Borsino favoriti Giro d’Italia 2021: prima settimana

Borsino favoriti Giro d’Italia 2021: prima settimana

Nel nostro borsino favoriti del Giro d’Italia 2021, vediamo chi sale e chi scende tra i big a caccia delle quattro maglie dopo le prime sei tappe. Tra conferme e parziali flop, c’è spazio per qualche nome a sorpresa.

Per le classifiche complete, vi rimandiamo al sito ufficiale del Giro.

Borsino favoriti maglia azzurra

L’azzurro è indossato dal leader della classifica dei GPM. Ogni salita contrassegnata come tale assegna un punteggio diverso per la relativa graduatoria, a seconda della pendenza media e della lunghezza.

Classifica dopo la sesta tappa (prime posizioni): Gino Mader (Bahrain – Victorious) 26 punti, Geoffrey Bouchard (AG2R Citroen Team) 18 punti, Vincenzo Albanese (EOLO – Kometa) 16 punti, Rein Taaramae (Intermarché – Wanty – Gobert Materiaux) 13 punti, Matej Mohoric (Bahrain – Victorious) 10 punti.

Chi scende

Thomas De Gendt (Lotto Soudal). Attaccante nato, il belga non si è ancora visto. Sicuramente di terreno per le fughe e per fare incetta di GPM ce n’è, ma non è un buon segnale da parte di uno che ci prova sempre, già dalle prime frazioni.

Davide Formolo (UAE – Team Emirates). Il veneto per ora sembra orientato a curare la classifica generale. Così facendo, si chiama fuori dalla lotta per la maglia azzurra. Dovesse perdere troppo terreno dai primi, potrebbe virare su questo obiettivo strada facendo.

Ruben Guerreiro (EF Education – Nippo). Il re della montagna 2020 è l’ultimo uomo di Hugh Charty, che punta al podio del Giro. Difficile, con l’onere di restare vicino al capitano, riconfermare il risultato dell’anno passato.

Chi sale

Alessandro De Marchi (Israel Start-Up Nation). Ha dovuto cedere la rosa, che resta comunque un premio alla carriera. Forte di 10 punti nella classifica dei GPM potrebbe fare un pensiero alla relativa classifica. Tutto dipenderà dalle tattiche di squadra, visto che la Israel punta su Dan Martin per la rosa e il friulano potrebbe essere chiamato a sacrificarsi per fargli da spalla se l’irlandese dovesse reggere.

Gino Mader (Bahrain – Victorious). Lo svizzero si è imposto a San Giacomo ed è balzato in testa alla classifica dei GPM. La Bahrain ha perso Mikel Landa per una brutta caduta e per la generale punterà ora su Damiano Caruso. La maglia azzurra potrebbe essere ugualmente un obiettivo alla portata con lo stesso Mader, Matej Mohoric, fondamentale ieri per il successo del compagno, e Pello Bilbao, garanzia in salita.

Bauke Mollema (Trek – Segafredo). Letteralmente crollato a Sestola, e uscito di classifica, ieri ci ha provato con una fuga. Dovesse avere via libera dalla squadra per puntare a qualche tappa di montagna, diventerebbe uno dei favoriti per questa maglia.

Rein Taaramae (Intermarché – Wanty – Gobert Materiaux). La squadra belga si è sbloccata nel 2021 proprio al Giro. Formazione senza ambizioni di classifica, ha in Taaramae uno degli uomini di punta. Già in fuga martedì, ci proverà ancora, con un occhio alla maglia azzurra.

Borsino favoriti maglia bianca

È la maglia che contraddistingue il migliore corridore under 25, quindi nato dopo il primo gennaio 1996. Molti pretendenti puntano anche alla maglia rosa e, perciò, saranno analizzati più sotto.

Classifica dopo la sesta tappa (prime posizioni): Attila Valter (Groupama – FDJ), Remco Evenepoel (Deceuninck – Quick Step) a 11″, Egan Bernal (Ineos Grenadiers) a 16″, Aleksandr Vlasov (Astana – Premier Tech) a 24″, Daniel Martinez (Ineos Grenadiers) a 1′ 06″.

