Top Moments Olimpici: Klaus Dibiasi a Montreal 1976

Top Moments Olimpici: Klaus Dibiasi a Montreal 1976

Ormai manca veramente poco alla Cerimonia d’Apertura di Tokyo 2020: poco più di due settimane. Mentre le prime delegazioni cominciano partire alla volta della terra del Sol Levante, continua il viaggio di Coast2coast alla scoperta delle più grandi imprese italiane ai Giochi Olimpici. Nelle scorse settimane abbiamo parlato di Stefano Baldini, Pietro Mennea, il fioretto femminile a Londra 2012, Federica Pellegrini, Jury Chechi, Domenico Fioravanti e Livio Berruti. Oggi parleremo di quello che da molti è ritenuto il miglior tuffatore italiano della storia. Oggi parleremo di Klaus Dibiasi a Montreal 1976.

Un tuffo partito dall’Austria

La storia di Klaus Dibiasi parte dalla vicina Austria. Klaus, infatti, nacque da genitori italiani della zona del Trentino-Alto Adige che si erano trasferiti in Austria. Il padre non era uno qualunque, ma Carlo Dibiasi, che fu uno dei pionieri della disciplina dei tuffi. Carlo arrivò decimo alle Olimpiadi di Berlino 1936 e sarebbe divenuto allenatore del figlio e di Giorgio Cagnotto, a sua volta papà di Tania. Per il giovane Klaus, dunque, non ci volle molto a iniziare a praticare i tuffi, disciplina per cui sin da subito dimostrò un’eccezionale predisposizione. A 16 anni d’età colse il suo primo risultato internazionale di rilievo, vincendo la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo del 1963. Solo un anno dopo sarà protagonista a Tokyo 1964 con la conquista della suo primo metallo a cinque cerchi: un argento nella piattaforma 10 metri.

Questi primi risultati segnarono solo l’inizio di quello che sarebbe stato più di un decennio di dominio nella disciplina dei tuffi da parte di Klaus. Tra il ’65 e il ’75, Dibiasi fece razzia: 2 ori olimpici consecutivi nei 10 metri a Messico ’68 – dove ottenne anche un argento dai 3 metri – e Monaco di Baviera quattro anni dopo; altrettanti ori mondiali e numerose medaglie d’oro europee, senza aggiornare il conto delle vittorie nei Giochi del Mediterraneo. L’azzurro arriva alla vigilia dell’appuntamento canadese per vincere il suo terzo oro consecutivo nella piattaforma 10 metri.

Klaus Dibiasi a Montreal 1976

Klaus Dibiasi a Montreal 1976 giunge con più di un’incognita a pesargli sulle spalle. Il 29enne altoatesino ricevette il grande onore di portare la bandiera nella cerimonia d’apertura, in quella che sarebbe stata la sua ultima Olimpiade. Pur rimanendo l’uomo da battere, era innegabile che qualche acciacco muscolare di troppo avesse destato più di una preoccupazione sull’esito della sua gara. La gara, ovviamente, della piattaforma 10 metri doveva era campione olimpico in carica da 8 anni. Ai problemi fisici, si aggiungeva anche la concorrenza agguerrita di un adolescente californiano, Gregory Louganis, considerato l’astro nascente della disciplina. Lo stesso Dibiasi dichiarò di non sentirsi affatto sicuro prima della gara: “Alla vigilia della gara avrei puntato pochi soldi su me stesso. I dolori al tendini, il nervosismo, l’americano Louganis, la giuria: mi sembrava di avere tutto il mondo contro.” [fonte Eurosport].

Nonostante gli infortuni, nonostante la pressione, nonostante il timore di non farcela, l’angelo biondo portò a termine la migliore gara della sua straordinaria carriera. Dibiasi fu protagonista, con la sua eleganza e pulizia, di una performance ancora oggi inarrivabile. Dopo aver eseguito una serie di tuffi dall’elevato coefficiente di difficoltà, riuscì a totalizzare di 600 punti. Il massimo mai realizzato da un tuffatore in una singola gara. Ancora oggi. Una vittoria leggendaria che spedisce Klaus Dibiasi nell’olimpo dello sport mondiale. L’azzurro infatti fu il primo nella sua disciplina a conquistare 3 ori olimpici consecutivi e fu il primo italiano a conquistare 3 vittorie consecutive alle Olimpiadi, prima ancora di Valentina Vezzali.

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