Coast2Cost: Quanto vale il calcio in Italia?

Coast2Cost: Quanto vale il calcio in Italia?

Quanto vale il calcio in Italia? Per il nostro paese il sistema calcio che comprende calcio professionistico, Figc, Leghe, campionati dilettantistici e giovanili, produce un fatturato di 4,7 miliardi di euro.

Si tratta, secondo il Report Calcio della Figc, di una delle 10 principali industrie italiane. A livello calcistico, invece, ha un impatto pari al 12% relativamente al PIL del calcio mondiale.

28 milioni di tifosi, 4,6 milioni di praticanti, quasi 1,4 milioni di tesserati e circa 600.000 partite ufficiali disputate ogni anno. Questi alcuni dei numeri più significativi del calcio in Italia.

LA spinta economica

Continua a crescere il peso economico del Sistema Calcio a livello professionistico: nel 2017/18, il valore della produzione dei 3 campionati professionistici ha superato i 3,5 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente.

Anche il PIL nazionale ha subito una leggera spinta verso l’alto, passando dallo 0,17% del 2013 allo 0,19% del 2018. Questa crescita è stata principalmente sostenuta dai ricavi da stadio, cresciuti del 22,4%, e dei ricavi da sponsor e attività commerciali (+9,5%). Come ben sappiamo questi numeri sono diminuiti drasticamente nell’ultimo biennio in seguito all’avvento della pandemia e all’impatto che ha avuto sul calcio.

Anche per il settore dello spettacolo il calcio genera ogni anno un impatto significativo. Il volume generato dal calcio è pari al 35% rispetto al totale generato dallo spettacolo, contro il 10% del cinema e il 7% del teatro, con un impatto pari all’81% considerando solo gli sport.

Quanto vale il calcio in italia? i numeri

L’impatto socio-economico del calcio italiano risulta pari nel 2017-2018 a circa 3,01 miliardi di euro. I settori coinvolti sono:

  • Economico: 742,1 milioni di contributo diretto all’economia nazionale
  • Sociale: 1.051,4 milioni di risparmio economico generato dai benefici prodotti dall’attività calcistica
  • Sanitario: 1.215,5 milioni in termini di risparmio della spesa sanitaria

A livello fiscale, invece, nel 2016 la contribuzione fiscale e previdenziale aggregata del calcio professionistico ha sfiorato gli 1,2 miliardi di euro. Si conferma così l’importante trend di crescita registrato negli ultimi anni. Solamente nel decennio 2006/16 il dato risulta in aumento del 37% in termini assoluti e del 3,2% su base media annua. (Tra le voci più significative e con la più alta incidenza troviamo le ritenute Irpef, l’Iva e le contribuzioni previdenziali Inps).

Negli ultimi 11 anni, l’ammontare della contribuzione fiscale e previdenziale del calcio professionistico italiano è stato pari a 11,4 miliardi di euro. Nello stesso periodo, i contributi erogati dal CONI alla FIGC sono stati pari a 749 milioni: significa che per ogni euro “investito” dal governo italiano nel calcio, lo Stato ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali pari a 15,2 euro.

La Serie A pesa da sola per il 72% della contribuzione complessiva, con un dato pari a 856,5 milioni di euro (la crescita media annua dal 2006 al 2016 è stata pari al +6,3%). 

Il gettito fiscale

Il calcio professionistico continua a rappresentare il principale contributore del sistema sportivo, con un’incidenza del 70% rispetto al gettito fiscale complessivo generato dal comparto sportivo italiano e del 36% nell’ambito del macro settore economico relativo alle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e di divertimento. (Il secondo settore, relativo a lotterie, scommesse e case da gioco non supera il 17,2%).

Cosa ne pensi? Credi che queste cifre possano continuare ad aumentare? Dicci la tua nei commenti. #coast2cost

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