Milano-Sanremo 2021: analisi della Classicissima

Milano-Sanremo 2021: analisi della Classicissima

La Milano-Sanremo 2021, per gli appassionati la Classicissima o Classica di primavera, immette il circuito mondiale UCI nella stagione delle grandi classiche primaverili. La corsa, prima in ordine cronologico delle cinque Monumento, torna alla sua abituale collocazione marzolina, dopo l’inusuale edizione 2020 vinta da Wout Van Aert sotto il sole d’agosto e lungo un tracciato che si è discostato da quello tradizionale, seppur solamente in termini longitudinali.

Di seguito, vi proponiamo un sintetico profilo storico delle origini, uno sguardo all’albo d’oro e una panoramica della corsa che si terrà domani, cercando di prevederne i momenti chiave e i papabili vincitori. O gli outsider in cerca di un giorno di gloria che può valere una carriera intera.

Highlights dell’edizione 2020

Le origini della corsa

Nel 1906 nacque una manifestazione automobilistica che portava proprio da Milano a Sanremo. L’evento vivrà alterne fortune nel corso del Novecento, fino alla sospensione nei primi anni Settanta. All’inizio del nuovo millennio risorgerà in forma di rievocazione storica.

La gara ciclistica vide la luce l’anno seguente e si corse per la prima volta il 14 aprile 1907. L’idea venne all’Unione Ciclistica Sanremese e l’organizzazione fu affidata a “La Gazzetta dello Sport”, diretta all’epoca da Eugenio Costamagna. Come ci racconta il quotidiano rosa, alla partenza si presentarono 33 dei 62 iscritti, anche a causa della pioggia e del freddo. Per la cronaca, vinse il francese Lucien Petit-Breton su Gustave Garrigou e Giovanni Gerbi.

L’edizione 1910, datata 3 aprile, si svolse in condizioni meteorologiche ancora più ostili. Recentemente, è apparso un resoconto di quella giornata dai contorni leggendari sul profilo Instagram della corsa.

La neve flagellò il percorso e fiaccò la resistenza di molti, tanto che solo in 4 dei 63 partenti tagliarono il traguardo. Si vocifera che il belga Cyrille Van Hauwaert, già primo nel 1908, incontrò due sciatori sul Passo del Turchino, prima di abbandonare la corsa e rifugiarsi in un’abitazione privata. Anche il vincitore, Eugene Christophe, fu costretto a chiedere ospitalità a un albergo, salvo ripartire dopo aver visto dalle finestre del rifugio il passaggio di alcuni avversari, che raggiunse e superò. Secondo il sito memoire-du-cyclisme.eu, gli ci volle un mese in una clinica per riprendersi da quello sforzo titanico. Il giorno seguente la “gazza” titolò Tempo da lupi e virtù di leoni.

Piccola parentesi. Il maltempo è stato protagonista anche in tempi più recenti. Nel 2013 la corsa fu neutralizzata a Ovada a causa di una forte nevicata che rese inagibile il Turchino. I corridori, che stavano sfiorando l’ipotermia, salirono sui pullman delle squadre per trasferirsi ad Arenzano, dove ripartirono alla volta di Sanremo.

Highlights dell’edizione 2013 con la neutralizzazione causa neve

Dopo queste prime mitiche edizioni, la corsa assunse sempre maggior prestigio, come si può notare anche dai nomi che possono vantarla nel proprio palmares

Albo d’oro di spessore

Il primo grande ciclista che legò il proprio nome alla Sanremo fu Costante Girardengo. Tra il 1917 e il 1928 vi partecipò per dieci volte, con sei sigilli (’18, ’21, ’23, ’25, ’26, ’28) e concludendo nel peggiore dei casi al terzo posto. Meglio di lui seppe fare Eddy Merckx, sette volte a braccia alzate tra ’66 (poco meno che ventunenne) e ’76.

A far loro compagnia, tantissimi campioni del pedale, appartenenti a epoche molto diverse. Basti pensare che a quota quattro affermazioni troviamo Gino Bartali ed Erik Zabel: uno colse il suo ultimo successo nel ’50, l’altro il primo nel ’97. I loro rivali principali, che furono rispettivamente Fausto Coppi e Oscar Freire, li tallonano a tre successi.

Di razza anche i ciclisti impostisi nelle ultime stagioni. Sprinter come Cipollini, Petacchi, Cavendish, Kristoff e Demare; passisti come Cancellara e Van Aert; finisseur come Bettini, Kwiatkowski e Alaphilippe. Vincenzo Nibali, primo nel 2018, è stato l’ultimo vincitore di un grande giro a salire sul gradino più alto del podio, a 23 anni da Laurent Jalabert.

