Best moments: i tre migliori momenti sportivi del 2020

Best moments: i tre migliori momenti sportivi del 2020

Volendo provare a forzare leggermente la celebre frase dell’avvocato Covelli (Vacanze di Natale, 1983), verrebbe da dire che “anche questo anno ce lo semo levato dalle p****“. E mai trasposizione fu più azzeccata, come si dice. Tra poco più di 24 ore il 2020 calerà il sipario su questi ultimi 365 giorni, non esattamente da incorniciare. È stato l’anno di una pandemia globale, che ha fermato il mondo intero e che ha giocoforza influito anche sullo sport e il suo regolare svolgimento.

Ciò nonostante, anche questo anno terribile ha saputo regalare momenti indelebili, imprese sportive che rimarranno a lungo scolpite negli annali di storia. Delle ancore di salvezza a cui aggrapparsi in un contesto quasi paranormale, fatto di spalti vuoti e di palazzetti silenziosi.

LE 7 MERAVIGLIE DI LEWIS

Iniziamo da uno dei migliori interpreti della storia, se non forse il migliore, per quel che riguarda la Formula 1. Lewis Hamilton ha conquistato quest’anno il suo settimo titolo mondiale con la Mercedes, eguagliando un altro mostro sacro di questo sport: Michael Schumacher. A 16 anni di distanza dal record firmato dal tedesco dunque, il pilota inglese entra prepotentemente nella storia della F1, a 35 anni, grazie a una gara impeccabile in Turchia. In più, Hamilton detiene ad oggi il record per il maggior numero di vittorie in gare singole, per il maggior numero di pole positions e per il totale di podi conquistati in carriera.

sua maestà rafa, re di francia

Tra i “vecchietti” che continuano a dettar legge merita un posto di riguardo anche Rafael Nadal, che a 34 anni non si è ancora stancato di sollevare trofei. Anche in questo assurdo 2020, che ha causato la cancellazione di un torneo storico quale Wimbledon, lo spagnolo ha comunque contribuito ad arricchire i volumi di storia del tennis. Per la tredicesima volta in carriera, Nadal ha trionfato al Roland Garros stabilendo un record assoluto per numero di vittorie in un stesso slam. L’ennesimo traguardo superato da Rafa, che continua a stupire il mondo intero nonostante il lungo declino del tempo.

NAOMI OSAKA E LA LOTTA CONTRO IL RAZZISMO

Chiudiamo questa particolare rubrica con un altro personaggio che appartiene al mondo del tennis, ma per raccontare un episodio diverso dalla singola vittoria. O meglio, la vittoria c’è stata per Naomi Osaka – e che vittoria, dopo una strepitosa rimonta ai danni di Victoria Azarenka – ed è valso il terzo titolo US Open per la 23enne. L’aspetto di maggior rilievo però è legato al messaggio che, prima di ogni gara, Osaka lanciava al resto del mondo. La tennista ha infatti voluto sfruttare la propria visibilità per provare a combattere le ingiustizie razziali in tutto il mondo. Come? Per ogni match giocato, Naomi ha indossato una mascherina diversa con i nomi di persone di colore vittime di violenze dovute al razzismo. Un messaggio importante e da sottolineare, in un anno che ha vissuto alcuni momenti estremamente bui per quel che riguarda la discriminazione per il colore della pelle.

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