La storia della settimana: il caso Kerrigan-Harding

La storia della settimana: il caso Kerrigan-Harding

L’aggressione ai danni di Nancy Kerrigan, deliberatamente finalizzata a stroncarne la carriera, rappresenta una delle pagine più vergognose della storia del pattinaggio su ghiaccio.

Un episodio riprovevole

Lo sport, come abbiamo visto nella puntata precedente di questa rubrica, sa regalare un sorriso e un attimo di gioia anche nei momenti più tragici. Tuttavia, non possiamo ricordare solo gli avvenimenti positivi. Oggi ripercorriamo dunque la storia dell’Epifania più nera dal punto di vista sportivo. Quella del 1994, che vide tristemente coinvolta la pattinatrice su ghiaccio statunitense Nancy Kerrigan, aggredita con la connivenza (se non con la complicità) della collega, connazionale e rivale Tonya Harding.

L’antefatto: 1991-93

Prima di raccontare quanto avvenuto in quel tremendo 6 gennaio, però, bisogna conoscere il background delle due atlete. La Kerrigan nasce nel 1969 in Massachusetts, sulla West Coast. La Harding viene al mondo appena un anno dopo, in Oregon, esattamente dall’altra parte del paese. Proprio per questa differenza minima di età le due si incontreranno più volte in carriera, sia come avversarie nel campionato statunitense, sia come compagne di squadra nella propria rappresentativa nazionale.

Il 1991 è l’anno della consacrazione per entrambe. La Kerrigan conquista il bronzo nel Mondiale di pattinaggio di figura e il terzo posto nel campionato nazionale di pattinaggio, mentre la Harding ottiene l’argento mondiale e vince la competizione USA. Soprattutto, effettua una sensazionale triple axel jump, che, per chi non ne capisse nulla di pattinaggio, è un’acrobazia spettacolare riuscita solo ad un’altra donna prima di Tonya.

La rappresentativa americana capisce di avere a disposizione una grande coppia, con cui provare a conquistare più medaglie nelle Olimpiadi invernali del 1992 e del 1994. Un’occasione unica, dal momento che le due edizioni per la prima (e finora ultima) volta si disputano a distanza di soli due anni l’una dall’altra. Il motivo è semplice: fino al 1992 i giochi invernali si tenevano negli stessi anni di quelli estivi, dal 1994 i due tornei verranno sfalsati secondo il calendario in vigore ancora ai giorni nostri.

La realtà si rivela ben diversa dalle aspettative statunitensi. Nancy Kerrigan in effetti fa un’ottima figura in tutte le competizioni disputate nel 1992, comprese le Olimpiadi invernali di Francia, in cui conquista un ottimo bronzo. Tonya Harding però dimostra un rendimento a dir poco sottotono, peggiorando tutti i piazzamenti rispetto all’anno prima e rimanendo appena fuori dal podio nel torneo olimpico. Più che per i risultati sportivi si mette in luce per le sue turbolente vicende extra-sportive, tra cui una minaccia di pestaggio con mazza da baseball durante un litigio con un motociclista. Il 1993 conferma i trend divergenti delle due atlete. La Kerrigan vince il campionato statunitense, mentre la Harding non arriva neppure tra le prime tre.

La vergogna del 6 gennaio

Eccoci dunque al fatidico 6 gennaio del 1994. Formalmente le due atlete si stanno preparando per il campionato nazionale. In realtà il focus è posto sulle Olimpiadi di Lillehammer (Norvegia), distanti poco più di un mese. L’allenamento per le due atlete entra dunque nel vivo. Nancy Kerrigan, secondo i media internazionali, rientra nel novero delle favorite per la medaglia d’oro. Tonya Harding parte appena indietro nell’immaginaria griglia di partenza, ma può sempre sorprendere con le sue indiscutibili qualità.

Accade però l’impronosticabile. La Kerrigan, conclusa la sessione di allenamento pomeridiana dell’Epifania, si dirige verso gli spogliatoi del palazzetto. Lungo il corridoio incontra un uomo, che estrae velocemente un manganello antisommossa e lo abbatte con violenza inaudita sul ginocchio destro della pattinatrice. Le telecamere si precipitano nel tunnel, riuscendo però a riprendere solo le grida strazianti di Nancy che, miracolosamente, riporta solo una forte contusione. I medici affermano che per pochi centimetri ha rischiato di non poter più camminare.

Chiaramente la Kerrigan è impossibilitata a prendere parte ai campionati nazionali, che hanno luogo pochi giorni dopo e vengono vinti da Tonya Harding. Normalmente una bella figura nel torneo statunitense sarebbe stata conditio sine qua non per la convocazione nella rappresentanza olimpica, ma il recupero di Nancy è rapido ai limiti del miracoloso e convince i selezionatori a fare uno strappo alla consuetudine. I fatti daranno ragione a questo azzardo, poiché la Kerrigan riesce a conquistare un’ormai insperata medaglia d’argento a Lillehammer. Forse avrebbe meritato qualcosa in più, a giudicare dalle polemiche sorte per l’assegnazione dell’oro, ma tutto sommato il risultato è più che positivo. Quanto alla Harding, una prestazione nervosa e ricca di errori la relega ad un deludente ottavo posto.

Indagini e sentenze

Non è difficile comprendere i turbamenti di Tonya. Già prima della partenza per la Norvegia, si fa largo l’ipotesi di un suo possibile coinvolgimento nell’aggressione alla connazionale. L’FBI prende il controllo dell’intera indagine. Vista la gravità della situazione, la federazione di pattinaggio statunitense valuta anche la non convocazione alle Olimpiadi per la Harding. Che alla fine parte ugualmente, perché minaccia una causa dal valore potenzialmente milionario, nel caso dovesse avere ragione.

Già a marzo, poco dopo la fine del torneo olimpico invernale, il quadro dell’imboscata viene delineato in maniera praticamente certa. Ad ingaggiare il sicario armato di manganello è stato l’ex marito della Harding, il quale ha promesso oltre 6000 dollari in cambio della rottura del ginocchio per la rivale dell’ex moglie. Tonya dal canto suo non è stata mandante né esistono prove del suo coinvolgimento diretto, ma probabilmente sapeva dell’imboscata e aveva fornito informazioni utili per l’aggressione.

La Harding stessa decide di patteggiare una multa da 160.000 dollari. Probabilmente, quest’implicita ammissione di colpa contribuisce alla decisione della federazione di pattinaggio USA di revocarle il titolo nazionale appena vinto e comminarle una pesante squalifica. Tonya non disputerà più una gara, così come la Kerrigan, che si ritira appena dopo le Olimpiadi. Cala così il sipario su una delle vicende più riprovevoli della storia dello sport recente.

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