Ci siamo fatti raccontare il nuovo logo Inter da un graphic designer, ecco cosa ci ha detto

Ci siamo fatti raccontare il nuovo logo Inter da un graphic designer, ecco cosa ci ha detto

Il 30 marzo 2021 è stato presentato il nuovo logo Inter che ha subito diviso i tifosi nerazzurri ma in generale tutti gli appassionati di calcio del nostro paese in due fazioni: chi a favore di questo restyling e chi invece già rimpiange il vecchio logo. Per l’occasione noi di Coast2Coast abbiamo contattato il graphic designer, attivo anche in ambito calcistico, Luigi Leonardo Cascella per avere una descrizione più professionale del logo e per sapere anche come la pensa.

Ciao Luigi, come già detto nel cappello iniziale tu sei un graphic designer attivo anche in ambito calcistico quindi sicuramente ci saprai dare una descrizione molto più tecnica di questo nuovo logo tanto divisivo; quindi prima domanda doverosa: il restyling lo giudichi come una mossa al passo con i tempi o un passo più lungo della gamba?

È una mossa assolutamente al passo con i tempi. Sia chiaro, niente da sottrarre allo stemma precedente, a mio parere inarrivabile, ma nel 2021 avere un marchio spendibile facilmente anche su mobile e sul merchandising è diventato imprescindibile.

In molti hanno visto questo nuovo logo come un’ulteriore mossa di snaturamento dell’Inter dalle proprie radici, dato che nel nuovo logo è sparita la sigla FCIM a favore delle sole IM (Inter Milano) e sono spariti l’oro e l’azzurro sostituiti dal bianco e da questo blu molto acceso. Come giudichi questi cambiamenti?

Non lo vedo come uno snaturare la storia della squadra, che rimane e rimarrà per sempre. Piuttosto la vedo come un’entrata più prepotente nel mercato, con un logo più adatto ai dispositivi più moderni. Anche la scelta del blu acceso è guidata dall’approccio mobile-first, per una comunicazione più impattante anche a livello multimediale. L’oro è stato sostituito dal giallo, lo vedremo nella stella sulla maglia e – secondo me – anche in altri dettagli.

Un voto alla campagna pubblicitaria “I M Milano” pubblicata in occasione del lancio e un voto al merchandising legato al nuovo logo, Si sposano bene con la freschezza di questo nuovo marchio?

È un voto assolutamente positivo. Inter Media House ci ha sempre abituato a contenuti di altissimo livello e anche in questa occasione non hanno tradito le attese. Sono riusciti a spiegare in maniera eccellente una nuova identità, giustificandone ogni punto e comunicandone la storia e l’inclusività. Piccola postilla sul merchandising, non è in vendita ma impazzisco per il brandbook (un libro in cui è riassunta tutta la campagna I M MILANO) che l’Inter ha messo in palio tramite un concorso, in edizione limitata. Spero di essere tra i fortunati.

Come mai società come Juventus e Inter hanno deciso di modernizzare il logo per renderlo più “brandizzabile” mentre (esempio) il Man City ha fatto un salto nel passato col logo?

È frutto di culture e di idee di design diverse, secondo me. Com’è giusto che sia, ogni città, ogni nazione, ogni continente hanno una cultura visiva diversa da tutte le altre, quindi è normale che l’approccio ai vari restyling cambi, a volte anche radicalmente. Se vogliamo, anche l’Inter ha reso onore al passato mantenendo quasi invariato il compenetrarsi delle lettere “I” e “M”.

Le altre società calcistiche italiane hanno bisogno di un cambio di logo come avvenuto nell’ultimo periodo con Juve, Hellas Verona ed Inter, anche per aumentare la propria visibilità all’estero e quindi di riflesso anche la visibilità della Serie A? Se sì, la strada da seguire è quella delle grandi italiane o del City?

Credo che, al netto dei vari restyling, alla Serie A manchi prima di tutto l’appeal visivo. Prima delle squadre, la lega avrebbe bisogno di rendersi più appetibile nei confronti degli investitori. In questo caso la Premier League è di esempio. E non ritengo che ci sia una strada univoca da seguire, il restyling va sempre pesato in base al marchio che si va a prendere in considerazione!

A mano a mano molti loghi in TV cambiano, c’è differenza tra il semplicizzare un logo televisivo e uno calcistico?

Ogni restyling ha una storia a sé, di sicuro dietro un logo di un programma televisivo o di un’emittente ci sono meno valori e meno storia da comunicare, rispetto ad una squadra di calcio. Credo, tuttavia, che la tendenza sia una: realizzare marchi semplici, versatili, dinamici e soprattutto orientati verso i dispositivi mobili o comunque verso gli schermi in generale, visto che sono gli oggetti che più maneggiamo ed utilizziamo durante la giornata.

Alla luce del nuovo logo dell’Inter, qual è il miglior logo del campionato Italiano?

Cerco di non essere di parte, vista la fede nerazzurra! Devo ammettere che gli stemmi delle due genovesi, Genoa e Sampdoria, mi hanno sempre affascinato oltremodo.

lascia un commento

Your email address will not be published.