Il ritorno di Tom Dumoulin alle corse: obiettivo Tokyo 2020

Il ritorno di Tom Dumoulin alle corse: obiettivo Tokyo 2020

Il Tour de Suisse, classico appuntamento in preparazione al Tour de France, ha registrato il ritorno di Tom Dumoulin all’attività agonistica. L’olandese aveva infatti ritenuto opportuno ritirarsi a tempo indeterminato dalle corse alla fine dello scorso gennaio. Una decisione maturata in seguito a una lunga riflessione, frutto della convergenza di varie ragioni: il peso delle aspettative, la frenesia del professionismo, la perdita delle motivazioni.

Ora, però, il vento sembra parzialmente cambiato, e l’ex iridato nella prova a cronometro ha ritrovato, almeno per il momento, stimoli e obiettivi.

Un periodo sabbatico lontano dalla bicicletta

In una conferenza stampa, riportata dal portale wielerflits.nl, Dumoulin ha spiegato di essersi staccato completamente dalla bicicletta per il periodo immediatamente successivo all’annuncio di fermarsi. Durante quelle prime settimane, ha soprattutto passeggiato con il cane e condiviso momenti con gli amici, senza l’ansia di doversi necessariamente porre una scadenza per il rientro alle corse. Fatto che, peraltro, aveva già lasciato intendere davanti alle telecamere della propria squadra oltre quattro mesi fa. D’altronde, il fuoriclasse olandese era parso molto sollevato nel comunicare la volontà di prendersi una pausa ed era pronosticabile che dimenticasse, per un po’, il mezzo in cantina.

Poi, gradualmente, ha ripreso confidenza con esso e riscoperto il piacere di pedalare.

il sogno olimpico

Un importante crocevia si è rivelata l’Amstel Gold Race del 18 aprile, vinta dal suo compagno di squadra Wout Van Aert. La corsa, apertura delle Classiche delle Ardenne, si è disputata proprio sulle strade di casa di Dumoulin, il quale ha fatto capolino tra il pubblico a bordo strada.

Nell’insolito ruolo di spettatore, il limburghese ha sentito riaccendersi la sua passione per la professione ciclistica e la voglia di buttarsi nuovamente nella mischia. Ciò lo ha spinto a consultare Merijn Zeeman, direttore sportivo del Team Jumbo – Visma, e Koos Moerenhout, commissario tecnico della nazionale oranje. La prospettiva del ritorno in sella, infatti, si è subito legata alla partecipazione alle Olimpiadi, dove Dumoulin ha già colto una medaglia d’argento nella prova contro il tempo a Rio de Janeiro nel 2016.

La vicinanza dell’appuntamento a cinque cerchi, combinata con il periodo di lontananza dall’agonismo, gli hanno imposto di mettersi duramente al lavoro per prepararsi al meglio. Perciò, Dumoulin ha trascorso un periodo in altura, a Livigno, per ritrovare la condizione, accompagnato dalla famiglia.

Il secondo step nell’avvicinamento a Tokyo 2020 è stato quello di riattaccarsi il numero alla schiena per il Tour de Suisse.

Il rientro in gruppo

La corsa è iniziata con una cronometro di circa 11 kilometri, che Dumoulin ha chiuso in sedicesima posizione, a 32″ dal vincitore Kung. Risultato che l’ha soddisfatto, anche se nella seconda parte gli è mancata un po’ di potenza, come scritto da tuttobiciweb.it. Un buon primo test, comunque, in vista dell’analoga prova olimpica, che, però, di kilometri ne misurerà ben oltre 40, su un percorso vallonato. Un ulteriore banco di prova sarà la frazione odierna, altra prova contro il tempo di 23 kilometri.

Per il resto, l’olandese non ha forzato troppo, preferendo fare un passo alla volta. Sa benissimo che deve farsi trovare pronto per Tokyo e tutti gli sforzi profusi vanno letti in questo senso. Precedenza all’obiettivo grosso, insomma, senza curarsi della classifica della corsa a tappe svizzera. Peraltro, l’altissimo livello del parco partecipanti avrebbe reso proibitivo l’assalto alla classifica generale per un ciclista fermo ai box da diversi mesi.

Progetti per il futuro

Dumoulin non si è spinto oltre le olimpiadi nell’esporre i suoi progetti futuri. Anche perché, leggendo ancora da tuttobiciweb.it, questi non sono noti nemmeno a lui. Potrebbe tornare a concentrarsi sui grandi giri o virare sulle classiche o addirittura appendere nuovamente la bicicletta al chiodo. Come già all’epoca del primo ritiro, la vicenda assume contorni incerti e difficili da tratteggiare.

L’unica certezza è che lo vedremo sicuramente ai campionati nazionali di fine giugno, suo ultimo appuntamento ufficiale prima dell’obiettivo olimpico. Con la speranza che un buon risultato in Giappone rinvigorisca ulteriormente la sua passione per questo sport e possa convincerlo a rimanere in sella per molte altre stagioni.

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