Borsino favoriti Giro d’Italia 2021: seconda settimana

Borsino favoriti Giro d’Italia 2021: seconda settimana

Torna il borsino favoriti del Giro d’Italia 2021, in vista della conclusione della seconda settimana. Oggi vediamo come arrivano i pretendenti alle quattro maglie in vista del primo weekend alpino.

Per le classifiche complete, vi lasciamo il link al sito ufficiale del Giro d’Italia.

Gli highlights della spettacolare tappa 11, da Perugia a Montalcino, con tratti di strade bianche

Borsino favoriti maglia azzurra

Le ultime due tappe hanno stravolto la faccia di questa speciale classifica. Geoffrey Bouchard ha rafforzato notevolmente la propria leadership, mentre gli avversari si arrendevano alle cadute. Ieri, infatti, hanno alzato bandiera bianca Gino Mader (Bahrain – Victorious) e Kobe Goossens (Lotto Soudal), che occupavano il terzo e il sesto posto in graduatoria, e con loro l’ex maglia rosa Alessandro De Marchi (Israel Start-Up Nation).

Classifica dopo la dodicesima tappa (prime posizioni): Geoffrey Bouchard (AG2R Citroen Team) 96 punti, Egan Bernal (Ineos Grenadiers) 48 punti, Dries De Bondt (Alpecin – Fenix) 24 punti, Bauke Mollema (Trek – Segafredo) 23 punti, Giulio Ciccone (Trek – Segafredo) 20 punti.

Chi scende

Calano le quotazioni di Rein Taaramae (Intermarché – Wanty – Gobert Materiaux). La squadra dell’estone ha provato a farsi vedere negli ultimi giorni, ma con altri uomini: Taco van der Hoorn e Simone Petilli. Così, Taaramae non ha guadagnato punti sui GPM nell’ultima settimana. Meglio ha fatto Bauke Mollema, anche se ieri la Trek ha agganciato la fuga buona con Gianluca Brambilla e non con l’olandese che non ha potuto migliorare il proprio bottino. Ci sarà sicuramente spazio per recuperare sulle Alpi.

In casa Bahrain – Victorious fioccano i ritiri. Dopo lo sfortunato capitano Mikel Landa, ha abbandonato la corsa causa cadute anche Matej Mohoric (salvato dal casco dopo un volo pauroso nella discesa del Passo Godi) oltre a Mader. Una situazione che elimina due pretendenti alla maglia azzurra e lascia Damiano Caruso con un solo uomo per le salite, Pello Bilbao. Anche loro, dunque, sono da considerarsi fuori dai giochi per questa graduatoria, data la possibilità di agguantare il podio finale della generale che, verosimilmente, assorbirà tutti i loro sforzi.

Ancora nessun segnale da Thomas De Gendt (Lotto Soudal). Mai dire mai con il belga, che però dovrà interpretare le frazioni alpine con il coltello tra i denti per rilanciare le proprie quotazioni.

Chi sale

Per un belga che non si sblocca, uno che fa un balzo in avanti. Nella tappa di ieri Dries de Bondt ha incamerato 20 punti, issandosi al quarto posto in graduatoria. In una squadra, la Alpecin – Fenix, che non ha obiettivi di classifica, potrà avere carta bianca per migliorarsi ulteriormente.

Anche George Bennett (Team Jumbo – Visma), partito con ambizioni di classifica presto abbandonate, è sembrato pimpante sulle strade dell’Emilia-Romagna. La classifica scalatori potrebbe essere per lui un ripiego, ma tutto dipenderà dal ruolo che la squadra vorrà assegnargli a sostegno del giovane Tobias Foss. Dovesse avere ancora via libera, diverrebbe il favorito quasi d’obbligo, viste le doti da grimpeur di razza.

La maglia azzurra, per ora, sembra saldissima sulle spalle di Geoffrey Bouchard. Il francese è scoppiato in lacrime dopo il traguardo di Rocca di Cambio per il successo sfumato, ma si è potuto consolare con la nuova tenuta, che ha rafforzato nei giorni seguenti. L’incetta di GPM sull’Appennino, nella frazione di ieri, suona come una parziale ipoteca sulla classifica del re della montagna. D’ora in avanti sarà prevedibile vederlo all’attacco, con l’appoggio dei compagni di squadra, in tutte le frazioni montuose.

Il più serio candidato a sfilargliela è Egan Bernal, padrone del Giro, del quale diremo più nel dettaglio dopo. Il capitano della Ineos si è dimostrato sicuramente il più forte in salita e potrebbe voler spendersi anche in questa classifica, a patto di spremere la squadra per non concedere spazio alle fughe nelle giornate alpine.

