Squadre italiane fuori dall’Europa e dal calcio che conta: le cause in 5 punti

Squadre italiane fuori dall’Europa e dal calcio che conta: le cause in 5 punti

Juventus, Atalanta e Lazio sono tutte uscite agli ottavi di finale di Champions League, per non parlare dell’Inter, uscita ai gironi. Le squadre italiane non hanno lasciato un bel segno in Europa.

LE ITALIANE ESCONO DALL’EUROPA CHE CONTA: ATALANTA UNICA squadra A FARLO A TESTA ALTA

Le prestazioni delle squadre italiane in Champions League hanno sottolineato un evidente problema del calcio italiano: c’è bisogno di una riforma e di una rivoluzione. L’unica squadra ad aver portato in alto il tricolore ed aver fatto una bella figura è stata l’Atalanta, la squadra con minor esperienza nella competizione.

Ecco in 5 punti spiegati i motivi per cui si parla di fallimento del calcio italiano.

1 – PRESSIONE

Le squadre italiane quando affrontano altri club in Europa soffrono tantissimo la pressione e finiscono per subire l’avversario. L’esempio perfetto è l’Inter che non è mai riuscita a dominare nel girone e nel momento più delicato non ha saputo avere la mentalità giusta, da grande squadra europea. Mancano i giocatori capaci di giocare in certi palcoscenici.

2 – PAURA DI GIOCARE

Come ha detto Luis Muriel nell’intervista dopo il ritorno con il Real Madrid, i Blancos hanno giocato con una serenità invidiabile. Non avevano paura di giocare il pallone e fraseggiavano con una calma olimpica, nonostante la pressione dei bergamaschi. In Europa le italiane hanno paura di giocare palla a terra, con scambi corti e preferiscono aspettare l’avversario per poi ripartire, senza mai voler essere i padroni del campo.

3 – NESSUNA STELLA ITALIANA

Dopo una generazione pazzesca di campioni come Totti, Del Piero, Pirlo e molti altri, il calcio italiano non ha più avuto degni eredi. I settori giovanili sono sempre più popolati da giocatori stranieri, molto fisici e più sviluppati, mentre le prime squadre puntano piuttosto su over 30enni. I giovani italiani finiscono per giocare in categorie minori e soprattutto non hanno palcoscenici competitivi in cui confrontarsi, da rivedere assolutamente la Primavera come campionato. Negli altri paesi a 18 anni molti giocatori sono già delle stelle del calcio mondiale, mentre qua giocano ancora in Primavera.

4 – INFRASTRUTTURE

Nel 2021 (tra le top del calcio nostrano) soltanto Juventus e Atalanta hanno uno stadio di proprietà in Italia, mentre le altre squadre sono ancora legate ad accordi comunali che non fanno sviluppare le società. Per poter puntare su introiti interni, lo stadio di proprietà è una priorità assoluta. Bisogna modernizzarsi e costruire impianti con design contemporanei, con all’interno determinati servizi.

5 – DIRITTI TV

I diritti tv sono fondamentali per lo sviluppo del calcio in Europa. Le cifre ricavate hanno un impatto importante anche sulla disparità di risorse tra le squadre: non solo però le cifre distribuite, ma anche il modo in cui i soldi vengono distribuiti incidono sull’equilibrio e sulla concorrenza nei singoli campionati. In Italia c’è una disparità enorme di ricavi tra le top squadre e i pesci piccoli della Serie A. In Premier League c’è un rapporto di 1:1,6, risultato lontanissimo qui in Italia…

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