ASD Sant’Angelo, la nobiltà non è solo dei grandi club

ASD Sant’Angelo, la nobiltà non è solo dei grandi club

Bentornati gentili lettrici e lettori sulle colonne della rubrica più chic ed esclusiva di Coast2CoastBlog, la rubrica sul calcio dilettantistico.

Entrate nel nostro pub da periferia, prendete la vostra pinta, tirate un paio di freccette, sedetevi e accomodatevi.

Questa settimana vi raccontiamo la storia del A.S.D. Sant’Angelo, squadra di Eccellenza Lombarda, grazie all’intervista che ci ha rilasciato Marco Cella, addetto stampa della società.

Buona lettura!

Il calcio a Sant’Angelo ha una storia lunga e travagliata, ce ne volete parlare un po’?

“La storia del calcio a Sant’Angelo inizia nel 1907. Da quel momento ha avuto inizio un’avventura epica che a distanza di 114 anni continua ad appassionare e coinvolgere.

Ci sono stati anni di gloria, come il decennio in serie C tra il ’74 e l’84, e momenti meno buoni, ma il calcio a Sant’Angelo non è solo una questione di sport: è tifo, passione, amore verso la maglia ed i colori rossoneri.

La nostra storia, per questo, nonostante gli alti e i bassi, continua ad essere scritta”.

Qual è il momento più alto della storia del Sant’Angelo? Quello che ricordate con più affetto?

“Il momento più alto della storia del Sant’Angelo è sicuramente il decennio d’oro di cui parlavo prima, quando abbiamo disputato ben dieci campionati consecutivi di altissimo livello tra i professionisti. Addirittura, grandi squadre come Venezia, Udinese e Piacenza sono venute a calcare i nostri campi in partite memorabili rimaste ben evidenziate negli annali e nei cuori dei tifosi.

La partita più importante, invece, è sicuramente Sant’Angelo-Monza 0-0 del 17 novembre 1974, valida per il campionato di C, disputata nella storica e gloriosa cornice di San Siro. Ci fu un vero e proprio esodo di tutto il paese sui suoi spalti e questo è sicuramente il nostro più bel ricordo”.

E quello invece purtroppo che vorreste dimenticare?

“Il fallimento della primavera del 2014 è stato indubbiamente il momento più duro della nostra storia. Il calcio a Sant’Angelo purtroppo ha rischiato di sparire ma, grazie alla passione di undici soci che hanno rifondato la società e di un gruppo di ragazzi, prevalentemente nati e cresciuti in paese che hanno costituito la squadra, il Sant’Angelo è ripartito, vincendo la terza categoria con il record di 26 vittorie in 26 partite.

Quella squadra rimane un esempio di attaccamento alla maglia ed ai colori rossoneri. Fu una ripartenza orgogliosa dopo un momento buio.”

Quanto ha inciso la situazione pandemica sulla società?

“La pandemia ha rappresentato un momento decisamente inedito per tutti.

Le difficoltà sono state affrontate dalla società con la ferma volontà di proseguire nel percorso di crescita globale iniziato della rifondazione del 2014 e proseguito negli anni con le varie promozioni fino all’approdo in Eccellenza nell’estate 2019.

L’obiettivo, nonostante tutto, è continuare a crescere”.

Quanto è stato difficile mantenere le attività sportive, nonostante la situazione difficoltosa?

“Riuscire a ripartire mantenendo tutte le attività sportive vive è sempre stato l’obiettivo della società. Dal punto di vista organizzativo, c’è stato un appesantimento della situazione, con protocolli e regole da rispettare rigorosamente, ma la volontà di tutti è stata quella di superare le difficoltà e diventare ancora più forti.

In questo senso, sono stati fondamentali tutti i collaboratori e volontari che hanno letteralmente gettato il cuore oltre l’ostacolo per raggiungere l’obiettivo di ripartire in sicurezza, sia con la prima squadra che con il settore giovanile. Il loro impegno, che merita una citazione speciale, unitamente agli sforzi della dirigenza, ha fatto sì che la ripartenza sia stata possibile”.

Qual è il ruolo del settore giovanile nella vostra società?

“Il settore giovanile ricopre un ruolo molto importante all’interno della vita della società. Attualmente, ci sono impegnate trenta persone, tra tecnici qualificati e collaboratori, che si occupano dello sviluppo del settore giovanile e dalla crescita dei giovani calciatori.

Al campo di allenamento, che si trova dietro lo stadio “Chiesa”, i ragazzi vengono educati al rispetto della maglia e sono seguiti nel loro percorso di crescita tecnica, tattica, atletica e psicologica.

L’obiettivo del settore giovanile è quello di essere un serbatoio per la prima squadra e in tal senso tre giovani che sono attualmente nella rosa della prima squadra provengono proprio dal settore giovanile.

L’auspicio di tutti, all’interno della società, è che altri ragazzi possano seguire lo stesso percorso ed esordire in prima squadra”.

La ripresa del campionato finalmente è imminente, cosa vi aspettate da questa ripresa?

“Ci si aspetta un campionato molto avvincente nonostante un ridotto numero di partite in una situazione anomalia. Non ci saranno i nostri tifosi che sicuramente si sarebbero gustati delle belle con Pavia, San Colombano, Vogherese, Città di San Giuliano e Codogno”.

Quali sono i vostri obiettivi futuri? Sportivi e societari?

“L’obiettivo della società è andare in Serie D e poi continuare a crescere. Giocare per partecipare non fa parte del DNA del Sant’Angelo”.

Rieccoci per i saluti. Vi aspettiamo anche settimana prossima per il nostro appuntamento fisso. Nel mentre, visto che lo sappiamo che da un giovedì all’altro sentite l’astinenza, ci sono sempre le puntate passate. A buon intenditor…

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