Nulla, comunque, è deciso. Il vantaggio di Bouchard è importante, ma i punti a disposizione sui GPM sono ancora 541 e i colli di prima categoria da affrontare undici, ai quali si aggiunge la Cima Coppi. Il primo weekend sulle Alpi darà quasi certamente una nuova fisionomia alla classifica, già dalla tappa di sabato con arrivo sul Monte Zoncolan. Potrebbero rientrare in gioco anche uomini crollati in classifica, come Davide Formolo (UAE – Team Emirates) o Daniel Martin (Israel Start-Up Nation), di squadre che hanno perso i capitani designati, come Antonio Pedrero (Movistar Team) o di formazioni Pro Team particolarmente votate all’attacco, come Simon Pellaud (Androni Giocattoli – Sidermec).

Borsino favoriti maglia bianca

I due capofila di questa graduatoria occupano le medesime posizioni anche nella classifica generale, quella della maglia rosa. Difficile, dunque, non intrecciare i due discorsi.

Classifica dopo la dodicesima tappa (prime posizioni): Egan Bernal (Ineos Grenadiers), Aleksandr Vlasov (Astana – Premier Tech) a 45″, Remco Evenepoel (Deceuninck – Quick Step) a 2′ 22″, Tobias Foss (Team Jumbo – Visma) a 2′ 49″, Daniel Martinez (Ineos Grenadiers) a 3′ 15″.

Chi scende

Remco Evenepoel ha subito una parziale sconfitta nella tappa di Montalcino, nella quale è riuscito a salvarsi grazie all’aiuto del compagno Joao Almeida. Fino al primo giorno di riposo il giovane belga è stato assoluto protagonista, sfidando Bernal addirittura nella caccia agli abbuoni degli sprint intermedi. Come ricordavamo nella scorsa puntata, grossi sono gli interrogativi legati alla condizione fisica del ventunenne e alla sua tenuta sulle tre settimane. Ad oggi, non sembra poter ambire al podio generale, mentre un gradino su quello di miglior giovane è un obiettivo plausibile. Ma il capitano della Deceuninck resta una grossa incognita e fare previsioni, anche in mancanza di precedenti, è più difficile che mai.

Attila Valter (Groupama – FDJ) è stato una delle sorprese della prima settimana, capace di vestirsi anche di rosa per tre giorni, prima di pagare dazio rispetto ai migliori. La top ten sarebbe già un risultato oltre le aspettative per il ragazzo ungherese, che dovrà dimostrare di tenere il passo dei migliori sulle salite vere. Passo che quest’anno non ha mai avuto Jai Hindley (Team DSM), lontano parente di quello ammirato lo scorso ottobre. Per lui sembrano chiusi tutti i discorsi di classifica, giovani o generale che sia.

Chi sale

Aleksandr Vlasov, fino ad ora, è l’antagonista più accreditato di Egan Bernal ed anche uno degli atleti che ha cercato talvolta di affondare l’attacco. L’attuale maglia rosa ha rimesso tutti al proprio posto, ma il russo, che accusa un ritardo inferiore al minuto, sembra intenzionato a dare battaglia.

Altro giovane in ascesa è Tobias Foss. Dopo aver steccato a Sestola si è rimesso in carreggiata, rientrando tra i primi venti e poi tra i primi dieci della generale, grazie all’ottima prova sullo sterrato. Contro di lui giocano le grandi salite in programma nei prossimi giorni, visto il fisico non proprio da scalatore.

Borsino favoriti maglia ciclamino

Anche qui, situazione condizionata dai ritiri di Caleb Ewan (Lotto Soudal), per scelta, e Tim Merlier (Alpecin – Fenix), per problemi fisici, vincitori di tre tappe in due. La contesa sembra, come da tradizione, ristretta agli sprinter, che avranno già oggi la penultima occasione per lasciare il segno.

Classifica dopo la dodicesima tappa (prime posizioni): Peter Sagan (BORA – hansgrohe) 108 punti, Fernando Gaviria (UAE – Team Emirates) 91 punti, Davide Cimolai (Israel Start-Up Nation) 91 punti, Elia Viviani (Cofidis, Solutions Credits) 79 punti, Giacomo Nizzolo (Team Qhubeka ASSOS) 76 punti.

