Borsino favoriti Tour de France 2021: seconda settimana

Borsino favoriti Tour de France 2021: seconda settimana

Con la Grand Boucle che entra nella sua fase decisiva, vi proponiamo nel nostro borsino favoriti del Tour de France 2021 lo stato di forma dei principali contendenti. Al termine della seconda settimana, tre classifiche sembrano avere un padrone sicuro, con la bagarre che interessa soprattutto le posizioni di rincalzo. Diversa la questione della maglia a pois, che offre una situazione aperta a molteplici evoluzioni, senza un vero favorito.

Per le graduatorie complete vi rimandiamo al sito ufficiale del Tour de France 2021.

Borsino favoriti maglia bianca

Classifica dopo la tredicesima tappa (prime posizioni): Tadej Pogacar (UAE – Team Emirates), Jonas Vingegaard (Team Jumbo – Visma) a 5′ 32″, Aurelien Paret-Peintre (AG2R Citroen Team) a 24′ 44″, David Gaudu (Groupama – FDJ) a 30′ 51″, Sergio Higuita (EF Education – Nippo) a 54′ 59″.

Tadej Pogacar sta uccidendo la competizione. Dopo la vittoria nella crono, è arrivata la prova di forza nell’ottava tappa, con lo scatto sul Col de Romme. Lo sloveno ha letteralmente cambiato marcia e inflitto, in circa 30 km, più di 3 minuti a tutti i suoi diretti avversari per le maglie bianca e gialla. Nei giorni seguenti ha poi ribadito la sua straordinaria gamba, la quale ha lasciato impotenti tutti gli altri big del Tour. Unico momento di cedimento, mercoledì, quando scalando il Ventoux per la seconda volta ha dovuto rinunciare a tenere il ritmo di Jonas Vingegaard.

Il giovane danese, sugli scudi già alla Coppi e Bartali, ha ereditato i gradi di capitano in casa Jumbo da Primoz Roglic, messo fuori gioco dai problemi fisici conseguenti alla caduta nella prima settimana. Un fardello che sembra non pesargli, vista la sua condotta di gara. A oggi è il più serio candidato a dare fastidio a Pogacar, il quale ha comunque ancora un vantaggio notevole e non ha certamente perso sicurezza. Probabilmente, ha preferito amministrare sul Ventoux, capendo che un fuori giri avrebbe potuto compromettere le giornate successive.

Lontanissimi tutti gli altri under 25 in lizza per la maglia bianca. Tra essi, la delusione è sicuramente David Gaudu, respinto proprio dal Gigante della Provenza e ormai costretto ad abbandonare ogni velleità di classifica.

Borsino favoriti maglia gialla

Classifica dopo la tredicesima tappa (prime posizioni): Tadej Pogacar (UAE – Team Emirates), Rigoberto Uran (EF Education – Nippo) a 5′ 18″, Jonas Vingegaard (Team Jumbo – Visma) a 5′ 32″, Richard Carapaz (Ineos Grenadiers) a 5′ 33″, Ben O’Connor (AG2R Citroen Team) a 5′ 58″.

Alle spalle di Pogacar, la lotta è serrata. Nessuno ha il passo del campione uscente, ma nemmeno ci sono grosse differenze tra sette o otto corridori che possono tutti ambire al podio.

Uno dei più battaglieri è stato sicuramente Richard Carapaz, che può avvalersi del supporto di una squadra rodatissima nei grandi giri. Più sornione Rigoberto Uran, atleta poco appariscente ma di grande costanza.

Chi sembrava essere rientrato prepotentemente in gioco è Ben O’Connor, capace con una fuga di vincere a Tignes e issarsi fino al secondo posto. Una giornata storta nella tappa del Ventoux ne ha fatto scendere le quotazioni, ma rimane in corsa per i gradini del podio. Alle sue spalle, in poco più di un minuto, troviamo Wilco Kelderman, Alexey Lutsenko ed Enric Mas. Se il kazako può considerarsi una sorpresa, Kelderman e Mas hanno già fatto ottimi piazzamenti nelle corse a tappe di tre settimane.

Nel Tour dei grandi attacchi da lontano, però, sono obbligatoriamente da considerarsi ancora in gioco per il podio due elementi come Guillaume Martin e Pello Bilbao, ultimi due della top ten provvisoria. Dopotutto, hanno meno svantaggio loro dal terzo posto che il secondo dalla maglia gialla.

