Top Moments: classiche delle Ardenne

Top Moments: classiche delle Ardenne

La nostra rubrica Top Moments continua con i migliori momenti delle classiche delle Ardenne. Scatta infatti oggi, con l’Amstel Gold Race, la settimana dedicata ad esse, fase conclusiva della Campagna del Nord ciclistica. La prova dei Paesi Bassi, tornata dopo la sospensione del 2020 causata dall’emergenza sanitaria, apre il trittico che proseguirà con due corse belghe: la Freccia Vallone, mercoledì 21, e la Liegi-Bastogne-Liegi, terza Monumento stagionale, domenica 25 aprile.

Le tre gare sono caratterizzate da percorsi vallonati, i quali si snodano per buona parte su strette stradine di campagna che raramente consentono di poter tirare il fiato. Il tratto che le accomuna sono le cote, brevi salite con lunghezze comprese tra 1 e 4 km, contraddistinte da settori con pendenze anche oltre il 20%. Un terreno di caccia ideale per scattisti e finisseur, ma occhio anche ai discesisti, che potrebbero salutare la compagnia nei tratti con pendenza negativa più tecnici.

Altimetria Amstel Gold Race 2021
Amstel Gold Race 2021, profilo altimetrico. Fonte: la-flamme-rouge.eu
Altimetria Freccia Vallone 2021
Freccia Vallone 2021, profilo altimetrico. Fonte: la-fleche-wallone.be
Altimetria Liegi-Bastogne-Liegi 2021
Liegi-Bastogne-Liegi 2021, profilo altimetrico. Fonte: liege-bastogne-liege.be

Per Top Moments, riviviamo tre edizioni, una per ogni prova, tra le più significative delle annate recenti.

Top Moments Amstel Gold Race

2008: Damiano Cunego a segno all’esordio

L’edizione 2008 dell’Amstel Gold Race propone il passaggio su trentuno muri lungo il tragitto di 257 km da Maastricht a Valkenburg aan de Geul, disegnato nella regione del Limburgo. L’arrivo è posto sulla collina del Cauberg, l’ultima asperità di giornata, da affrontare nel chilometro finale. Un’ascesa che offre il punto più duro nella parte centrale, per farsi più dolce nelle ultime centinaia di metri.

Top Moments: classiche delle Ardenne. Pendenza media Cauberg per settore
Cauberg, pendenza media per settore. Fonte: la-flamme-rouge.eu

I favoriti della corsa sono, su tutti, Alejandro Valverde e tre atleti vincitori negli anni precedenti: Davide Rebellin (’04), Frank Schleck (’06) e Stefan Schumacher (’07). Tra gli altri partecipanti, si registra l’esordio di Damiano Cunego, già battezzato sei anni prima da Freccia e Liegi. Il portacolori della Lampre si presenta all’appuntamento una settimana dopo aver bruciato lo stesso Valverde nello sprint della Klasika Primavera.

Riassorbita la fuga di giornata, ai meno dodici dall’arrivo è proprio Schleck a far saltare il banco sulle prime rampe del Keutenberg, penultima asperità in programma. In un settore di 500 metri con punte al 22% di pendenza massima, il lussemburghese tenta di staccare gli avversari. Gli resistono solamente altri otto corridori, i quali vanno a formare il drappello che si giocherà la vittoria. Un successivo tentativo di Rebellin in pianura, infatti, non porta vantaggi concreti al veneto. Sarà il Cauberg a decidere la corsa.

A 450 metri dalla linea d’arrivo è ancora una volta Schleck a rompere gli indugi, piazzando un’accelerazione violenta. Inesorabilmente, perdono terreno dal capitano della CSC tutti i superstiti, tranne Cunego. A 100 metri dalla conclusione, il veronese trova la forza per uscire dalla scia dell’avversario e staccarlo, passando sotto lo striscione conclusivo a braccia alzate.

