Favoriti Tour de France 2021: sarà ancora Pogacar vs Roglic?

Favoriti Tour de France 2021: sarà ancora Pogacar vs Roglic?

Dopo averne introdotto il percorso la scorsa settimana, è tempo di dare uno sguardo ai favoriti del Tour de France 2021. La corsa, al via oggi, ha visto l’anno passato un duo sloveno occupare i gradini più alti del podio finale. Per le prossime tre settimane sembrano potersi riproporre dinamiche analoghe, ma l’esito conclusivo pare tutt’altro che scontato. La concorrenza, infatti, è di altissimo profilo.

Pogacar – Roglic, si rinnova la sfida slovena

Come anticipato, il testa a testa che ha contraddistinto il Tour de France 2020 si prefigura come il principale leitmotiv anche per l’edizione 2021. I due sloveni hanno già avuto modo di sfidarsi senza esclusione di colpi al Giro dei Paesi Baschi, in aprile, soprattutto durante le tappe terza e sesta, con Primoz Roglic che è riuscito a fare sua la corsa.

Questi ha voglia di rifarsi della beffa subita lo scorso anno nella cronometro della Planche des Belles Filles, quando finì la benzina sul più bello e cedette la maglia gialla, che sembrava ormai definitivamente conquistata, proprio al più giovane connazionale. Per centrare l’obiettivo sfumato, con un occhio anche ai Giochi di Tokyo, non ha più gareggiato dalle Ardenne, ritenendo opportuno preservare le energie e dedicarsi esclusivamente all’allenamento.

Come l’anno passato, avrà la squadra Jumbo – Visma a completa disposizione, con elementi del calibro di Gesink, Kruijswijk, Kuss, Martin e Van Aert. Da non sottovalutare anche il danese Vingegaard, secondo solo al proprio capitano ai Paesi Baschi e vincitore della Settimana Internazionale Coppi e Bartali.

Tour de France 2020, tappa 20. Tadej Pogacar sbaraglia la concorrenza alla Planche des Belles Filles e strappa la maglia gialla a Primoz Roglic

Tadej Pogacar, dal canto suo, si appresta a difendere il titolo dopo una prima parte di stagione eccellente. Già otto vittorie per lui nel nuovo anno, tra le quali spiccano la Liegi e tre manifestazioni a tappe (UAE Tour, Tirreno-Adriatico e Giro di Slovenia), tutte corse senza risparmiarsi, da attaccante qual è. Per permettergli di tingere nuovamente la propria divisa di giallo, la UAE – Team Emirates ha ulteriormente migliorato il livello dei gregari a sua disposizione. Gli innesti di Majka e Hirschi rafforzano il sostegno in salita al campione in carica, che pare davvero il favorito numero uno.

Carapaz e Thomas guidano la corazzata Ineos – Grenadiers

La pattuglia Ineos al Tour 2021, a una veloce lettura dei componenti, può essere scambiata per un All-Star team del pedale. Ma anche un’analisi più attenta non stravolgerebbe la prima impressione. Castroviejo, Kwiatkowski, Rowe e van Baarle sono da anni tra i migliori domestique del gruppo, che garantiscono esperienza e affidabilità.

La vera forza del team britannico, però, risiede nel poker d’assi formato dai quattro co-capitani. Carapaz, Geoghegan Hart, Porte e Thomas offrono un ampio ventaglio di soluzioni per l’assalto alla gialla. Mantenere tutti e quattro gli atleti in classifica fino alle battute finali sarà impresa ardua e diverrà necessario chiarire su quale cavallo puntare.

Mettendo un po’ d’ordine, è ipotizzabile che Richie Porte, terzo l’anno passato e trionfatore al Delfinato poche settimane fa, venga utilizzato come gregario di lusso. Tao Geoghegan Hart, vincitore a sorpresa del Giro d’Italia 2020, si candida al ruolo di variabile, mentre i gradi di leader della squadra se li giocheranno presumibilmente Richard Carapaz e Geraint Thomas.

Entrambi già vincitori di grandi giri e impostisi nel 2021 allo Svizzera e al Romandia rispettivamente, presentano caratteristiche differenti: scalatore puro l’ecuadoriano, più completo, ma meno esplosivo in salita, il gallese. I quasi sessanta chilometri contro il tempo in programma giocano a favore di quest’ultimo, mentre il primo sembra il più accreditato a poter tenere il ritmo, sulle pendenze più ostiche, dei due favoritissimi sloveni, nei confronti dei quali pagherà dazio nelle frazioni a cronometro.

La chiave, per gli uomini guidati da Sir Dave Brailsford, risiede nella capacità di fare gioco di squadra e remare tutti a favore del capitano che la strada (o lo stesso team) designerà. Rispettando queste premesse, nessun risultato può essere loro precluso.

