Ayrton Senna, i 3 momenti più iconici in vista di Imola

Ayrton Senna, i 3 momenti più iconici in vista di Imola

Ci siamo, il Gran Premio di Imola è alle porte. Tutti i Team sognano una vittoria in questo circuito dalla storia dolce amara. Quello stesso circuito che, una domenica di 27 anni fa, tolse la vita ad uno dei più grandi piloti di sempre: Ayrton Senna.

Per accogliere il primo GP italiano della stagione, Coast2coast ha deciso di celebrare la memoria del campione brasiliano. Non racconteremo però, come si è soliti fare, il tragico incidente del ’94 che coinvolse l’allora pilota Williams. Crediamo che, per parlare di un pilota così grande, sia necessario narrare cosa di grande ha fatto durante la propria carriera: ecco a voi i tre momenti più iconici di “Magic”.

QUALIFICHE – MONACO, MONTECARLO 1988

Nel 1988 Ayrton Senna è alla sua quinta stagione di Formula 1 e alla prima esperienza in McLaren. L’amore del brasiliano per il circuito di Montecarlo non è mai stato un segreto. Nessuno però si sarebbe mai aspettato un tale dominio.

Il numero 12 della McLaren, infatti, guidò magistralmente e il risultato fu scontato: pole position con un tempo di 1’23”998. Il vero e proprio dominio del brasiliano però, più che nel tempo in sé, risiede nel distacco dalla seconda posizione: +1”427. Un numero impressionante, un tempo infinito in uno sport come la Formula 1, specie se il secondo arrivato, un certo Alain Prost, corre ad armi pari.

Una qualifica che gli appassionati di Formula 1 fanno fatica a dimenticare. Una qualifica arrivata per uno “stato di grazia”, come lo stesso Ayrton Senna ha dichiarato: “Improvvisamente mi sono reso conto che non stavo più guidando l’auto consapevolmente…la guidavo come d’istinto”.

GARA – INTERLAGOS, BRASILE 1991

Il Gran Premio di casa sembra indirizzarsi subito sulla strada giusta per Ayrton Senna. Nei primi giri infatti, riesce ad incrementare il suo vantaggio fino ad un margine di 3 secondi. Nigel Mansell però non ci sta e tenta la rimonta, portandosi pericolosamente vicino alla McLaren di Senna.

Il corpo a corpo non dura molto: l’inglese, per problemi al pit stop, rientrerà in pista 14o, permettendo al brasiliano di far respirare la sua vettura. Il pilota Williams però va all’attacco e recupera terreno fino a quando, per colpa di una foratura, dovrà fermarsi nuovamente ai box. La strada per la vittoria del brasiliano sembrava essere spianata, ma il GP del Brasile non voleva saperne di essere meno spettacolare di quanto non lo fosse stato fino a quel momento.

Comincia infatti un vero e proprio incubo per Ayrton Senna. Al 60o giro il cambio della sua McLaren si rompe, perdendo prima la 4a marcia e rimanendo poi con solamente la 6a marcia disponibile. “Magic” era chiamato a dimostrare di essere un vero campione. E così fece. Gli ultimi giri del GP Senna li corse tutti in sesta, con la macchina che nelle curve più lente rischiava addirittura di fermarsi.

Guidare in quelle condizioni rese talmente esausto Senna, che fu accompagnato da un’auto medica ai box. Una volta arrivato sul podio poi, fece addirittura fatica a sollevare il trofeo appena conquistato.

GARA – Donington, REGNO UNITO 1993

L’11 aprile 1993 si corre sul circuito di Donington Park il Gran Premio d’Europa. La Williams, dopo un’ottima qualifica, vede scattare i propri piloti, Alain Prost e Damon Hill, dalle prime due posizioni. Senna parte invece quarto, con un giovane Michael Schumacher pronto a scattare proprio davanti a lui.

Il weekend di gara sembrava essere all’insegna dei colori Williams-Renault, ma ci pensò la pioggia a cambiare le carte in tavola. Al via le Williams riescono a mantenere le proprie posizioni, con Senna che soffre un pattinamento alle ruote posteriori. Subito però si mette all’inseguimento degli avversari, riuscendo, in un unico giro, da molti considerato il più bello della storia della F1, a raggiungere la prima posizione e guadagnare 4″2. Al secondo passaggio il vantaggio è di 6″7.

Da qui in poi è un continuo susseguirsi di intense emozioni. La situazione metereologica su Donington Park vede alternarsi leggere schiarite a veri e propri acquazzoni che durano però soltanto pochi minuti. Così i piloti sono costretti a continui cambi gomme e la prima posizione resta in bilico fino al 39o giro. Senna, il mago della pioggia, comincia a guadagnare sempre più terreno e non si ferma più, tanto che vincerà il GP doppiando addirittura Alain Prost, giunto terzo alla bandiera a scacchi.

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