Medvedev, n. 2 de iure ma non de facto?

Medvedev, n. 2 de iure ma non de facto?

Il 15 marzo scorso, Daniil Medvedev si è assicurato la seconda posizione nella classifica mondiale.

16 ANNI DI FAB4

Un risultato storico se si pensa che dal 25 luglio 2005, per 15 anni e 7 mesi i primi due posti del ranking ATP sono stati una questione riservata ai soli Djokovic, Nadal, Federer e Murray.

MEDVEDEV RINGRAZIA IL “NUOVO” RANKING

Il best ranking per il russo è arrivato grazie alla modifica del ranking, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa. Nadal, infatti, ha perso metà dei 320 punti conquistati ad Indian Wells 2019. Questo evento, quasi certamente sarebbe avvenuto comunque nel corso della stagione su terra rossa, viste le pesanti cambiali in scadenza per lo spagnolo.

L’ULTIMO TOP2 EXTRA FAB4

Il 25 luglio 2005 Nadal, con il successo nel torneo di Stoccarda, saliva sul 2° gradino del podio, scavalcando l’australiano Leyton Hewitt. L’ultima volta che un tennista al di fuori dei fab4 era nelle prime due posizioni mondiali, la classifica era la seguente:

1) Federer 6980,

2) Hewitt 3840,

3) Nadal 3750,

4) Roddick 3590,

5) Safin 3265,

6) Agassi 2275,

7) Davydenko 2045,

8) Canas 1835,

9) Johansson 1688,

10) Nalbandian 1635.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ben 8 di questi hanno appeso la racchetta al chiodo, solo Federer e Nadal sono ancora in attività.

UN MIAMI DELUDENTE

Daniil ha poi “festeggiato” il sorpasso conquistando il torneo dell’Open 13 di Marsiglia, un modesto ATP250. A Miami, 1° Master1000 stagionale, complici le assenze di Djokovic, Nadal, Federer e Thiem, partiva da n. 1 del seeding e grande favorito. Era la grande occasione per rimpolpare la sua bacheca con un titolo pesante. Tuttavia, a dispetto dei pronostici, si è fermato ai quarti di finale. A batterlo è stato lo spagnolo Bautista Agut, sua bestia nera che lo ha sconfitto per la 3° volta su 3 confronti diretti. Per alcuni, la sconfitta ha comportato una “macchia” per non aver legittimato sul campo il salto in classifica.

MEDVEDEV: N. 2 DE IURE MA NON DE FACTO?

Ora il circuito ATP si sposterà sulla terra rossa del vecchio continente. Sul mattone tritato, Medvedev ha un bilancio desolante, 0 vittorie e 4 sconfitte al Roland Garros e appena 10 vittorie in 28 partite. Probabilmente quest’anno riuscirà ad ottenere il 1° successo a Parigi e migliorare il suo score, ma non è tra i papabili vincitori del torneo. Al contrario, Nadal, attuale n. 3, dominatore assoluto della superficie da 15 anni, partirà da favorito alla ricerca della 14° coppa dei moschettieri. Nonostante ciò, il russo potrebbe mantenere la 2° posizione mondiale anche senza grandi risultati su terra rossa. Nadal, infatti, ha pesanti cambiali in scadenza, mentre il moscovita pochissimi punti da difendere, frutto delle diverse eliminazioni al primo turno nell’anno passato. Anche in caso di ennesimo trionfo di Rafa sul Philippe Chatrier e contemporanee eliminazioni premature di Medvedev, quest’ultimo potrebbe arrivare da n. 2 del mondo al via di Wimbledon. Ma, al di là del conteggio del computer, per lui sarà importante sfatare il tabù terra rossa se vorrà smentire gli scettici che lo ritengono un n. 2 de iure ma non de facto.

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