Quando il ciclismo incontra la letteratura: “In fuga” di Davide De Zan

Quando il ciclismo incontra la letteratura: “In fuga” di Davide De Zan

Le storie, gli incontri, i racconti degli “eroi della bici” nel libro “In fuga” di Davide De Zan. Giornalista e voce del Giro d’Italia per Mediaset tra il 1993 e il 1997, De Zan ha anche commentato per Tmc fino al 1995 varie edizioni del Tour de France e dei mondiali di ciclismo. Queste avventure sono state vissute fianco a fianco dei migliori e più iconici ciclisti di quegli anni, narrati nell’opera edita da “Piemme” nel 2018.

la milano-sanremo del 2002 nel segno di Mario e adriano

Il primo dei racconti di anni di ciclismo è, in realtà, uno dei più recenti. De Zan inizia il suo percorso tra i miti delle due ruote partendo dalla Milano-Sanremo del 2002. Una corsa vinta da Mario Cipollini, che, fin da bambino, aveva promesso al padre una vittoria nella grande classica.

Quel giorno, però, la storia di Cipollini si intreccia con quella di Davide De Zan e del padre Adriano, altro grande cronista del ciclismo, scomparso nell’agosto del 2001. Poco prima dell’inizio Davide consegna a Mario la foto di Adriano e Mario dedicherà proprio a De Zan senior il trionfo nella gara sognata fin da bambino. Non male come inizio.

l’eroe e l’antieroe

Se si parla di ciclismo e di anni Novanta non si possono, poi, evitare interi capitoli su Lance Armstrong e Marco Pantani. Nel libro “In fuga” De Zan racconta l’ascesa e il crollo, la brutta storia del doping del pilota statunitense. Una storia di cui, inizialmente, si avevano solo i sospetti ma che divenne certezza nel 2013.

E poi Pantani, l’eroe di Davide De Zan. Un ciclista con cui ha stretto un legame che va ben oltre il rapporto atleta-giornalista. Una storia che parte da lontano, attraversa il grave infortunio di Marco nel 1995, la vittoria al Giro del 1998 e la promessa mantenuta di Pantani. Un uomo ancora prima che ciclista dal talento inenarrabile.

Fabio casartelli e la voce spezzata

Tra i racconti di Chiappucci, Cipollini, Pantani, Armstrong e altri, spunta la tragedia di Fabio Casartelli. De Zan rivive il momento di gloria del giovanissimo Casartelli, vincitore dell’oro a Barcellona 1992, e il giorno più buio. Il “giorno del dolore” come De Zan chiama il capitolo in cui parla del tragico 18 luglio 1995.

Quando, durante la quindicesima tappa del Tour de France, Casartelli perde la vita dopo un gravissimo incidente. La voce di De Zan si spezza e le righe accompagnano il lettore in un racconto di tristezza che toglie il fiato. Così come senza fiato e senza parole era rimasto il giornalista, che interrompe la cronaca mentre il padre, Adriano, spinto dal senso di dovere, prosegue.

In fuga di davide de zan: un must per gli amanti del ciclismo

“In fuga” è un libro che deve comparire tra la collezione degli amanti del ciclismo e non solo. Si tratta di un racconto di uomini ancora prima che di campioni. Ma anche un racconto di una professione, quella del cronista, non sempre facile.

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