Borsino favoriti Tour de France 2021: lotta per podio e top ten

Borsino favoriti Tour de France 2021: lotta per podio e top ten

Nell’ultimo appuntamento con il borsino favoriti del Tour de France 2021, il tema caldo è la lotta per il podio finale di Parigi e per la top ten. Le quattro maglie sono de facto assegnate e si aspetta solo la conclusione della corsa per ufficializzare i vincitori. O, per meglio dire, i due dominatori assoluti della Grand Boucle, Tadej Pogacar e Mark Cavendish.

C’è grande bagarre, invece, per gli altri gradini del podio della generale, oltre che per le posizioni di rincalzo. Chiudere il Tour tra i primi dieci è comunque un risultato di prestigio, che fa gola a molti corridori. Le classifiche complete, come sempre, le trovate sul sito ufficiale del Tour de France.

Il dominio di Tadej Pogacar

Solo la cronometro di oggi e la passerella di Parigi separano Tadej Pogacar dal suo secondo Tour de France consecutivo. Come nella passata edizione, lo sloveno calerà il tris e si imporrà in ben tre classifiche: a tempi, a tempi under 25 e scalatori. La differenza rispetto al 2020 risiede nelle dinamiche che hanno portato a questa situazione.

Lo scorso anno, Pogacar aveva dovuto inseguire per lungo tempo il connazionale Roglic, per giorni in giallo. Ipotecata, di fatto, la maglia bianca, la spallata decisiva era giunta nella crono del penultimo giorno, alla Planche des Belles Filles. Una straordinaria prova che, unita alla giornata storta del leader, gli aveva consegnato la vetta della classifica e anche la maglia a pois di miglior scalatore.

Quest’anno, invece, il campione in carica ha letteralmente dominato la corsa, mettendo subito le cose in chiaro a Laval, sempre contro il tempo. Il vero capolavoro l’ha confezionato verso Le Grand Bornand, rifilando più di tre minuti a tutti gli altri big della corsa. Da lì in poi non c’è stata storia, con Pogacar che ha certificato la propria supremazia vincendo anche i due tapponi pirenaici. Unico passaggio a vuoto, se si vuole cercare il pelo nell’uovo, sul Mont Ventoux, ma nel complesso nessun reale segnale di cedimento.

Le cerimonie di domenica sui Campi Elisi sembreranno a molti un deja vu, con il campioncino sloveno che salirà sul palco per essere premiato con ben tre maglie. Ovviamente, la corsa non è finita, ma le due frazioni rimanenti somigliano molto a un pro forma.

Mark Cavendish a Parigi per riscrivere la storia

Sembrava un corridore finito Mark Cavendish, almeno per quel che riguardava le corse di primo piano. Ciclista abituato alla doppia cifra stagionale di vittorie, ne aveva incamerate solo due nel quadriennio 2017-2020, rimanendo addirittura a secco nelle ultime due annate, nelle quali aveva raccolto solo un podio. Il ritorno alla Quick-Step (sponsor ora unito a Decuninck) è significato anche ritorno ad alzare le braccia, ma era imprevedibile una riproposizione ai livelli di un lustro fa.

L’uomo di Man, però, da campione qual è, ha stupito tutti, imponendosi come assoluto padrone degli arrivi allo sprint. Scortato e lanciato dal miglior treno per le volate in circolazione, ha calato un poker di vittorie (Fougeres, Chateauroux, Valence, Carcassonne). Risultati che gli hanno permesso di agganciare il mito Eddy Merckx a quota 34 successi di tappa in carriera alla Grand Boucle.

Domani, l’arrivo parigino, sarà l’occasione per mettere la freccia e superare il Cannibale belga. Dovesse andargli male (ma da quel che si è visto c’è da dubitare fortemente), si potrà sempre consolare con la maglia verde della classifica a punti. Vestita fin dalla quinta tappa, all’indomani della prima vittoria, il britannico l’ha difesa soprattutto dalle grandi salite, che hanno messo a dura prova il suo fisico, inadatto alle lunghe scalate.

Gli avversari, dal canto loro, hanno potuto ben poco di fronte allo strapotere in volata. Matthews e Colbrelli, secondo e terzo in graduatoria, hanno capito l’antifona, andando a cercare gloria soprattutto con le fughe, raccogliendo però solo piazzamenti. Domani, per loro e per i velocisti superstiti, l’ultima occasione per fare uno sgambetto a Cannonball e guastargli parzialmente la festa.

Podio e top ten, la battaglia è qui

Con le quattro classifiche già definite, l’attenzione si sposta sul podio e sulla top ten. Giudice inappellabile saranno i 31 km scarsi contro il tempo della frazione da Libourne a Saint-Emilion, che scatterà tra pochissime ore. Attualmente, le posizioni dalla seconda alla dodicesima sono le seguenti (Vingegaard ha 5′ 45″ di ritardo da Pogacar):

2- Jonas Vingegaard, 3- Richard Carapaz a 6″, 4- Ben O’Connor a 2′ 33″, 5- Wilco Keldermann a 3′ 05″, 6- Enric Mas a 4′ 26″, 7- Alexey Lutsenko a 5′ 37″, 8- Guillaume Martin a 7′ 01″, 9- Pello Bilbao a 8′ 03″, 10- Rigoberto Uran a 10′ 40″, 11- David Gaudu a 12′ 57″, 12- Mattia Cattaneo a 17′ 51″.

La prova odierna, per chilometraggio, planimetria e altimetria, può essere assimilata alla cronometro della tappa 5 da Change a Laval, di 27,2 km. Allora, il piazzamento degli uomini considerati fu il seguente (Vingegaard arrivò a 27″ dal vincitore Pogacar):

3- Vingegaard, 8- Cattaneo a 28″, 10- Lutsenko a 33″, 13- Uran a 41″, 23- Carapaz a 1′ 17″, 26- Mas a 1′ 22″, 27- Kelderman a 1′ 22″, 31- O’ Connor a 1′ 29″, 41- Bilbao a 1′ 41″, 44- Gaudu a 1′ 47″, 70- Martin a 2′ 48″.

Preso per buono questo riferimento, possiamo fare una previsione per quanto riguarda le variazioni delle posizioni in generale. Vingegaard dovrebbe agilmente mantenere il secondo posto, andando meglio di Carapaz a cronometro e avendo già un vantaggio, seppur risicato. D’altra parte, il vantaggio che questo ha sugli inseguitori, suggerisce che nulla abbia da temere in ottica podio.

I punti più interessanti riguardano quarto, sesto e ottavo posto. Keldermann ha 32″ di ritardo da O’Connor, che ha fatto peggio di lui contro il tempo di 7″. Mas deve gestire 1′ 11″ su Lutsenko, ma ha dovuto cedergli 49″ nella precedente cronometro. Infine, Martin, nettamente il peggiore in queste prove, ha un margine su Bilbao molto simile alla differenza, in favore dello spagnolo, tra i tempi registrati dai due a Laval. Non saremmo stupiti se chi insegue, in questi tre casi, riuscisse a operare il sorpasso. Più difficili altri ribaltoni, con Mattia Cattaneo che dovrà accontentarsi di una pur ottima dodicesima piazza.

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