Francesco Baracca, il “designer” del cavallino rampante

Francesco Baracca, il “designer” del cavallino rampante

È conoscenza di molti la storia della Scuderia Ferrari, la squadra corse che fu fondata nel 1929 da Enzo Ferrari. Al contrario, sono poche le persone a conoscere la storia che si cela dietro al “cavallino rampante”. Il celebre logo, prima di essere simbolo delle vetture Ferrari, fu usato da un asso dell’aviazione: Francesco Baracca.

L’ASSO DEL VOLO

Francesco Baracca nacque nel 1888 in un piccolo paesino in Provincia di Ravenna, Lugo. Terminati gli studi, svoltisi tra le città di Lugo e Firenze, il giovane Francesco scelse la carriera militare. Baracca dimostrò fin da subito di essere in gamba, anche a cavallo, tanto che vinse il concorso ippico di Tor di Quinto.

La vera vocazione di Baracca però, erano gli aeroplani. Nel 1912 assisté ad una esercitazione di volo e lì decise di voler entrare a far parte dell’aviazione. Fu l’inizio di una scalata che lo portò ad entrare nell’Albo degli Assi e ad ottenere quattro medaglie al valor militare. Tante, tantissime, le battaglie vinte da Baracca: i registri dell’epoca riportano 34 vittorie su 63 combattimenti.

Ciò che contribuì a far entrare ancor più nella storia il personaggio di Francesco Baracca, fu il simbolo da lui utilizzato durante i suoi combattimenti. Un cavallino che si alza sulle proprie zampe posteriori, un vero e proprio “cavallino rampante”.

UN SIMBOLO, DUE LEGGENDE

Le origini del cavallino rampante di Baracca sono avvolte nel mistero e la storia ci ha consegnato due tesi differenti.

La prima tesi, quella forse più accreditata, narra di come Francesco Baracca volle dipingere sul proprio aereo lo stesso cavallo presente sullo stemma del  2º Reggimento cavalleria “Piemonte Reale”. Un cavallo argenteo su sfondo rosso in origine, tramutato in un un cavallo rosso sul proprio aereo. Solo in seguito alla morte dell’aviatore, avvenuta in un combattimento aereo nel 1918, il cavallo divenne nero in segno di lutto.

La seconda tesi tramanda invece un’usanza in voga tra gli aviatori di quegli anni. In particolare, un aviatore diventava un “asso” solo dopo aver abbattuto il quinto aeroplano della propria carriera. Baracca quindi, avrebbe fatto dipingere sul proprio aereo il simbolo visto sull’aereo tedesco da lui abbattuto. Un “Aviatik” contraddistinto dallo stemma di Stoccarda: uno scudo con un cavallino rampante al suo interno.

DALL’AVIAZIONE ALLE CORSE IN MACCHINA

La Grande Guerra è ormai giunta al termine e l’Italia sta cercando di rialzarsi attraverso una ripresa economica. In questo scenario post-bellico, un giovane imprenditore appassionato di auto cerca di muovere i primi passi nel Motorsport. Il giovane in questione è Enzo Ferrari.

Lo stesso Ferrari, nel 1923, a colloquio con la mamma di Baracca, chiese il permesso di utilizzare il cavallino rampante del figlio. La madre dell’ormai scomparso aviatore non solo diede il proprio benestare, ma disse anche che se l’avesse utilizzato gli avrebbe portato fortuna.

Così, Enzo Ferrari, modificando lo sfondo, ora giallo in onore della città di Modena, e la posizione della coda del cavallo, fondò la Scuderia Ferrari, la scuderia di corse più vincente della storia.

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