8 Ottobre 2000, Schumi e la Ferrari insieme sul tetto del mondo

8 Ottobre 2000, Schumi e la Ferrari insieme sul tetto del mondo

8 Ottobre 2000: una data speciale, colma di emozioni per un intero popolo. Una data “spartiacque” tra quello che è stato e quello che sarà. Dopo 21 lunghissimi anni, il titolo mondiale torna a Maranello.

UN DIGIUNO DURATO UN VENTENNIO

Il 1979 per Ferrari è l’ultimo anno in cui il titolo mondiale viene vinto da un proprio pilota. Stagione dominata in lungo e in largo dal pilota di origini sudafricane Jody Scheckter, il quale vince in Belgio, a Monaco e in Italia. Proprio in Italia, a Monza, il pilota nativo di East London si aggiudicherà il suo primo e unico titolo mondiale.

Scheckter, dallo stile parecchio aggressivo, nella cavalcata al titolo iridato riesce a controllare l’enorme potenziale del proprio compagno di squadra, Gilles Villeneuve, che concluderà secondo.

La stagione 1980 di F1 risulterà essere parecchio complicata per gli uomini di Maranello, alle prese con una macchina che è solo la brutta copia della versione dell’anno precedente. La 312T5 infatti non sarà mai incisiva e permetterà alla Williams di trionfare.

Da questo momento in avanti il titolo mondiale costruttori Ferrari riuscirà ad aggiudicarselo nel 1982 e nel 1983. Per quanto riguarda invece il titolo mondiale piloti, nessun ferrarista riuscirà a trionfare fino al fatidico 8 ottobre 2000.

IL CIRCUITO

Suzuka è un circuito emblematico per la F1. Teatro di numerose battaglie, il circuito giapponese è apprezzato dai piloti per il suo coefficiente di difficoltà. Celeberrime sono le curve dalla 2 alla 7: mettono macchina e pilota alla prova. Grip delle gomme, velocità d’ingresso, traiettoria d’uscita dalla curva; una serie di “sinistra-destra” che impegnano macchina e pilota in una sorta di valzer.

Suzuka però, è anche la pista che ha acceso gli animi di Senna e Prost a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Insomma, se Belgio e Italia sono i templi della F1 del vecchio continente, Suzuka lo è per quanto concerne il continente asiatico.

LA STAGIONE 2000

La ricostruzione del Team Ferrari era in atto da tempo e già nel 1997-98 la casa di Maranello mancò l’appuntamento con il titolo mondiale per pochissimo.

La stagione 2000 si apre con un cavallino rampante in gran forma, capace di rifilare un distacco importante agli avversari fin dalle prime gare. L’estate però risulterà essere dura nei confronti della “Rossa”, che da primatista della classifica si trovò a dover inseguire gli inglesi della McLaren.

Con il mondiale giunto ormai alle ultime battute, Schumacher riesce ad ottenere la vittoria a Monza (eguagliando le 41 di Senna) e a Indianapolis, riconquistando la vetta della classifica. Si corre ora in Giappone, più precisamente a Suzuka. Schumacher parte in pole ma sbaglia e Hakkinen ne approfitta: sembra essere l’inizio della fine.

REDENZIONE

Schumacher, sceso in seconda posizione non ci sta, memore anche di quel Suzuka 1998 dove perse il titolo all’ultima gara. Il tedesco non si dà per vinto e si gioca la gara al pit-stop. Alla prima sosta fa il pieno di benzina per sfruttare la parte centrale di gara. La strategia pagò: Hakkinen si fermò 3 giri prima, Schumacher andando lungo riuscì a sfruttare al massimo la strategia dell’overcut. Complice il lavoro straordinario dei meccanici, Schumacher si ritrovò in testa.

A 13 giri dalla fine tutto era ancora in gioco. La voglia di rivalsa però fu più forte anche della McLaren. Hakkinen secondo, Schumacher primo.

8 Ottobre 2000, la Ferrari torna a vincere il titolo mondiale.

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