Divise e iconicità: le canotte italiane la raggiungeranno?

Divise e iconicità: le canotte italiane la raggiungeranno?

Le divise di basket sono diventate un capo d’abbigliamento da indossare anche fuori dal campo: per lo streetwear sono simbolo di stile.

Questo discorso riguarda principalmente le divise NBA. Soprattutto tra quelle del passato, il campionato americano vanta maglie iconiche per la stagione, il giocatore, la squadra… Inoltre negli Stati Uniti vengono realizzate molte maglie speciali, che acquisiscono più vanto proprio perché un’edizione limitata. Cangianti di anno in anno per motivi di merchandising eppure, almeno in certi casi, così classiche, semplici e lineari.

Pensiamo alla terza maglia dei Chicago Bulls 1995-1996, le classiche Lakers e Celtics di Larry Bird e Magic Johnson… Divise storiche, ma sempre attuali.

Questa è la forza delle squadre americane, ma noi siamo in Italia e la domanda sorge spontanea: canotte del nostro Paese hanno raggiunto un livello di iconicità?

Regolamento

Bisogna precisare che ogni squadra non è del tutto libera di creare la sua divisa. Nel regolamento, infatti, vi sono regole da rispettare.

Art. 91 Divisa da gioco
[1] In tutte le gare le società sono tenute a far indossare ai giocatori costumi tali da non offendere la decenza.
[2] È consentito alle società di apporre sulla divisa da gioco le seguenti scritte o marchi pubblicitari:
a) sulle maglie di gara – un solo marchio riferito all’azienda produttrice dell’abbigliamento sportivo da gara (marchio tecnico) e due sponsor secondari; questi tre marchi non possono superare le dimensioni di 70 cm quadrati ciascuno;
b) Sul retro della maglia potrà eventualmente essere apposto, sopra o sotto la numerazione, il marchio o la sigla riferita alla sponsorizzazione principale e il marchio o la sigla di due diversi sponsor secondari delle dimensioni massime di 70 cm. quadrati ciascuno. Solo per le società di serie Professionistiche e dei Campionati Nazionali Maschili e Femminili è consentito apporre sul retro della maglia il nome della città del club (in caratteri romani) e il cognome del giocatore.
Il cognome del giocatore dovrà essere posto sopra il numero di gara e contenuto in una sola riga;
c) sui pantaloncini oltre al marchio tecnico identico a quello apposto sulle maglie, possono essere applicati anche il marchio dello sponsor principale e di altri due sponsor secondari, differenti da quelli delle maglie…

Sembrano regole da poco, ma spesso possono inficiare sulla venuta della divisa: un errore può costare caro.

Nonostante ciò, anche l’Italia può vantare di belle canotte, parte integrante della storia del nostro basket. Eccone 3 che sono rimaste nella storia.

Mobilgirgi, Pallacanestro Varese fine anni ’70

divise Varese Mobilgirgi
Fonte: passionemaglie.it

In quel periodo la società varesina era una leggenda per il basket continentale. Forte in campo e differente anche nello stile: indossando la mitica divisa bianconera, hanno conquistato l’Europa. Canotta nera con la fascia laterale bianca; poche scritte… in una parola ESSENZIALE.

Benetton Treviso, 2002-2003

Barcelona 2003 - ADIDAS Next Generation Tournament
Fonte: adidasngt.com

La Benetton Treviso allenata da Ettore Messina: nel 2002-03, vinse campionato, Coppa Italia e Supercoppa e fu finalista di Eurolega (sconfitta dal Barcellona). Una delle squadre più forti d’Italia con i classici colori bianco e verde. Indossata da grandi campioni come Marconato, è riconosciuta da tutti.

CARPISA NAPOLI, 2006

canotte napoli 2006

Questa divisa non è molto conosciuta, ma è iconica perché è quella indossata dalla Carpisa Napoli del 2006, che vinse l’unico trofeo della storia della società, conquistando la Coppa Italia. Allenata da Piero Bucchi, era guidata in campo da Lynn Greer, uno dei giocatori più forti passati dalle nostre parti nell’ultima decade. BIanca e blu navy, si contraddistingue dal classico azzurro napoletano.

Questa è solo una selezione, per voi quali sono le divise italiane più belle e iconiche?

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