Fantanostalgia, da Sapporo a Bergamo: l’anno da sogno di Cristiano Doni

Fantanostalgia, da Sapporo a Bergamo: l’anno da sogno di Cristiano Doni

Cosa hanno in comune Zingonia e Anastacia? All’apparenza nulla potrebbe legare il centro di allenamento dell’Atalanta e la star statunitense ma non è così.

Siamo alla stagione calcistica 2001/2002, la seconda del nuovo millennio nonché una di quelle che promette di regalare emozioni fino all’ultimo scampolo di partita, fino all’ultimo pallone. Ma è soprattutto l’annata di Cristiano Doni.

L’evento dell’anno per cristiano doni

È prevista, per il 3 giugno del 2002, la partita d’esordio della nazionale italiana ai mondiali di Corea del Sud e Giappone. Ci troviamo a Sapporo mentre Italia ed Ecuador, contrapposte nel gruppo G, si stanno scaldando sulle note di “Boom”, la hit della popstar americana Anastacia, la quale ha fornito la propria energia alla colonna sonora di questo mondiale in sede asiatica.

Questo momento è fondamentale per la carriera di tutti gli azzurri convocati ma soprattutto per un ventinovenne romano: Cristiano Doni.

Il ragazzo nasce al centro dello stivale del 1973 ma farà le sue fortune più a nord, precisamente a Bergamo, della quale poi diventerà cittadino benemerito, nonché fiero rappresentante; il tutto dopo aver indossato per più stagioni la fascia di capitano degli orobici.

La convocazione

Tutti sanno che per strappare una chiamata al CT Trapattoni bisogna correre tanto in campionato e Cristiano lo fa; a maggio del 2002 il suo score personale ci riferisce di 16 goal e 2 assist realizzati in 30 presenze, niente male per un trequartista. Questo significa che l’Atalanta evita la retrocessione anche grazie alle gesta di Doni, il cui contributo è stimato in più di un goal (realizzato o servito) ogni due partite.

Inizio a rilento

Eppure la stagione, fantacalcisticamente e non, inizia con il freno a mano inserito: 3 match, 3 sconfitte più 0 bonus ed un giallo per Doni.

Tutto si sblocca il 23 di settembre a Bergamo, nella sfida contro l’Hellas di Verona. Vittoria per una rete a zero grazie ad una pennellata su punizione del capitano; segue il derby lombardo contro il Brescia di Mazzone.

Hanno qui inizio i cinque/sei mesi migliori della carriera del 27 atalantino. La partita finisce 3-3 con l’iconica corsa del mister romano sotto la curva bergamasca nonché con una prestazione eccellente del trequartista dell’Atalanta, autore sia di una rete che di un assist.

Un momento d’oro

Fino a metà gennaio si parla di numeri che oggi ci farebbero pensare ad uno tra CR7 e Messi: 18 partite, 1 assist e la bellezza di 14 goal realizzati. Tra l’ottava e la decima giornata arrivano 3 reti in rapida successione, una a testa per Udinese, Lecce e Roma.

Arriva la pausa per le nazionali e ad attenderlo ci sono la convocazione e l’esordio, al primo della ripresa della partita amichevole contro il Giappone. Al 50° Del Piero batte un calcio d’angolo, Iuliano non permette a Suzuki di spazzare e proprio Cristiano Doni, con una fucilata di collo da pochi metri, regala il pareggio agli azzurri e, soprattutto, si regala l’esordio che ogni bambino sogna.

Sulle ali dell’entusiasmo, alla ripresa del campionato, segna due doppiette in una settimana, vittime del suo momento di forma sono il Piacenza e l’Inter; non contento, in altri sette giorni si concede due nuove gioie (una contro il Torino e l’altra a sfavore del Parma).

Il nuovo anno per doni

Arriva il 2002 ed il suo rendimento cala, prende qualche cartellino di troppo e accusa dei piccoli acciacchi. Nonostante ciò Doni resta determinante: contribuisce con un rigore all’amaro pareggio di Bologna e realizza la rete del definitivo 2 a 0 contro i Viola, da rivedere ogni giorno per la bellezza del giro impresso al pallone.

Poi, dopo il 21° turno, contribuisce meno rispetto a quanto fatto fino a quel momento. Goal ad Hellas Verona e Roma (castigate sia all’andata che al ritorno), oltre a quello realizzato contro l’Udinese prima dell’ultimo bonus della sua magica stagione, un +1 (assist) all’ultima giornata contro il Chievo.

In questa centesima edizione della massima serie del campionato di calcio, Cristiano Doni fu uno dei personaggi principali; infatti, non è una bestemmia dire che l’Atalanta debba anche e principalmente a lui il 9° posto e la salvezza (a +6 dall’Hellas retrocesso) dato che ben 16 delle 41 reti realizzate in stagione dalla Dea arrivarono dai suoi piedi.

A fine stagione il romano verrà convocato per i tragici e tuttora contestati campionati del mondo di Corea del Sud e Giappone 2002. Soprattutto, a fine carriera, Doni sarà il miglior realizzatore dell’Atalanta con 112 goal, dei quali 16 nella stagione migliore della sua carriera, la 2001/2002!

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