Top Moments: Drew Brees, l’anima di New Orleans

Top Moments: Drew Brees, l’anima di New Orleans

Lo scorso 14 marzo, anche se la notizia era nell’aria già da fine stagione, Drew Brees ha ufficialmente annunciato il suo ritiro dalla NFL. Dopo 20 anni di football professionistico, il nome di Brees rimarrà legato ai suoi innumerevoli record, al Super Bowl vinto nel 2009, alla sua leadership trascinante ma soprattutto alla città di New Orleans di cui è diventato simbolo e leggenda. La rubrica Top Moments di Coast2coastblog continua questa settimana con i 3 migliori momenti della carriera di Drew Brees, uno dei quarterback più forti della storia.

2006, Man of the year: la storia d’amore con New Orleans

L’incontro tra Drew Brees e la città di New Orleans era scritto nel stelle. Il QB texano arriva ai Saints nel 2006 con un grosso punto di domanda sul suo stato fisico. Dopo 5 anni ai Chargers, la franchigia allora a San Diego aveva optato per Philip Rivers, scelto l’anno prima al Draft, evitando di rinnovare un giocatore come Brees che era un potenziale injury prone. D’altra parte i Saints erano reduci da una stagione disastrosa che era stata la diretta conseguenza di un evento ancor più tragico. Nell’agosto del 2005 l’Uragano Katrina si abbattè con forza sugli States. La città di New Orleans si ritrovò letteralmente in ginocchio. Insomma, da una parte un giocatore la cui carriera era in bilico, dall’altra una metropoli che aveva perso quasi tutto.

L’arrivo di Brees coincise con il ritorno dei Saints a giocare nello stadio di casa, abbandonato per tutta la stagione precedente a causa dei danni della catastrofe naturale. L’amore fra il numero 9 e NOLA scoccò al primo sguardo, dentro e fuori dal campo. I Saints vinsero la division e vennero sconfitti solo al Championship Game, trascinati dal loro nuovo quarterback. Brees, però, entrò definitivamente nel cuore della gente di New Orleans per il suo sostegno alla comunità, fin dal primo momento. La Brees Dream Foundation, nata nel 2003 per aiutare la ricerca contro il cancro, raccolse fondi per la ricostruzione della città. In particolare, l’impegno riguardò la riqualificazione di aree e parchi per bambini.

Grazie al suo attivismo sociale, a fine stagione 2006, Drew Brees venne premiato con il Walter Payton Man of The Year Award. L’inizio di un rapporto speciale tra un giocatore e un’intera città che ha pochi eguali nella storia di questo sport, come si può capire dalle prime battute di questo video.

2009: super bowl mvp

La stagione 2009 è quella in cui Drew Brees si consegna ufficialmente alla storia. Allo stesso tempo, è anche la stagione in cui quel percorso di rinascita cominciato nel 2006, la stagione del ritorno a casa, trova il suo perfetto compimento. La stagione regolare fu assolutamente la più vincente della storia della franchigia: 13 vittorie (peraltro tutte consecutive) e solo 3 sconfitte, arrivate nelle ultime tre giornate a qualificazione per i playoff già ottenuta. Per la prima volta poi, New Orleans ospitò una finale NFC, proprio in quel Louisiana Superdome così danneggiato da Katrina 4 anni prima. Prima partecipazione e prima vittoria al Super Bowl per New Orleans.

Nella postseason il percorso fu netto e di grandissimo spessore. Brees e i Saints sconfissero uno dopo l’altro tre QB che avevano vinto in passato almeno un Super Bowl: Kurt Warner (Cardinals), Brett Favre (Vikings) e Peyton Manning (Colts). Proprio il Super Bowl contro gli Indianapolis Colts fu la ciliegina sulla torta. La partita di Drew Brees fu praticamente perfetta e molto efficiente. 288 yards passate, per un totale di 2 TD e di 32 completi su 39 tentativi, che sono valsi il meritatissimo titolo di Super Bowl MVP al numero 9.

2018, Saints-Redskins: all-time passing yardage leader

La carriera di Drew Brees è stata costellata dai record (ab)battuti. Uno dei primati più significativi superato dall’eroe di NOLA, rimane quello che riguarda il maggior numero di yards lanciate di tutti i tempi. Nel Monday Night di week 5, i Saints affrontano Washington tra le mura amiche. Già prima del kickoff, al Mercedes-Benz Superdome, si respirava aria di storia. A Drew mancavano solo poche yards per superare in un colpo solo prima Brett Favre e poi Peyton Manning, fermo a 71,940.

A una manciata di minuti dalla fine del secondo quarto, su un primo e dieci dalle 38 dei Saints, Brees lancia un missile da 62 yards nelle mani di Tre’Quan Smith che completa l’opera con un touchdown. Il record è battuto: 71,968 yards passate. La partita si ferma per tributare la giusta ovazione per quello che, come abbiamo detto, è diventato l’anima della città di New Orleans. Brees ringrazia la sua squadra, la sua gente, la sua famiglia e poi dice al coach Sean Payton: “Let’s win this“. Il record, oggi ritoccato fino a 80,358 yards, è probabile che verrà battuto da Tom Brady nel prossimo futuro. Quello che conta, però, sono le emozioni, le gioie e la speranza che in 15 anni Drew Brees ha regalato a una città intera e a tutti gli appassionati di questo favoloso sport. Grazie Drew, happy retirement!

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