Chi scende

Avevamo lasciato Giacomo Nizzolo ed Elia Viviani (annunciato ieri come portabandiera olimpico, dove gareggerà su pista) senza vittorie, ma ai primi due posti della graduatoria. Il successo non è arrivato e nemmeno altri piazzamenti in top ten. Oggi va in scena l’ultima tappa con finale da velocisti puri: vietato farsi trovare impreparati.

Matteo Moschetti (Trek – Segafredo) ha, invece, colto un buon quarto posto a Termoli, ma anche lui è rimasto tagliato fuori nell’arrivo di Foligno. Chi è apparso sottotono è Dylan Groenewegen (Team Jumbo – Visma), che dopo essersi fermato ai piedi del podio a Novara non ha confermato le aspettative. Per lui, l’attenuante di essere alla prima corsa dalla squalifica dello scorso agosto.

Chi sale

Peter Sagan, a Foligno, si è preso la vittoria e la ciclamino. Lo slovacco ha il vantaggio di tenere botta anche su molte salite indigeste alla maggior parte degli sprinter, fatto che gli permette anche di sfruttare le fughe per aggiudicarsi i traguardi intermedi. Con tanta montagna in vista e pochissime occasioni per le ruote veloci, Sagan sembra avviato verso la conquista della classifica a punti, data anche la frazione di Gorizia adatta alle sue caratteristiche.

Lo sprint vincente di Peter Sagan a Foligno, tappa 10

A guastargli i piani potrebbe pensarci Fernando Gaviria. Il colombiano è riuscito ad agganciare la fuga nella tappa di Guardia Sanframondi e ha conquistare punti preziosi. La condizione è in crescendo ed è il favorito numero uno per l’odierno arrivo a Verona.

Le speranze dell’Italia sono riposte in Davide Cimolai, già tre volte sul podio di tappa, che sta disputando il suo miglior Giro. Una vittoria parziale, la prima alla corsa rosa, è alla portata e lo rilancerebbe anche in ottica ciclamino.

Borsino favoriti maglia rosa

Classifica rivoluzionata rispetto a sette giorni fa, con i big a occupare le prime posizioni dopo il primo fine settimana di corsa. Quello che verrà porterà in dote le prime “vere” salite e darà un’ulteriore scossa.

Classifica dopo la dodicesima tappa (prime posizioni): Egan Bernal (Ineos Grenadiers), Aleksandr Vlasov (Astana – Premier Tech) a 45″, Damiano Caruso (Bahrain – Victorious) a 1′ 12″, Hugh Carthy (EF Education – Nippo) a 1′ 17″, Simon Yates (Team BikeExchange) a 1′ 22″.

Chi scende

Passo indietro per Giulio Ciccone, in affanno sulle rampe conclusive verso Montalcino. Difficoltà passeggera o condizione in calo, ce lo diranno le frazioni alpine. Con lui ha perso terreno anche il compagno Vincenzo Nibali, che ieri ha tentato un allungo in discesa, a dimostrazione che la voglia di fare bene c’è.

Davide Formolo e Daniel Martin, invece, sono sprofondati sullo sterrato, e dicono addio alle velleità di classifica generale. Facilmente li vedremo all’attacco in cerca di un successo di tappa. Più contenute le perdite di Romain Bardet (Team DSM), che, però, non sembra avere la gamba di qualche anno fa, quando esaltava la Francia al Tour.

Chi sale

Mattatore incontrastato del Giro è Egan Bernal, presosi di forza la vittoria e la rosa a Rocca di Cambio. Il colombiano ha un altro passo in salita rispetto agli altri e può contare su una squadra solidissima, in grado di tenere in pugno la corsa. I problemi alla schiena sembrano un ricordo e, se la condizione rimane quella vista, si prepara a fare sfracelli nei prossimi giorni.

L’azione di Egan Bernal sullo sterrato verso il traguardo di Rocca di Cambio. Per il colombiano doppietta tappa e maglia

La terza posizione provvisoria è occupata da Damiano Caruso, assurto al ruolo di leader in casa Bahrain dopo l’infortunio di Landa. La squadra del ragusano perde pezzi, ma lui è lì con i migliori e cresce di giornata in giornata. Può essere il protagonista inatteso.

Chiude la top five il duo britannico composto da Hugh Carthy e Simon Yates. Il primo ha provato timidamente a mettere il naso fuori dal gruppo, il secondo ha sempre corso sornione, spesso in coda al peloton, pensando più a difendersi e gestirsi, forse memore dell’esperienza vissuta nel 2018. Sono atleti che sanno interpretare una corsa di tre settimane e certamente li vedremo nel vivo quando la strada si impennerà verso le vette alpine.

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