Chi scende

Jai Hindley (Team DSM). L’edizione scorsa vinse ai Laghi di Cancano, vestì la maglia rosa per un giorno e chiuse secondo sia nella generale che tra gli under 25. Quest’anno, nelle prime due tappe di montagna, è sempre stato tra i primi nomi grossi a staccarsi, accumulando oltre 3′ di ritardo. Rebus sic stantibus, potremmo vederlo mettersi al servizio del meglio piazzato compagno Romain Bardet, abbandonando le velleità di classifica sia in ottica maglia bianca che rosa.

Daniel Martinez (Ineos Grenadiers). Ieri ha provato un attacco verso San Giacomo per stanare gli avversari del capitano Egan Bernal. A meno di crolli del connazionale, seguirà gli ordini di scuderia, sacrificandosi come ultimo gregario in salita. Difficile, dunque, vederlo di bianco vestito a Milano.

Chi sale

Tobias Foss (Team Jumbo – Visma). Ennesimo talento di casa Jumbo, il norvegese ha vinto il prestigioso Tour de l’Avenir. Partito forte già dalla crono inaugurale, ha pagato parzialmente dazio a Sestola, ma si è subito ripreso.

Attila Valter (Groupama – FDJ). La sorpresa di questa prima parte di Giro. Chiuse l’anno passato tra i primi trenta, confermando quanto di buono fatto da dilettante. Ora guida la generale e la classifica under 25. Rispetto ai pretendenti più accreditati al titolo di miglior giovane, non ha ancora dimostrato di poter reggere per tre settimane ad altissimi livelli.

Aleksandr Vlasov (Astana – Premier Tech). K.O. dopo solo due tappe nel 2020, il russo si è rifatto alla Vuelta, chiusa all’undicesimo posto. Sarà il leader dell’Astana e ha già dimostrato di stare molto bene. Punta alla bianca, con un pensiero alla rosa.

Borsino favoriti maglia ciclamino

Riservata al corridore che guida la graduatoria a punti, è spesso appannaggio di uno sprinter, dato il sistema di punteggio che attribuisce maggior peso alle tappe pianeggianti.

Classifica dopo la sesta tappa (prime posizioni): Giacomo Nizzolo (Team Qhubeka ASSOS) 72 punti, Elia Viviani (Cofidis, Solutions Credits) 68 punti, Tim Merlier (Alpecin – Fenix) 58 punti, Caleb Ewan (Lotto Soudal) 56 punti, Peter Sagan (BORA – hansgrohe) 50 punti.

Chi sale

Tim Merlier (Alpecin – Fenix). Il belga ha colto a Novara il quarto successo stagionale, primo in carriera in un grande giro. A Cattolica, invece, un problema al cambio lo ha penalizzato durante la volata. Resta un serio pretendente alla maglia.

Giacomo Nizzolo (Team Qhubeka ASSOS). Continua la maledizione al Giro per il milanese, che a Novara e Cattolica coglie il suo decimo e undicesimo secondo posto di tappa in carriera. In attesa dell’agognata vittoria, si consola vestendo la ciclamino, già vinta due volte in passato.

Elia Viviani (Cofidis, Solutions Credits). Due terzi e un quarto posto di tappa per il veronese, fino ad ora. Netto miglioramento rispetto al 2020, quando registrò come miglior risultato la quinta posizione. Prossimo step il successo, latitante da quasi due anni.

Chi scende

Caleb Ewan (Lotto Soudal). Quarto centro in carriera al Giro per l’australiano nella quinta tappa. I dubbi in ottica maglia ciclamino arrivano dal portale cyclingnews.com. Il sito inglese, infatti, ha raccolto alcune dichiarazioni di Ewan in cui lo sprinter afferma di non guardare alla classifica a punti e di voler puntare a preparare bene il Tour de France. Sicuramente sarà al via domani e, poi, farà un primo punto della situazione intorno alla decima tappa.

