Materiali compositi a memoria di forma, il caso RedBull – F1

Materiali compositi a memoria di forma, il caso RedBull – F1

Hamilton vs Verstappen. Mercedes vs Redbull. Già, quest’anno il duello, che oseremmo dire infuocato, per la lotta al titolo iridato, non avviene soltanto in pista ma anche nel paddock. L’ultimo GP di F1 disputatosi in terra iberica si è concluso con il Caso Redbull. Tutto è nato quando il pilota della Mercedes Lewis Hamilton ha denunciato l’ala flessibile della Red Bull di Max Verstappen. Si riaccendono così le polemiche riguardo l’utilizzo dei materiali compositi a memoria di forma. Finita sotto l’occhio del ciclone è la RB16-B. Oggi cercheremo di fare luce su queste tematiche.

COME FUNZIONA UN’ALA FLESSIBILE

Per capire il funzionamento di un’ala flessibile bisogna concentrare l’attenzione verso il retrotreno della monoposto. L’oggetto sotto la lente di ingrandimento riguarda l’alettone posteriore. Quest’ultimo, nel caso della Redbull, flette nei rettilinei (a causa della pressione dell’aria) riducendo la resistenza all’avanzamento migliorando la velocità di punta. In frenata tornerà nella posizione ‘originale’ per assicurare massima deportanza e ripristinando il carico aereodinamico aumentando l’aderenza in curva.

Ed è qui che entra in gioco il progresso tecnologico per quanto concerne lo studio dei materiali. Già, perché un semplice alettone in qualsivoglia lega metallica, soggetta ad una flessione precedentemente descritta, potrebbe plasticizzare. In altre parole, una volta flesso, si deforma plasticamente e non torna alla posizione ‘originale’. Tutto ciò invece viene reso possibile nelle monoposto odierne grazie all’utilizzo di materiali compositi a memoria di forma.

MATERIALI A MEMORIA DI FORMA, COSA SONO?

Con il termine materiali a memoria di forma (SMA) si indicano tutte quelle leghe che hanno la capacità di ‘ricordare’ la forma originaria dopo aver subito deformazioni anche in campo plastico. Questo può avvenire in due modi:

1. Se deformate meccanicamente al di sotto di una certa temperatura, le SMA sono in grado di recuperare tutta o parte della deformazione inelastica (a seconda della deformazione massima raggiunta) se opportunamente riscaldate. Questo é il cosiddetto effetto a memoria di forma (SME, Shape Memory Effect)

2. Se deformate meccanicamente al di sopra di una certa temperatura, rimuovendo la causa della deformazione, le SMA ritornano alla configurazione precedente la deformazione. Questa è la cosiddetta superelasticità (SE, Super Elasticity).

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