Un’annata straordinaria

È il primo, e rimarrà l’unico, successo alle Ardenne per il Piccolo Principe. Il 2008, però, gli riserverà altre soddisfazioni. Tra settembre e ottobre, infatti, arriveranno l’argento ai mondiali di Varese, dietro al connazionale Alessandro Ballan, e il terzo Giro di Lombardia in carriera. Un’annata seconda solo a quella del 2004, che lo vide conquistare il suo primo Lombardia, quattro tappe del Giro d’Italia e vestire la maglia rosa fin sotto l’ombra del Duomo milanese.

Top Moments Freccia Vallone

2006: Il primo centro di Alejandro Valverde sulle Ardenne

La Freccia Vallone è la corsa più breve del trittico e si svolge nelle province vallone di Hainaut, Namur e Liegi. In particolare, l’edizione 2006 misura 202 km da Charleroi al Mur de Huy. Questa corta, ma impegnativa, salita è da metà anni Ottanta sede fissa d’arrivo della Freccia. Lunga 1,3 km e con una pendenza media del 9,6%, raggiunge punte del 20% a 400 metri dal traguardo.

Top moments: classiche delle Ardenne. Pendenza media Mur de Huy per settore
Mur de Huy, pendenza media per settore. Fonte: la-fleche-wallone.be

La corsa segue il canovaccio tipico delle classiche. Atleti che già dai primi minuti di corsa allungano sul gruppo, nel quale si prendono l’onere di fare l’andatura le squadre dei favoriti. Tra queste, la Liquigas di Danilo Di Luca (campione in carica) e la CSC di Schleck e Karsten Kroon (primo e quarto all’Amstel di pochi giorni prima).

Proprio in questo gruppo il primo a rompere gli indugi è un altro dei corridori più attesi, Paolo Bettini, già capace di una doppietta alla Liegi. Il livornese, con un attacco sulla Cote de Bohissau a circa 31 km dal traguardo, screma il drappello dei migliori. Una ventina di chilometri più tardi, sullo strappo seguente, la Cote de Ahin, nuovi movimenti animano la corsa. Nel successivo tratto di pianura la bagarre porta alla formazione di un gruppetto di venti atleti, che giungono così ai piedi dell’ascesa di Huy.

Qui, diversi corridori provano a salutare la compagnia, ma rimbalzano sulle pendenze che si fanno sempre più arcigne. Chi sembra sferrare l’attacco decisivo è Igor Astarloa, poco prima dei due tornantini posizionati nella parte centrale del muro. L’ex iridato si alza sui pedali e, in un primo momento, guadagna qualche metro sugli avversari, ma deve cedere proprio in corrispondenza del tratto più duro. Ai meno 150 metri il momento decisivo: parte la rasoiata di Valverde. Nessuno può tenere il passo del murciano, che coglie il suo primo successo in carriera alle classiche delle Ardenne.

A caccia di nuovi record

Nel corso della sua lunghissima carriera, l’Embatido sarà per altre otto volte primo in prove di questo trittico: quattro sempre alla Freccia, per un totale record di cinque, e altrettante alla Liegi. Nove successi, uno in meno del primatista Eddy Merckx. Il quale, però, non può dormire sonni tranquilli. Don Alejandro è atteso come sicuro protagonista in terra belga anche nei prossimi giorni, con l’obiettivo di prendersi il trono del Cannibale e regalarci nuovi top moment. Facendosi, magari, un regalo di compleanno, dato che la Liegi cadrà il 25 aprile, quando lo spagnolo spegnerà quarantuno candeline.

Top Moments Liegi-Bastogne-Liegi

2012: Maxim Iglinskij beffa Vincenzo Nibali all’ultimo km

Evento conclusivo del trittico delle Ardenne, la Liegi è anche quello più importante. Non solo è una delle cinque Monumento, ma è anche la più antica tra queste, essendosi corsa per la prima volta nel 1892. Ciò le vale l’appellativo di Doyenne, decana, e, come la Freccia, trova il suo habitat sulle strade della Vallonia, tra la province di Liegi e del Lussemburgo.