Albo d’oro dal 2000. Fonte: procyclingstats.com

Il percorso

Il percorso della Milano-Sanremo ha conosciuto alcune minime variazioni nel corso degli anni, rimanendo cristallizzato attorno a degli snodi cruciali.

Profilo planimetrico del tracciato. Fonte: milanosanremo.it

Il primo è il Passo del Turchino, da sempre uno dei simboli della corsa. Tuttavia, a causa di una frana, quest’anno non sarà affrontato, come già successo nel 2020 e all’inizio dei Duemila. A prenderne il posto il Colle di Giovo, alla sua terza apparizione lungo tracciato della Classicissima. Questa salita segna la prima difficoltà altimetrica e l’inizio della seconda parte della corsa.

Discrepanze planimetriche tra il percorso classico, quello dell’anno passato e quello del 2021. Fonte: gazzetta.it

Una seconda parte che, dopo una settantina di kilometri pianeggianti lungo il Mar Ligure, entra nella sua metà più ostica con i tre capi: Mele, Cervo e Berta. Essi segnano, grossomodo, il passaggio dalla provincia di Savona a quella di Imperia e l’inizio della fase decisiva della corsa. Da qui in poi ogni momento è buono per affondare l’attacco.

Superati i promontori, ecco la Cipressa, introdotta nel 1982. Asperità di 5,6 km al 4,1%, si può dividere in due segmenti, con il primo di 3,5 km circa che è anche il più duro.

Cipressa. Profilo altimetrico e pendenze medie dei settori. Fonte: milanosanremo.it

La segue, a una manciata di kilometri dal traguardo, il Poggio. Si affrontò per la prima volta nel 1960 e da allora è l’ideale trampolino di lancio per il colpo di mano decisivo. I numeri (un 3,7 utile sia per descriverne la lunghezza in km che la pendenza) parrebbero non essere impossibili, nonostante qualche decina di metri all’8%. La differenza la fa il contesto. L’ascesa giunge dopo 7 ore e 290 km in sella, quando tutti i contendenti sono vicini alla riserva del loro ideale serbatoio. Un cambio di ritmo può qui essere fatale per molti.

Poggio. Profilo altimetrico e pendenze medie dei settori. Fonte: milanosanremo.it

Dalla sommità mancheranno poco meno di 6000 metri all’arrivo, per lo più in discesa. Scollinare con anche solo 10″ di vantaggio può essere sufficiente per non farsi raggiungere. A patto di continuare a menare sui pedali, senza farsi sopraffare dalla paranoia di essere ripresi dagli inseguitori, che prevedibilmente manterranno un contatto visivo. In caso contrario, sarà volata.

Profilo altimetrico del tracciato. Fonte: milanosanremo.it

I favoriti

Il lotto dei partenti è, come consuetudine, di altissimo profilo. Tutti i migliori corridori adatti a un percorso del genere saranno della partita.

In prima linea sono Alaphilippe (primo nel 2019 e secondo lo scorso anno), il campione in carica Van Aert e Van der Poel. I tre hanno dominato l’inizio di stagione insieme a Pogacar e promettono spettacolo anche alla Classicissima, dopo averci già divertito alla Strade Bianche e alla Tirreno-Adriatico. Impensabile non vederli davanti negli ultimi 50 km, dove troveranno tantissime occasioni per sganciarsi dal gruppo. Alaphilippe ha forse più possibilità di giocare di squadra, avendo la sua formazione in faretra due frecce come Bennett e Ballerini, da scoccare in caso di arrivo in volata. Il recente passato, però, ci ha insegnato come la preparazione a tavolino conti ben poco al cospetto degli altri due favoritissimi.

Alle loro spalle, le alternative non mancano. Una citazione per chi ha già messo tutto in fila sulla riviera ligure: Degenkolb e Nibali non sembrano nomi credibili, mentre Demare, Kristoff e Kwiatkowski hanno maggiori possibilità di vittoria. Tra chi è già andato a podio i più pericolosi sono Matthews (terzo lo scorso anno) Naesen, Ewan, Sagan e il veterano Gilbert. Candidati a sorprese Aranburu (settimo all’esordio l’anno passato), Mohoric, Stuyven, Wellens e il gioiellino Pidcock. Completano il cerchio l’olimpionico Van Avermaet, Nizzolo e i più volte piazzati in top ten Bouhanni e Colbrelli. Gaviria e Bonifazio si segnalarono per ottime prestazioni qualche anno fa, ma non ci punteremmo per domani.

Voi cosa ne pensate? Chi vedete in pole position per domani? Fatecelo sapere nei commenti o tramite le pagine social di Coast2coastblog.it.

Link utili: milanosanremo.it (sito ufficiale), speciale classiche Gazzetta (cenni storici)

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