Sorprese e storie dalla prima settimana di Tokyo 2020

Sorprese e storie dalla prima settimana di Tokyo 2020

Com’è bello finalmente godersi le gare olimpiche? Ogni giorno appassionarsi a uno sport diverso davanti alla televisione facendo il tifo per gli atleti azzurri. Allo stesso tempo, appassionarsi alle storie migliori che, sempre, i Giochi Olimpici regalano. Andiamo a scoprire alcune sorprese e storie della prima settimana di Tokyo 2020.

Sorprese a Tokyo 2020

Non è facile scegliere solo alcune delle sorprese di Tokyo 2020. Come è prassi a un’Olimpiade, sono state già moltissime in appena una settimana. Sicuramente è difficile trovare un risultato così inatteso come quello che si è consumato nei 400 stile libero. In una gara in cui si aspettavano l’australiano McLoughlin o il nostro Gabriele Detti, dall’ottava corsia è spuntato dal nulla il 18enne tunisino Ahmed Hafanoui. Il giovane nordafricano ha realizzato un autentico upset, tanto da non crederci neanche lui. Ahmed, pur non avendo mai registrato risultati internazionali di peso nelle categorie giovanili, ha sbancato a Tokyo e si è messo al collo l’oro olimpico. L’emozione e l’incredulità del nuotatore, e del suo allenatore, hanno fatto il giro del mondo. Stella o meteora?

Come seconda tra le sorprese di Tokyo 2020, vogliamo premiare un’impresa storica che tre ragazze hanno firmato nella gara di Mountain Bike. Tre atlete che provengono tutte dalla Svizzera, firmando una leggendaria tripletta. Il paese elvetico ha sempre avuto una grande tradizione in questa disciplina, tanto che anche nella gara maschile era arrivato un argento e un quarto posto. Quello che è successo il giorno dopo, ha dell’imponderabile. Parte la gara e subito Jolanda Neff va in fuga con una prova di forza incontenibile: per sette giri la rossocrociata rimane in solitaria e vince con oltre un minuto di vantaggio. Dietro di lei, un gruppetto di contendenti al podio: tra cui le le due compagne di squadra di Neff. Saranno proprio loro a fare l’azione decisiva: Sina Frei e Lisa Indegard staccano la concorrenza e, in coppia, disputano tutta la gara, andando a completare una tripletta dal sapore mitico.

Passiamo al ciclismo su strada femminile. La gara, alla vigilia, aveva una chiara favorita che rispondeva al nome dell’olandese Annemiek Van Vleuten, dominatrice della scena mondiale femminile degli ultimi cinque anni. L’austriaca Anna Kiesenhofer, 30 anni, nonostante fosse stata in gioventù un’autentica promessa della disciplina, non è mai stata in grado di rispettare le attese. Tanto che si è dedicata moltissimo alla carriera accademica. Sì, Anna Kiesenhofer, dopo essersi laureata in matematica a Vienna, ha ottenuto un master a Cambridge e svolto un dottorato a Badalona, oggi seguito da ulteriori studi all’Università di Losanna. Nella tarda mattinata di Tokyo, Kiesenhofer è partita in fuga al km 1, insieme ad altre atlete. L’attendismo del gruppo delle migliori e la sua forma eccezionale, hanno fatto sì che l’austriaca abbia staccato le sue compagne e si sia involata in un’ulteriore fuga di circa 35 km. Una pedalata in solitaria verso la gloria olimpica.

Sorprese a Tokyo 2020: gli italiani

Per chi segue abitualmente il taekwondo, non si può dire che lo straordinario oro di Vito Dell’Aquila nel primo giorno di Giochi sia stato una sorpresa. Il 20enne pugliese, infatti, era uno dei favoriti per la vittoria finale, come testimoniava anche il numero della sua testa di serie: la numero 2. Un torneo dominato dall’inizio alla fine che ha regalato all’Italia il metallo più pesante per la seconda volta nella storia di questa disciplina. Quello che hanno fatto Federica Cesarini e Valentina Rodini nel doppio pesi leggeri di canottaggio, è stato favoloso. Record del mondo in semifinale e finale conclusa con una rimonta al cardiopalma che ha regalato il primo oro olimpico della storia italiana (e la prima medaglia) al movimento femminile.

Tra le altre medaglie, quella più sorprendente è stata quella della judoka Maria Centracchio che, pur con un alto numero di ingresso nel tabellone, ha saputo conquistare un bronzo che sa di oro. Bravissima, la molisana, a non perdere la testa dopo la sconfitta in semifinale. Bellissime, le lacrime di gioia nel post gara. Per non parlare di Gregorio Paltrinieri, quasi abbattuto da una mononucleosi a un mese dai Giochi, che va a prendersi un argento favoloso negli 800 stile libero.

Le Olimpiadi, per fortuna, sono appena iniziate ma le storie da copertina sono già molte. Questo è il bello dei Giochi, questo è il bello dello sport!

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