Quando il Cinema incontra il Tennis: 7 Days in Hell

Quando il Cinema incontra il Tennis: 7 Days in Hell

In occasione della cavalcata di Jannik Sinner all’ATP di Miami oggi vi portiamo “7 Days in Hell”, un mockumentary (un finto documentario) del 2016, targato HBO.

LA TRAMA DI 7 DAYS IN HELL

Questo mediometraggio (dura appena 45 minuti) narra il match più lungo della storia di Wimbledon con protagonisti due acerrimi nemici, l’americano Aaron Williams (interpretato da Andy Samberg), fratello adottivo delle due superstar Venus e Serena, e l’inglese Charles Poole (interpretato da Kit Haringhton). Il primo è un ormai tennista caduto in disgrazia a causa di diversi problemi con la legge, dato che alle finali di Wimbledon nel 1996 un suo servizio colpì un giudice di linea, causandone un infarto rivelatosi mortale. Così Williams decise di rifarsi una vita lontano dagli Stati Uniti, stabilendosi in Svezia ed entrando nell’industria pornografica.

Proprio questo nuovo lavoro è la causa dell’odio tra i due, visto che Aaron girerà un sex tape con Lily, ex fidanzata storica di Poole. Quest’ultimo ci viene mostrato come un astro nascente del tennis britannico, in grado di diventare il primo tennista d’Albione a vincere Wimbledon dal 1930 (nella vita reale è stato lo scozzese Murray a riportare il Wimbledon in UK, nel 2013).

LA SFIDA DI 7 DAYS IN HELL

Arriviamo dunque al torneo di Wimbledon del 2001, durante il quale si svolge questa fantomatica partita. Facendo leva sull’odio che circola tra i due la Regina Elisabetta in persona telefona a Poole per dirgli di vincere, perché la vittoria di Williams infangherebbe il nome del più nobile tra i tornei ATP. Da qui inizia una partita lunga appunto sette giorni che si rivela un’odissea, che la porterà ad essere interrotta per motivi sempre più esilaranti e deliranti. Raccontarveli tutti renderebbe l’articolo lungo e noioso e vi rovinerebbe la visione di questa commedia. Vi basti sapere che i sentimenti tra i due nel corso di questi sette giorni andranno via via peggiorando sempre più fino al plot twist finale (non vi riveliamo neanche questo) davvero sorprendente ed esilarante.

REGIA E CAST DI 7 DAYS IN HELL

Il mockumentary si presenta come una commedia breve ma ben riuscita, grazie soprattutto all’ottimo cast. Oltre ai già citati Andy Samberg (Jake Peralta in Brooklyn 99) e Kit Haringhton (Jon Snow in Games of Thrones), compaiono anche Mary Steenburgen (premio Oscar alla miglior attrice non protagonista nel 1981 per “Una volta ho incontrato un miliardario”) nel ruolo di Louisa Poole, la madre di Charles e Karen Gillan (interprete di Nebula nei film targati MCU) nei panni di Lily Allsworth, top model ex di Charles. Completano l’elenco Lena Dunham (C’era una volta a… Hollywood), Will Forte (star del Saturday Night Live della NBC), June Squibb (candidata ai premi Oscar 2014 come miglior attrice non protagonista per Nebraska), Michael Sheen (Animali Notturni), Fred Armisen (Saturday Night Live), Howie Mandel (Spinning out of control), Jon Hamm.

Compaiono, interpretando se stessi, anche David Copperfield, Chris Evert, Filip Hammar, Jim Lampley, John McEnroe, Soledad O’Brien e Serena Williams.

DOVE GUARDARE 7 DAYS IN HELL

7 Days in Hell non è al momento disponibile in Italia ma lo si può noleggiare per 0,99 dollari o acquistare per 9,99 dollari su Amazon Prime US. Chi utilizza servizi di VPN e fosse interessato alla visione può quindi vedere questo mockumentary con questo piccolo escamotage.

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