell’appannato Calhanoglu. Lo spagnolo ha velocizzato la manovra rossonera, sapendo già chi servire prima di ricevere il pallone tra i piedi. Eccolo qui, pronto ad allargare il gioco col suo mancino delicato, verso l’onnipresente Hernandez.

Ma ormai era troppo tardi. Il Napoli, dopo la rete realizzata, si è posizionato con tutti gli effettivi dietro la linea della palla, ed è stato impossibile per i rossoneri costruire chiare occasioni da gol.

Gattuso ha giustamente pensato di gestire il vantaggio. Gli ingressi di Mario Rui e Bakayoko, all’80esimo, ne sono la dimostrazione.

Se a questo aggiungiamo anche i costanti ripiegamenti difensivi di Insigne, allora possiamo comprendere facilmente come il Napoli sia ormai una creatura completamente diversa da quella sarriana. Se sia migliore o peggiore sta a voi deciderlo. Certo è che gli azzurri, quando vogliono, sanno essere proprio come il loro allenatore: umili, cinici e rognosi.

lascia un commento

Your email address will not be published.