LEGENDARY TEAMS: i Bulls dei due three-peat

LEGENDARY TEAMS: i Bulls dei due three-peat

1991-1993 e 1996-1998. Sono questi i due intervalli in cui Jordan e compagni dominarono la NBA, vincendo sei titoli. Una delle squadre più forti di sempre guidata dal giocatore più forte e significativo di sempre. Nel lungo intervallo di tempo in cui i Bulls dominarono la NBA, il roster subì diversi cambi. Ma le tre certezze chiave per vincere rimasero sempre: Jackson in panchina e Pippen e Jordan in campo. Una squadra piena di controversie e storie interessanti, che scrisse la storia della lega a suon di vittorie e titoli.

i primi tre titoli

L’inizio degli anni ’90 segna l’inizio del dominio dei Chicago Bulls. Fino a quel momento Jordan era considerato un giocatore incredibile, ma mancava il titolo per elevarlo al di sopra di tutti, e quel titolo sembrava non dovesse mai arrivare. Il primo grande passo verso il titolo è nel 1987, con l’arrivo nella Città del vento di Scottie Pippen. Ma i Pistons eliminano i Bulls per due anni consecutivi alle finali di conference, con un trattamento “speciale” nei confronti di MJ.

Dal 1990-1991 però la musica cambia. Chicago termina la regular season con 61 vittorie e in finale ad Est spazza via i Pistons 4-0. Le finali NBA sono contro i Lakers di Magic Johnson, che vengono sconfitti in 5 partite. Jordan per la prima volta è campione NBA, e gli appassionati dovranno abituarsi a vederlo sul tetto del mondo. I due anni successivi i Bulls infatti continuano a vincere. Nel 1991-1992 le vittime delle finali sono i Blazers e la gara 1 di Jordan è leggendaria. Dopo la sesta tripla nel primo tempo, si gira con le braccia allargate come a dire “Stasera non posso sbagliare, mi spiace”. La stagione dopo invece in Finale vengono sconfitti i Suns, con MJ che chiuderà le finali a 36 punti di media, record di ogni epoca. È three-peat e i Bulls vanno dritti verso la leggenda.

il secondo three-peat

Nel 1995 Jordan ritorna in NBA, dopo il primo ritiro a causa della morte del padre. E dopo poco più di un anno dal suo ritorno, i Bulls ricominciano a vincere. Nel frattempo in squadra è arrivato un altro giocatore fondamentale, Dennis Rodman. Un personaggio a dir poco atipico, che con la sua grinta e la sua passione sarà decisivo nel secondo three-peat dei Bulls. La Regular Season 1995-1996 è da ricordare: 72 vittorie su 82 partite, con la squadra che ha ritrovato la forma degli anni passati. Rodman è il miglior rimbalzista della NBA, mentre Kerr è il miglior tiratore da tre punti. I Bulls non sono solo Jordan e Pippen e rivogliono vincere. Ovviamente il titolo torna a Chicago, con i Bulls che battono i Supersonics di Payton in finale, con il risultato di 4-2.

Gli ultimi due anni di Jordan a Chicago sono leggendari, per lui e per il resto della squadra. Nel 1997 i Bulls battono i Jazz in finale, con Jordan in grande spolvero ma col resto della squadra che rema dalla sua parte. L’attacco a triangolo di coach Jackson funziona a meraviglia e tutto il roster riesce a portare Jordan e Pippen al loro quinto titolo. Il sesto e ultimo anello è probabilmente il più difficile nella storia di quei Bulls. Dopo la grande alchimia mostrata negli anni precedenti, la squadra sembra essere disunita. Rodman è discontinuo, Pippen ha problemi alla schiena e Jordan sembra non poter più reggere il carico della squadra. Ma sono queste difficoltà a rendere la vittoria nel 1998 leggendaria. In finale si ripresentano i Jazz di Stockton e Malone. Dopo la vittoria Jazz in gara 5, si va a gara 6 sul 3-2 Bulls, che hanno bisogno di chiudere la serie nello Utah. E in quella gara 6, a pochi secondi dalla fine Jordan mette a segno “The Shot“, che regala il sesto trionfo ai Bulls.

Certo, come rappresentato nella serie “The Last Dance“, quella squadra ebbe molti problemi e contraddizioni interne. Ma furono queste difficoltà superate dalla squadra a proiettare i Bulls verso l’olimpo della NBA.

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