Quando la Formula Uno incontra i libri: Suite 200 di Giorgio Terruzzi

Quando la Formula Uno incontra i libri: Suite 200 di Giorgio Terruzzi

Raccontare del mito di Ayrton Senna è un’impresa ardua perché sul pilota brasiliano si è scritto e detto tanto, tantissimo. Con Suite 200, edito da 66thand2nd, Giorgio Terruzzi ci prova a modo suo, immergendo il lettore nell’ultima notte di Ayrton, quella prima del maledetto Gran Premio di Imola del 1° maggio 1994.

hotel castello di san pietro terme

Il racconto di Giorgio Terruzzi parte e si sviluppa nella Suite 200 dell’Hotel Castello di San Pietro Terme, quello dove Ayrton trascorse l’ultima notte della sua vita. Una notte in cui il giornalista sportivo immagina Senna nel pieno di quello che si potrebbe definire un processo psicanalitico.

Il pilota rivive ogni aspetto della sua vita. Gli esordi sui kart, le prime volte in Formula Uno, i mondiali vinti, ma non solo. Nei suoi 34 anni di vita ci sono storie di amori travagliati, storie familiari e personali che partecipano al bagaglio emozionale dell’uomo. Sì, l’uomo, che viene prima del pilota. L’uomo che, tra pregi e difetti, ha conquistato i tifosi e il popolo brasiliano, diventando un simbolo di rinascita.

qualcosa si è rotto

Terruzzi scrive e narra di un Senna per cui era tempo di bilanci, di riflessioni sul futuro, senza dimenticare il passato. Il passato, già. Quello più prossimo, quello della morte del giovane Ratzenberger del giorno prima e dell’incidente quasi letale di Rubens Barrichello.

Sono eventi che lasciano un segno in Ayrton, consapevole, secondo la penna di Terruzzi, che qualcosa non stesse andando nel verso giusto. Qualcosa si era rotto e i dubbi si mischiano in una notte insonne, ossessionate e tormentata con le parole del giorno prima del dottor Sid Wilkins: “Ascolta Ayrton, sei il pilota più veloce del mondo, hai già vinto tutto, perché non ti ritiri e andiamo a pescare insieme?”. Già, perché?

i lati oscuri, prost, dio

Il libro di Terruzzi è ben lontano dall’essere un elogio di Senna. È un’analisi anche dei lati più oscuri del carattere del pilota, passati in rassegna insieme ai ricordi e alle emozioni. Le storie d’amore finite male, la voglia di vincere che lo ha portato persino a speronare Prost a Suzuka nel 1990. E poi ancora il suo percorso di fede e il suo rapporto con Dio, fondamentale per capire l’uomo, il pilota, “l’iradiddio” per citare Terruzzi.

Non si sa se quello che racconta Terruzzi sia successo o no ed è lo stesso autore ad affermarlo: “Forse, in quella suite, non è accaduto niente del genere. O forse è andata proprio così“. Sta di fatto che Ayrton Senna, in quel periodo, era realmente giunto in un momento particolare della sua vita, colmo di incertezze e di dubbi sul futuro. Dubbi in linea con un uomo sempre alla ricerca del senso della vita.

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