Il suo punto decisivo è stato per lungo tempo la Cote de la Redoute, che ha perso parte della propria importanza con l’introduzione, nel 2008, della Cote de la Roche-aux-Faucons, più vicina all’arrivo. Una salita, quest’ultima, di 1,3 chilometri al 11% medio, con un settore centrale oltre il 13%.

Top moments: classiche delle Ardenne. Pendenza media Cote de la Roche-aux-Faucons per settore
Cote de la Roche-aux-Faucons, pendenza media per settore. Fonte: liege-bastogne-liege.be

L’edizione 2012, 257,5 km da Liegi ad Ans, è segnata dal freddo e dalla pioggia, che danno tregua agli atleti poco dopo lo scollinamento della Redoute, a circa 30 km dal traguardo. La storica ascesa ha già messo in difficoltà parecchi contendenti e ridotto il numero dei possibili vincitori.

L’uomo più atteso è sicuramente il campione in carica Philippe Gilbert, ma, sulla successiva Roche-aux-Faucons, è Vincenzo Nibali a operare la selezione, alla quale resistono in pochi. Giunto al culmine della cote, il messinese continua la propria azione anche in discesa, terreno sul quale riesce ad avvantaggiarsi, e nel successivo tratto pianeggiante. Intanto, alle sue spalle, si forma una coppia di inseguitori, Maxim Iglinskij e Joaquin Rodriguez, mentre il drappello con Gilbert sembra ormai tagliato fuori dai giochi.

A Nibali rimane soltanto da superare, a 8 km dal termine, l’ultima asperità, la Cote de Saint-Nicolas. Questa, nota come collina degli italiani per la numerosa comunità originaria del nostro paese che vive nei dintorni, è imboccata dallo Squalo con 20″ di vantaggio sul duo che lo segue. Duo che si rompe proprio lungo la salita, dove Iglinskij cambia passo, saluta Rodriguez, e prova a recuperare il battistrada, con 6,5 km ancora da percorrere.

Il ricongiungimento avviene in vista dell’ultimo chilometro di gara, quando il kazako completa la propria rimonta e supera di slancio Nibali, incapace di rispondere. Per Iglinskij gli ultimi mille metri, un lungo rettilineo in salita, sono una formalità: la Doyenne, corsa che vale una carriera, è sua. Lo Squalo, stremato, arriva a oltre venti secondi, poco prima di un gruppetto regolato da Enrico Gasparotto nella volata per l’ultimo gradino del podio.

Obiettivi

Il secondo posto, per come maturato, sa di beffa per Nibali. A un mese dal terzo posto alla Sanremo, suo primo podio in una Monumento, gli è mancato il chilometro finale. Un risultato ancora più amaro, poiché arrivato in un evento da sempre tra i suoi obiettivi, come testimoniano le sue quattordici presenze ai nastri di partenza. Purtroppo, nemmeno l’anno in corso sarà quello buono, in quanto una caduta in allenamento, a inizio settimana, ne ha pregiudicato la partecipazione. La speranza è di rivederlo sulle strade del Giro, con all’orizzonte i Giochi di Tokyo, altra ossessione del siciliano.

Per Iglinskij, invece, il miglior risultato della carriera, due anni dopo la conquista delle Strade Bianche. Curiosamente, i due saranno compagni all’Astana nel biennio 2013-2014 e il kazako farà parte della selezione che appoggerà lo Squalo nella conquista del Tour de France 2014.

Questi alcuni tra i migliori momenti del trittico al via oggi. Siamo sicuri che i protagonisti annunciati, da Alaphilippe a Van Aert, da Roglic fino agli inossidabili Gilbert e Valverde, sapranno regalarci altre gesta da raccontare in futuro.

Per informazioni sulle classiche delle Ardenne, link ai siti ufficiali: Amstel Gold Race, Freccia Vallone, Liegi-Bastogne-Liegi.

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