Correre rischiando la vita o rischiare la vita per correre?

Correre rischiando la vita o rischiare la vita per correre?

Correre rischiando la vita o rischiare la vita per correre? Questo è il dilemma”. Così immaginiamo il dubbio amletico, in chiave sportiva, di William Shakespeare.

IL TWEET

Vi starete ora chiedendo in che modo si arrivi ad interrogarsi su un tema così delicato. La risposta, al contrario di quanto si possa pensare, è molto semplice. Tutto nasce da una provocazione lanciata da Vittorio Sgarbi su Twitter.

Questo il Tweet in questione

Parole dure quelle di Sgarbi, difficilmente comprensibili dagli appassionati. Nessuno mette in dubbio la sua conoscenza e le sue capacità di critico d’arte, qui però si va oltre il sapere. È forse il sentirsi in dovere di commentare ad ogni costo un fatto di cronaca che neppure rientra all’interno del campo trattato da Sgarbi stesso.

Certo, quando un ragazzo di 19 anni perde la vita in pista, il dubbio viene. Bisogna però sempre chiedersi il perché delle cose. Interroghiamoci sul perché Jason Dupasquier, consapevole di rischiare la propria vita ad ogni curva, sfrecciava a quasi 300km/h sulla propria moto.

INSEGUIRE I PROPRI SOGNI

Jason Dupasquier stava facendo ciò che più amava. Era disposto a rischiare la vita per raggiungere il proprio sogno. E come ha detto lo stesso Valentino Rossi: “Forse però il miglior modo di onorare e ricordare un altro pilota è proprio correre e cercare di dare il massimo” [via Instagram].

Ed è proprio così. Da fuori può sembrare da folli, da persone impulsive che non si rendono nemmeno conto del pericolo che corrono, quando invece è proprio il contrario. Già, perché i piloti sanno bene a cosa potrebbero andare incontro, eppure lo fanno lo stesso. Sembra, e forse è, un controsenso, ma quella sensazione che ti dà il correre “on the edge” è impagabile.

Chi non ci ha mai provato non sa e non potrà sapere fino a che non lo sente sulla propria pelle. Perché è proprio quando sei al limite, sul filo del rasoio, che puoi dire di aver veramente vissuto. Ciao Jason, riposa in pace nel paradiso della MotoGP.

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