Maximilian Pircher in NFL: un italiano ai Los Angeles Rams

Maximilian Pircher in NFL: un italiano ai Los Angeles Rams

Si sa, il football americano, come suggerisce anche il nome, è uno sport tipicamente a stelle e strisce. Non c’è film hollywoodiano in cui non compaia almeno una volta un ovale da football. Una disciplina americana, giocata da americani. In Italia, come forse pochi sanno, esiste la FIDAF (Federazione Italiana Di American Football), un’organizzazione ampia, longeva e in costante evoluzione. Nonostante la poca popolarità sulla nostra penisola, chi lo pratica lo fa con devota passione. Anche grazie a questo, il football americano italiano oggi può festeggiare lo sbarco di un suo “figlio” in NFL. Una settimana fa, infatti, l’uomo di linea offensiva Maximilian Pircher, di chiare origini altoatesine, è stato messo sotto contratto dai Los Angeles Rams.

Maximilian Pircher in NFL

Nativo dell’Alto Adige, Max Pircher ha fin da subito dimostrato una grande predisposizione per gli sport, come spesso capita ai giovani di questa zona d’Italia. Dopo un passato da calciatore e da giocatore di pallamano, Maximilian ha scoperto il football americano, andando a giocare in una delle squadre migliori d’Europa nella stagione 2019: gli Swarco Raiders, team con base a Innsbruck. Dopo aver provato come tight end è stato spostato nella linea offensiva e la sua prima stagione è stata un successo: vittoria del titolo nazionale e di quello europeo, oltre che convocazione nel Blue Team (nazionale italiana). La stagione successiva, il classe ’99 si è spostato in Germania agli Hildesheim Invaders.

Proprio in terra teutonica, lo scorso dicembre, Pircher è stato invitato a una combine a Stoccarda dove è stato notato da uno scout americano che gli ha permesso l’accesso all’International Player Pathway Program. Questo programma, attivo dal 2017, è la possibilità che la NFL dà a talenti stranieri di fare un minicamp in America e farsi notare da 4 squadre selezionate che, dopo il Draft, hanno il diritto di scegliere un giocatore. Ed è così che i Los Angeles Rams, tra gli 11 ragazzi che partecipavano al programma, hanno deciso di mettere gli occhi proprio sul gigante italiano. L’head coach della franchigia californiana, Sean McVay, ha chiamato Maximilian Pircher per accoglierlo in NFL: il video è emozionante.

Quale sarà il ruolo di Maximilian Pircher in NFL?

L’International Program permette alle squadre prescelte di selezionare un giocatore da inserire nella propria practice squad, la squadra d’allenamento o, come diremmo noi, la squadra delle riserve. I giocatori selezionati, come Max Pircher, avranno la garanzia di non essere tagliati per tutta la durata della stagione e, dunque, di poter crescere e farsi notare nell’arco dell’annata sportiva. Allo stesso tempo, gli international player non sono eleggibili per giocare nel loro primo anno. Dunque, nel mondo ideale, l’obiettivo di Max è quello di sfruttare ogni giorno a sua disposizione nella practice squad dei Rams per continuare il suo sviluppo e mettere in mostra i suoi mezzi fisici e tecnici. Non c’è nulla da perdere e noi ci auguriamo che, un domani, Maximilian Pircher possa esordire in NFL.

Gli altri tre giocatori selezionati dal programma sono: Bernhard Seikovits, TE austriaco dagli Arizona Cardinals; Aaron Donkor, LB tedesco dai Seattle Seahawks; Alfredo Gutierrez, OL messicano dai San Francisco 49ers.

Maximilian Pircher in NFL: i precedenti

Non è frequente che un giocatore italiano arrivi a giocarsi le sue carte nella NFL. Ciononostante c’è stata qualche eccezione che ha confermato la regola.

Tra gli anni ’40 e ’50 ben due ragazzi originari della provincia di Lucca hanno sfondato nella lega professionistica americana. Bruno Banducci, nativo di Capannori (LU) ed emigrato da bambino negli Stati Uniti, è stato un uomo di linea offensiva dell’Università di Stanford. Nel Draft del 1943 è stato selezionato al sesto round dai Philadelphia Eagles. Banducci ha giocato per ben 10 anni in NFL, 8 dei quali tra le fila dei 49ers con cui nel 1954 è riuscito a guadagnarsi una selezione al Pro Bowl.

Leo Nomellini, altro lucchese doc emigrato in Minnesota con la famiglia da bambino, ha avuto una carriera ancor più stellare. Defensive Tackle dell’Università del Minnesota, nel 1950 Nomellini è stato la prima scelta della storia in un Draft NFL dei San Francisco 49ers, selezionato alla numero 11 assoluta. Il ragazzo di Lucca giocò per 13 anni nella lega, tutti con la maglia dei niners. Le statistiche parlano per lui: 10 convocazioni al Pro Bowl, 6 volte selezionato nel First Team All-Pro, inserito nella Hall of Fame non solo dei 49ers ma anche del football professionistico americano, numero 73 ritirato. Una leggenda.

Nonostante l’avventura fugace di un paio di ragazzi ai Cincinnati Bengals negli anni ’80 (i kicker Sandro Vitiello e Massimo Manca), per avere un altro italiano abbiamo dovuto aspettare Giorgio Tavecchio, kicker milanese che, dopo aver giorvagato per varie practice squads, ha potuto giocare una stagione da titolare con gli Oakland Raiders (2017) e una con gli Atlanta Falcons (2018). Quest’anno Tavecchio gioca per i Milano Seamen ma il suo sogno di tornare in NFL non si è ancora spento. Quello di Maximilian Pircher, invece, è appena iniziato!

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