Borsino favoriti maglia verde

Classifica dopo la tredicesima tappa (prime posizioni): Mark Cavendish (Deceuninck – Quick Step) 279 punti, Michael Matthews (Team BikeExchange) 178 punti, Jasper Philipsen (Alpecin – Fenix) 171 punti, Sonny Colbrelli (Bahrain – Victorious) 151 punti, Julian Alaphilippe (Deceuninck – Quick Step) 131 punti.

Cannonball è ancor di più nella storia. Con la vittoria di ieri a Carcassonne, il britannico fa quattro successi al Tour 2021, ma soprattutto aggancia Eddy Merckx a quota 34 in carriera nella corsa francese. Niente male per uno che un paio di anni fa sembrava finito e a inizio stagione pareva destinato a poter competere solo in corse di secondo piano. Un risultato al quale è giunto grazie anche allo strapotere della Decunicnk – Quick Step nell’indirizzare le volate, come dimostra il secondo posto nell’ultima tappa dell’apripista Michael Morkov. Conseguenza di tutto ciò è la pesantissima ipoteca posta dal campione dell’Isola di Man sulla maglia verde.

L’avversario più prossimo è infatti a oltre 100 punti di distacco. Va da sé che ormai la lotta sia solo per la piazza d’onore e, visti i ritiri (Ewan, Merlier, Sagan) o gli arrivi oltre il tempo massimo (Demare), il lotto dei contendenti si è notevolmente ridotto. Probabilmente, è proprio il tempo massimo l’ostacolo più duro tra Cavendish e il secondo trionfo nella classifica a punti del Tour in carriera. Il britannico ha già rischiato sulle Alpi di non tagliare il traguardo in tempo e dovrà sudare anche sui Pirenei affinché ciò non accada.

Borsino favoriti maglia a pois

Classifica dopo la tredicesima tappa (prime posizioni): Nairo Quintana (Team Arkea Samsic) 50 punti, Wout Van Aert (Team Jumbo – Visma) 43 punti, Michael Woods (Israel Start-Up Nation) 42 punti, Wout Poels (Bahrain – Victorious) 39 punti, Bauke Mollema (Trek – Segafredo) 36 punti.

Il Condor cambia obiettivo. Partito con velleità di classifica generale e respinto troppo presto, Nairo Quintana ripiega sulla specialità della casa, le salite. Andato all’attacco nel weekend alpino, non è riuscito a tenere le ruote dei compagni di fuga, ma, in compenso, ha incamerato 50 punti sui GPM delle tappe 8 e 9. Un bottino che gli ha permesso di vestirsi a pois, indumento che vuole portare fino a Parigi. La gamba non è più quella di qualche anno fa, ma l’obiettivo sembra ampiamente alla portata.

Tra i più in forma, nelle stesse tappe, anche Wout Poels, alla testa di una squadra battagliera e già impostasi con Mohoric a Le Creusot e con Dylan Teuns a Le Grand Bornand. Da sempre spalla fidata dei capitani in salita, il vincitore della Liegi 2016 può ora mettersi in proprio, libero da compiti di gregariato, con un occhio alla classifica dei GPM.

Sul Ventoux, invece, è stato il grande giorno di Wout Van Aert, impostosi in una frazione non proprio adattissima a lui. Il belga ha nuovamente dimostrato di essere un corridore più unico che raro, competitivo ad alto livello su qualsiasi percorso. D’altra parte, è altamente ipotizzabile che WVA faccia da scudiero a Vingegaard nelle prossime tappe, lasciando cadere ogni velleità di indossare la maglia a pois.

Nella stessa frazione si è visto anche Bauke Mollema, che già aveva lottato per i GPM al Giro d’Italia. Può riporvarci in Francia, avvalendosi anche del supporto di Kenny Elissonde. Sempre in casa Trek, è invece poco credibile la candidatura di Vincenzo Nibali. Il siciliano prevedibilmente lascerà la corsa dopo il weekend, per concentrarsi sulle Olimpiadi. Infine, molti uomini da classifica sono lontanissimi dalla gialla, e potrebbero puntare alla maglia a pois con delle fughe. Tra questi Michael Woods, Julian Alaphilippe, Dan Martin e Miguel Angel Lopez. E non sono da escludere nemmeno gli attaccanti nati con buone doti da scalatori. Valga un nome per tutti: Pierre Rolland.

Sicuramente, questa graduatoria è la più incerta delle quattro analizzate. C’è così tanta salita in programma che anche i non classificati fino ad oggi possono dire la loro. Si profilano, dunque, giornate all’attacco sui Pirenei, con anche dei nomi di peso coinvolti. Un vantaggio per tutti gli appassionati, che pregustano una nuova settimana di spettacolo.

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