Fantanostalgia: la fedeltà ed il talento di Andrea Cossu

Fantanostalgia: la fedeltà ed il talento di Andrea Cossu

Nasce a Cagliari, il 3 maggio del 1980, un brillante interprete del ruolo di “trequartista” nonché l’esempio di come determinati valori possano rimanere l’essenza di questo gioco stupendo chiamato calcio.

Momenti fondamentali

Innanzitutto bisogna ricordare il 3 marzo del 2010, giorno in cui il CT Marcello Lippi decide di testarlo e premiarlo. Il tutto nell’amichevole finita a reti bianche tra gli azzurri e gli “Indomabili Leoni” del Camerun. Poi, poco meno di due mesi dopo, è tra i 30 (che diventeranno prima 28 e poi 23) che preparano il Mondiale del 2010.

L’interesse Catalano

Infine, sul gong del mercato invernale della stagione 2010/2011, quando nell’aria sopra al Sant’Elia aleggiano le parole di Joan Laporta, presidente del Barcellona, il quale si dice convinto di poter fornire il gioiello sardo al suo allenatore: Pep Guardiola.

A questo punto, all’età di 29 anni, la vita – nonché la carriera – di Andrea potrebbe cambiare radicalmente ma lui ha altro per la testa.

In mente e nel cuore ha solo due colori, il rosso ed il blu, quelli del suo Cagliari; quelli del “Magico Casteddu” che ha sempre tifato e sempre seguito. Pure quando, tesserato per l’Hellas Verona, approfitta di squalifiche e/o non convocazioni per seguire gli Sconvolts (gruppo di tifosi fondato nel 1987) nelle loro migrazioni al seguito del Cagliari Calcio.

I sogni si realizzano

Tutto ciò finché non corona il sogno di vestire la maglia della sua città. Cosa che accade già nel 2005, in 22 occasioni. Nonostante le buone prestazioni fornite però, il cagliaritano non riesce a rubare il cuore della dirigenza.

A questo punto sceglie l’Hellas (sua ex squadra) e vi rimane per due stagioni.

A volte, però, i grandi amori hanno bisogno di tempo e pazienza per sbocciare e dare i propri frutti. E così, Massimo Cellino, turbolento presidente dei sardi, ci ripensa e per acquistarlo versa 500.000 euro nelle casse degli scaligeri nell’estate del 2007.

In questo modo nasce un grande amore i cui risultati migliori sono ascrivibili alla stagione 2010/2011; la stessa nella quale il CDA del Barca si illuse di poter dare un valore numerico ad un tipo particolare di attaccamento alla maglia, quello che nasce dal legame contratto con la città.

L’anno magico

La stagione inizia sulle macerie della squadra lasciata da Max Allegri (licenziato prima della fine della stagione 2009/10) con il Cagliari che riesce a strappare solo un punto nel partita col Palermo.

Ma già alla seconda giornata possiamo parlare di exploit del numero 7 che, in ben tre occasioni, manda i compagni in porta. Prima arma il tiro da fuori di Daniele Conti, poi mette due gioielli in area di rigore: uno per Matri ed uno per Lazzari, autore della rete del definitivo 5-1 per gli isolani.

Le bandiere non sventolano per sempre

Il rapporto che Cossu e gli altri leader dello spogliato instaurano con Mister Bisoli (autore di 5 goal in 164 presenze con i sardi) non è idilliaco e ciò si nota sia in quanto questa sarà la motivazione principale del suo esonero sia dal rendimento globale della squadra.

Il trequartista dei sardi, finché resta in carica il mister di Porretta Terme, farà un solo assist, alla nona giornata, proprio all’ultima di Bisoli.

Arriva Donadoni

In questo periodo ci sono gli assist fondamentali forniti per Nené nel 2-0 contro il Bologna e per Conti, in occasione del pareggio di Udine, sorpresa del campionato. Ad inizio novembre, come tutti i suoi compagni, accusa la fatica e va completamente a vuoto nelle sfide perse (entrambe tra le mura amiche) contro Napoli e Genoa.

Il Cagliari continua ad alternare bruschi stop e partite di pregevole fattura. Andrea, in linea con la squadra, si riprende e fa il sesto ed il settimo assist della sua stagione; sono Brescia e Lecce a subire i prodotti dell’estro del trequartista cagliaritano.

Poi, tra fine 2010 ed inizio 2011 il “Casteddu” continua con il proprio ritmo cadenzato: sconfitte contro Fiorentina, Genoa e Milan; vittorie contro Catania e Parma. Proprio al Tardini, il 7 torna ad illuminare il gioco. Finta di corpo, avversario lasciato sul posto e pallone messo al bacio sui piedi di Robert Acqufresca.

Un girone di ritorno infernale per chi marca Cossu

A questo punto, con l’inizio del girone di ritorno, il Cagliari riesce a macinare qualche punto. Solo una sconfitta posta tra tre vittorie nelle prime partite dopo il giro di boa. Eppure Cossu, sempre fondamentale a livello calcistico, patisce una flessione dal punto di vista fantacalcistico.

Lui non si perde d’animo ed in otto giorni serve altri due assist nei match contro la Vecchia Signora ed il Chievo Verona. Il 6 marzo, alla ventottesima giornata, arriva il suo primo goal in stagione. L’occasione è fornita da Nainggolan che permette ad Andrea di piazzarla alla destra del portiere con un tiro dal limite.

Il finale di stagione

A questo punto il Cagliari perde il controllo del proprio destino (6 punti in 9 partite) ma Cossu non ha proprio voglia di fermarsi, vuole mostrare a tutti che col suo perentorio “No” a Laporta, ha rifiutato una chiamata più che meritata.

Così, mentre i suoi compagni sembrano soddisfatti di quanto fatto fino a quel momento, lui decide di accendere la luce. Tra la 29° e la 38° giornata scende in campo sette volte siglando 3 reti e fornendo 2 assist!

Chiude la stagione con un bottino di 4 goal e 12 assist, vincendo la classifica degli assist-man e dando un contributo di 16 reti (fatte o servite) che non sono per niente male se consideriamo che il Cagliari in stagione andò a segno in 44 occasioni.

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