La rinascita dei Chicago Cubs: la maledizione più lunga della storia sportiva

La rinascita dei Chicago Cubs: la maledizione più lunga della storia sportiva

Nel baseball professionistico, e in generale nella storia dello sport americano, non vi è mai stata una striscia negativa più lunga di quella spezzata dai Chicago Cubs nel 2016. Dopo ben 108 anni dall’ultima volta, infatti, i Cubbies interruppero la maledizione vincendo le World Series contro i Cleveland Indians.

La predizione di ritorno al futuro

Per comprendere la portata culturale che questo digiuno ha avuto nella storia sportiva americana, basta citare un esempio famosissimo. Marty McFly, amatissimo protagonista di Ritorno al Futuro, nel secondo episodio della celebre saga, viaggia con la DeLorean nella Hill Valley del 2015. Tra le tante innovazioni moderne e tecnologiche che lasciano a bocca aperta Marty, quella che sembra sorprenderlo di più è proprio la flash news sportiva che appare in piazza: “Cubs wins World Series“. La curiosità incredibile è che gli sceneggiatori del film non ci andarono lontano: infatti la reale vittoria di Chicago arrivò, come detto, nel 2016, appena un anno dopo rispetto all’anno in cui è ambientato il film.

Per il pubblico americano del 1989 era qualcosa di oggettivamente assurdo. I Cubs, come detto non vincevano dal 1908 e non raggiungevano le finali dal 1945. Come se non bastasse la franchigia dell’Illinois aveva raggiunto i playoffs per la prima volta in 39 anni nel 1984. Un po’ come se oggi arrivasse un film ambientato nel 2045 e predicesse per quell’anno la vittoria della Juve in Champions League.

Dalle stelle alle stalle

E pensare che i Chicago Cubs, dal 1902 anno in cui assunsero nome e logo attuali, furono una delle squadre più forti della prima metà del ‘900. Tra il 1906 e il 1908 furono la prima squadra a raggiungere per tre volte consecutive le World Series, compiendo il back-to-back nel ’07-’08. Anche se rimasero competitivi fino agli anni Quaranta, non riuscirono più a mettere le mani sul titolo, nonostante non fossero mancate le occasioni. Infatti, tra il 1909 e il 1945, i Cubs riuscirono a raggiungere le World Series per ben 7 volte senza mai riuscire a vincere. Forse, in quegli anni, i fedelissimi tifosi avrebbero già dovuto capire qualcosa…

Dal ’45 in poi, il vuoto. Non solo i viaggi alle WS finirono, ma finirono proprio le partecipazioni in postseason. Per 39 lunghissimi anni. Nel 1984 i Cubs tornarono finalmente ai Playoff ma non riuscirono ad andare oltre il primo turno. Le cose non migliorarono: i Cubs, o come ormai venivano chiamati, i “lovable losers” rimesero nel più totale anonimato per circa vent’anni, protagonisti, talvolta, di qualche stagione positiva improvvisa che però si spegneva inesorabilmente ai playoff.

L’uomo della rinascita, Theo Epstein

Nel 2011, il proprietario dei Cubs Thomas Ricketts annuncia di aver messo sotto contratto Theo Epstein nel ruolo di President of Baseball Operations, una sorta di amministratore delegato. Dall’arrivo di Epstein, che poteva vantare su una lunga esperienza nella dirigenza dei Boston Red Sox con i quali i aveva raggiunto per due volte il titolo, i Chicago Cubs cambiano faccia. Pazientemente viene costruita la squadra che potrà contare su giocatori di esperienza e giovani promettenti. Negli anni sono messi sotto contratto giocatori come Anthony Rizzo e Jake Arrieta, e draftati altri come Kyle Hendricks, Javier Baez e Kris Bryant. Questi, e molti altri, furono i protagonisti della storica cavalcata del 2016.

All’inizio di quella memorabile stagione, i Cubs arrivavano con molti favori del pronostico ma anche scottati dalla fine della stagione precedente. Chicago, infatti, uscì sconfitta nel National League Championship Game per mano dei Mets. Nel 2016 la musica fu tutt’altra. I cubbies completarono una regular season di grande livello che vide Bryant essere eletto MVP della stagione. Al primo turno dei playoff Chicago ebbe vita facile contro i San Francisco Giants, nel Championship Game sconfissero per 4-2 i Los Angeles Dodgers. World Series 71 anni dopo l’ultima volta.

Le World Series misero di fronte ai Chicago Cubs un’altra squadra dalle fortune molto rare: i Cleveland Indians, il cui ultimo titolo (ancora oggi) risale al 1948. Le pressioni erano tante, le speranze per entrambe le fan base altissime: la paura di cadere un’altra volta, altissima. La serie fu una delle più belle degli ultimi anni, forse della storia. Dopo essere andati in svantaggio per 3-1, i Cubs non hanno mollato e hanno compiuto una miracolosa rimonta, vincendo 3 partite consecutive e distruggendo finalmente la maledizione. 108 anni dopo, i Chicago Cubs erano di nuovo World Series Champions.

La fanbase più leale di sempre

Per concludere questo racconto, è necessario elogiare coloro che più di tutti hanno sofferto per anni, dovendo subire prese in giro e sfottò di un’intera nazione. I tifosi. Farsi un giro su YouTube e vedere video come questo, fa riconciliare con il mondo e con lo sport in generale. La gioia, l’incredulità e le lacrime dei tifosi (soprattutto quelli più anziani) ci ricordano ancora una volta come lo sport non sia solo un passatempo o un insieme di obiettivi da raggiungere, ma passione ed emozione.

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