Tour de Suisse 2021, tappa 5. Richard Carapaz vince a Leukerbad e indossa la maglia di leader che porterà fino sul podio di Andermatt

La lotta per un posto sul podio

Altri corridori sembrano avere qualcosa in meno rispetto ai già citati, ma sono comunque in grado di spingersi fino al podio. Tra questi spicca il duo della Movistar Team, composto da Enric Mas e Miguel Angel Lopez, quinto e sesto della passata edizione.

Lopez perse la terza piazza proprio nel giorno dell’impresa di Pogacar, dopo aver dimostrato di poter invidiare poco ai primi due sulle salite, imponendosi sul Col de la Loze. Anche per lui, un bel problema saranno le due giornate contro il tempo. Ad affiancarlo, oltre allo spagnolo che lo precedette lo scorso anno, anche l’ex iridato Valverde, sempre capace di dire la sua sulle tre settimane.

Tour 2020, tappa 17. Lopez stacca tutti e vince sul Col de la Loze

Le speranze della BORA – hansgrohe, invece, risiedono in Wilco Keldermann, reduce dal primo podio in un GT, quello colto al Giro 2021. Bissarlo con uno al Tour sarebbe per lui impresa non da poco. Un contributo fondamentale gli verrà da Emmanuel Buchmann, che in Francia è già stato quarto due anni or sono e costretto al ritiro dal Giro per una caduta.

Dal Giro di Svizzera è uscito molto bene, andando oltre le proprie aspettative, Rigoberto Uran, colombiano della EF Education – Nippo. Corridore molto esperto e già secondo alla Grand Boucle, può sfruttare lo stato di forma per tornare sul podio parigino. Un ritorno che sarebbe graditissimo anche per il connazionale Nairo Quintana, che ormai da qualche stagione fatica a trovare il livello che gli ha consentito di vincere il Giro nel 2014 e la Vuelta nel 2016. L’ultimo suo podio risale alla corsa rosa del 2017 e vederlo anche solo in top five tra tre settimane sarebbe un enorme traguardo, considerate le premesse e la gamba che non sembra più quella di un tempo. Ad affiancarlo, nel Team Arkea Samsic, Warren Barguil, uomo affidabile in salita e anche lui già tra i primi dieci al Tour.

Altri corridori: obiettivo top ten

Chiudiamo lo sguardo ai favoriti del Tour de France 2021 con alcuni nomi che hanno come obiettivo realistico i primi dieci posti. Prima, però, è necessario sgomberare il campo da quegli atleti che, pur in grado di fare classifica, si concentreranno su altri obiettivi.

Tra essi Jakob Fuglsang, da anni legato ai colori dell’Astana – Premier Tech. Il settimo posto al Giro 2020 è stato per lui, a 35 anni, il miglior risultato nella classifica finale di un GT. Il dubbio è dato dagli obiettivi posti dal danese, cioè le classiche e i Giochi di Tokyo. Un piazzamento tra i migliori al Tour, dunque, non rientra tra le priorità e non c’è da stupirsi se finisse lontanissimo dai primi.

Un discorso da estendere anche al duo della Trek – Segafredo composto da Vincenzo Nibali e Bauke Mollema, che si focalizzeranno sulle tappe senza l’assillo di curare il piazzamento in generale. Di questo gruppo fa parte anche Simon Yates, che dopo il terzo posto al Giro sfrutterà il Tour per affinare la gamba in ottica olimpica. La sua BikeExchange punterà, così, sul giovane Lucas Hamilton, per la prima volta capitano in una grande corsa a tappe.

Sempre parlando di giovani, è da tenere in considerazione David Gaudu (Groupama FDJ), pronto al cambio di passo in ottica generale, mentre di un’altra generazione è l’esperto Michael Woods della Israel Start-Up Nation, che potrà contare sull’apporto di Chris Froome, che correrà senza velleità di classifica.

Un discorso a parte va fatto per il campione del mondo Julian Alaphilippe. La rinuncia a Tokyo ci dice che l’obiettivo è fare bene al Tour. Il che significa prendere la gialla nelle prime tappe, molto mosse, e tenerla il più possibile. Pronosticarne il piazzamento finale è arduo: ancora quinto, come due anni fa, o fuori dai primi venti. Sarà aiutato nell’impresa da Mattia Cattaneo, che potrebbe più realisticamente curare la classifica rispetto al francese. Chiudono il cerchio altri due beniamini d’oltralpe come Ben O’Connor (AG2R Citroen Team), Guillaume Martin (Cofidis, Solutions Credits).

Queste le forze in campo. Alla strada il compito di confermare o smentire le previsioni e le aspettative degli stessi ciclisti. Già da oggi, con la partenza da Brest, potremmo vedere i primi movimenti dei big e capire chi ha una buona gamba e chi, invece, è ancora in ritardo di condizione.

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