La rinascita di Gündoğan e Santi Cazorla: più forti degli infortuni

La rinascita di Gündoğan e Santi Cazorla: più forti degli infortuni

La storia della rinascita di due calciatori meravigliosi del calcio europeo, che hanno superato infortuni gravissimi e sono tornati in campo anche quando tutto sembrava perduto.

İlkay Gündoğan, un fenomeno fragile

La prima storia è quella di İlkay Gündoğan, centrocampista tedesco classe 1990. Chiunque ami il calcio non può non amare Gündoğan. Arrivato a 20 anni alla corte di Klopp al Borussia Dortmund, con i gialloneri ha vinto una Bundesliga, una Coppa di Germania e due Supercoppe, oltre ad aver disputato una finale di Champions. In quella finale, che il BVB perse contro il Bayern, l’allora ventiduenne di Gelsenkirchen siglò anche il momentaneo pareggio su calcio di rigore.

Durante un’amichevole tra Germania e Paraguay, il 14 Agosto 2013, il centrocampista subì un infortunio alla schiena. Inizialmente si pensò a nulla di grave. Due settimane massimo di stop si diceva. Ma il rientro veniva sempre rimandato, e la stagione 2013/2014 passò, senza che Gündoğan riuscisse a rientrare sul suo amato terreno di gioco. Il tedesco dovrà aspettare Ottobre per rivedere il campo: quattordici mesi dopo l’infortunio.

Oltre ad aver perso il Mondiale di Brasile 2014 (vinto dalla Germania), İlkay stava per perdere anche la sua carriera.

Sono stato fuori per 14 mesi e nessuno sapeva che tipo di infortunio fosse. Sono andato a parlare con un chirurgo che voleva mettermi una grossa vite nella schiena che non mi avrebbe più permesso di giocare a calcio a certi livelli. Temevo di non poter più giocare e sono davvero grato di aver trovato un altro chirurgo.

Calvario finito? Certo che no. Dopo una dislocazione della rotula che gli costa la convocazione all’Europeo del 2016, Gündoğan passa al Manchester City di Guardiola, che lo acquista per 27 milioni di euro. Una cifra che pare irrisoria per un giocatore del genere, giustificata dal fatto che il tedesco avesse saltato un numero impressionante di partite per colpa degli infortuni.

Per Guardiola è insostituibile: appena tornato dall’infortunio alla rotula, è subito titolare. Quindici partite tra Premier e UCL, condite da 5 gol e 2 assist. A dicembre dello stesso anno però, il legamento crociato del tedesco fa crack: stagione finita. Ancora una volta.

tornare più forti di prima

Dopo l’infortunio al ginocchio, Guardiola disse: “Tornerà più forte di prima.”
Una frase quasi di circostanza, che sentiamo dire spessissimo dopo infortuni di questo genere. Per Gündoğan però è stato davvero così.

Il coronamento di questa ritorno dopo questi gravi infortuni è avvenuto quest’anno. In questa stagione l’ex BVB è diventato il giocatore più importante dello scacchiere tattico dell’allenatore catalano. Finora, in 34 presenze tra campionato e coppe, ha siglato 16 gol e 3 assist. Ma è l’apporto che dà alla squadra che va oltre i numeri: Gündoğan sta giocando il miglior calcio della sua carriera, allenato da un tecnico che sta risaltando al meglio tutte le sue innate caratteristiche.

SANTI CAZORLA, DAL RISCHIO AMPUTAZIONE…

La storia più incredibile però è quella di Santi Cazorla, ex stella di Villareal e Arsenal, che per colpa di un infortunio ha rischiato non solo la carriera, ma addirittura la gamba.

Dopo un infortunio alla caviglia rimediato in nazionale nel 2013, a Ottobre 2016 decide di operarsi per far sparire il dolore con cui combatteva da tre anni. Operazione che si rivelerà quasi fatale per l’esterno asturiano: infezione batterica e rischio di amputazione della gamba. Uno scenario gravissimo che Santi, con più di dieci operazioni e un trapianto di pelle (dal braccio alla caviglia) nel giro di pochissimi anni, è riuscito a scongiurare.

“I batteri avevano mangiato l’osso. I medici mi dissero che dovevo ritenermi fortunato perché sarebbe potuta andare molto peggio. A Londra mi comunicarono che non sarei tornato a giocare, io però non diedi peso a quelle parole. In Spagna invece mi promisero che avrebbero fatto di tutto per farmi tornare in campo e mi tranquillizzarono.”

… alla nazionale

Dopo 636 giorni dall’ultima volta, nel 2018, torna in campo, e lo fa con la maglia del suo amato Villareal. E già questa sarebbe stata una vittoria importantissima.

Ma la vita a volte riesce a sorprenderti ancora di più: qualche mese dopo il commissario tecnico della nazionale spagnola, Luis Enrique, lo convoca dopo quattro anni dall’ultima volta, scendendo in campo contro le Isole Far Oer da titolare.

Due storie, due grandi campioni, che sono riusciti a superare infortuni gravissimi e a rinascere. Per amore dello sport più bello del mondo.

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