Fernando Gaviria (UAE – Team Emirates). Per ora il grande attore non protagonista nella saga delle volate, complice anche qualche incomprensione con l’apripista Juan Sebastian Molano. È atteso dal riscatto e dalla caccia al bis nella classifica a punti, che vinse quattro stagioni or sono.

Peter Sagan (BORA – hangrohe). Quinto, terzo, quarto. Il tre volte iridato è sempre lì, ma l’impressione è che abbia perso quella brillantezza che gli permetteva di mettere in fila anche gli sprinter puri. Al Giro passato si prese la vittoria di forza, con l’azione da lontano, e non è da escludere una replica nei prossimi giorni. In chiave ciclamino può avvalersi della carta fughe per raccogliere punti ai traguardi intermedi.

Borsino favoriti maglia rosa

La maglia più ambita, quella del primo in classifica generale, ha da poco compiuto novant’anni. Emblema del Giro nel mondo, ha travalicato i confini del ciclismo, divenendo oggetto di culto, conosciuto anche ai non appassionati.

Classifica dopo la sesta tappa (prime posizioni): Attila Valter (Groupama – FDJ), Remco Evenepoel (Deceuninck – Quick Step) a 11″, Egan Bernal (Ineos Grenadiers) a 16″, Aleksandr Vlasov (Astana – Premier Tech) a 24″, Louis Vervaeke (Alpecin – Fenix) a 25″.

Chi scende

Joao Almeida (Deceuninck – Quick Step). Partiva dividendosi i gradi di capitano con Evenepoel, forte del quarto posto dello scorso anno, quando vestì per due settimane le maglie rosa e bianca. La giornata storta nella tappa di Sestola lo estromette dai pretendenti al Giro e lo declassa a gregario di lusso del compagno.

Vincenzo Nibali (Trek – Segafredo). La frattura al radio destro, rimediata un mese fa, ne ha frenato l’avvicinamento alla corsa. Per ora la condizione è parsa buona e probabilmente sarà al top tra quindici giorni. Potrà togliersi soddisfazioni, non vincere il suo terzo Giro.

Domenico Pozzovivo (Team Qhubeka ASSOS). Il lucano è rimasto sorpreso dal forcing della Ineos dopo la Forca di Gualdo, accumulando 20′ di ritardo. Dice così addio alle ambizioni di generale, ma lo rivedremo sicuramente all’attacco sulle grandi montagne.

Simon Yates (Team BikeExchange). È decimo in classifica a 40″ dai primi favoriti, ma ci si aspettava di più. La vittoria al Tour of the Alps lo poneva in prima fila al pari di Bernal, per ora sembra avere qualcosa in meno di altri big.

Chi sale

Egan Bernal (Ineos Grenadiers). Sta correndo da padrone della corsa. Ieri un’azione della sua squadra ha frazionato il gruppo principale, mettendo in fuorigioco la rosa De Marchi. Sulla salita finale, poi, è stato il primo a provarci. A oggi, problemi alla schiena permettendo, è il favorito numero uno per l’accoppiata rosa e bianca.

Giulio Ciccone (Trek – Segafredo). Per ora è l’unico ad aver sempre tenuto il passo di Bernal in salita. Su di lui pesa l’incognita di non aver mai corso per la classifica generale, obiettivo che avrebbe dovuto inseguire alla Vuelta. Le condizioni non ottimali di Mollema e Nibali, ma anche le sue prestazioni, gli offrono la possibilità di farlo già al Giro.

Remco Evenepoel (Deceuninck – Quick Step). Non gareggiava da metà agosto, quando cadde al Lombardia fratturandosi il bacino. Prima della partenza del Giro sembrava quasi nascondersi, indicando Almeida come più pronto. E invece è lì, secondo nella generale, al suo primo grande giro. La tenuta resta un’incognita, così come la giovanissima età, ma la sicurezza con la quale corre è impressionante. In più, con il portoghese fuori dai giochi, avrà la squadra tutta per sé.

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