Djokovic fa 19 e bissa gli slam con un altro Grande obiettivo nel mirino

Djokovic fa 19 e bissa gli slam con un altro Grande obiettivo nel mirino

Novak Djokovic vince per la 2° volta il Roland Garros battendo Stefanos Tsitsipas per 6-7 2-6 6-3 6-2 6-4 e centra il 19° slam, -1 dai suoi eterni rivali Rafael Nadal e Roger Federer.

IL CAMMINO NEI PRIMI TURNI

Dopo aver superato agevolmente i primi turni disponendo di Sandgren, Cuevas e Berankis, ben più di un grattacapo si rivela il nostro Lorenzo Musetti. Il giovanissimo azzurro riesce a portarsi in vantaggio di 2 set a 0 contro il n. 1 al mondo sciorinando un tennis tanto bello quanto efficace prima di spegnersi fisicamente e mentalmente (6-7 6-7 6-1 6-0 4-0 rit.).

QUARTI VS BERRETTINI

Dopo il match degli ottavi, ai quarti affronta un altro italiano, Matteo Berrettini. Per avere la meglio del n. 9 del mondo, il serbo alza il livello, con l’azzurro inerme per 2 set. Nel 3° parziale Matteo esercita il massimo sforzo spuntando il set al tie break. Il 4° set mantiene l’equilibrio fino al 5 pari quando Novak dà l’allungo definitivo (6-3 6-2 6-7 7-5).

SEMIFINALE VS NADAL

Ad attenderlo in semifinale il padrone assoluto del torneo, Rafa Nadal. Lo spagnolo, 13 volte campione a Parigi, aveva fatto segnare l’ennesimo record (105 match vinti) staccando il primato di successi in uno stesso slam detenuto fin lì da Federer con 102 agli Australian Open.

Era il 58° confronto diretto tra i 2, con il serbo avanti 29-28 ma in svantaggio 7-19 su terra rossa e 1-7 nelle sfide agli Internazionali di Francia. L’inizio è un monologo maiorchino, con Nole sotto 0-5, ma il serbo carbura come un diesel. Perso il primo set 6-3, a partire dal 2° parziale inizia una nuova partita. Novak più solido, Nadal in difficoltà al servizio e cede 6-3 il 2° set. Il 3° parziale vede continui ribaltamenti di fronti con break e contro-break. Al tie break la spunta Novak, 2 set a 1 dopo 3 ore e 30 di battaglia.

Ad inizio 4° il pubblico non vuole abbandonare gli spalti e riesce ad ottenere una deroga al coprifuoco. Nadal dopo aver strappato il servizio capitola e Djokovic vince 3-6 6-3 7-6 6-2. Per il maiorchino è la 3° sconfitta (su 108 match!) a Parigi.

FINALE VS TSITSIPAS

L’ultimo ostacolo verso la coppa dei moschettieri è il greco Stefanos Tsitsipas. Il n. 5 del mondo alla sua 1° finale slam al termine di una stagione sul rosso di assoluto livello con i successi a Montecarlo e Lione. Per Nole, invece, la 29° finale major (meglio solo Federer con 31), la 6° al French Open.

I primi game sono interlocutori e seguono i servizi. Il primo sussulto si ha nel 10° game in cui Tsitsipas arriva al set point, prontamente cancellato da Djokovic. Nel game successivo il greco perde la battuta, Nole serve per il 1° set ma subisce il controbreak. Al tie break “Tsitsi” sale 4-0, poi 5-2 e la spunta per 8-6 annullando un set point.

Djokovic accusa il colpo, si ritrova 0-40 in avvio di 2° set e cede la battuta. Il campione serbo non riesce ad essere pericoloso in risposta, sembra sempre più in difficoltà e subisce un altro break nel 7° game. Tsitsipas ringrazia, chiude il parziale per 6-2 e sale 2 set a 0.

Stanco per la battaglia con Nadal tutto lascia presagire la disfatta serba e il primo alloro greco. Il serbo, però, rimane incollato al match e ritrova energie fisiche e mentali. Contemporaneamente Tsitsipas accusa un problema fisico e perde il servizio nel 4° game. I game successivi scivolano fino al logico 6-3 per Novak.

Nel 4° set ci si aspetta un ritorno di fiamma greco e invece si assiste al dominio di Nole. Il campionissimo serbo chiude sul 6-2. Per la prima volta dal 2004 (Gaudio vs Coria) una finale del Roland Garros si decide al quinto e decisivo set.

Tsitsipas prova ad aggrapparsi al servizio ma Djokovic si assicura un break di vantaggio ed ha 2 possibilità di ottenerne un altro. Djokovic chiude ottenendo uno dei più importanti trionfi in carriera rimontando 2 set di svantaggio (6-7 2-6 6-3 6-2 6-4).

DJOKOVIC 19 SLAM, -1 DA NADAL E FEDERER

19° Slam, 1 in meno di Nadal e Federer. Successo fondamentale per la rincorsa al record. Il Roland Garros era la roccaforte di Nadal, 13 successi in 16 partecipazioni; dopo Roma la soluzione più logica post RG era vedere Nadal a 21 slam con il serbo a -3. Il trionfo nel torneo parigino di fatto rende Djokovic favoritissimo per scavalcare i suoi eterni rivali. Il serbo partirà favorito nei prossimi slam con ottime chance di pareggiare i conti nei prossimi mesi, aggancio che avrebbe potuto raggiungere già nel 2020 se non fosse stato per la pallata alla giudice di linea e per la cancellazione di Wimbledon.

DJOKOVIC PUò REALIZZARE IL GRANDE SLAM ?

Ma Djokovic potrebbe andare oltre, l’obiettivo ormai non più nascosto è il Grande Slam. È appena a metà strada, 2 su 4, ma ipotizzarlo vincitore a Wimbledon e Us Open non è fantascienza. Su erba e cemento Djokovic è il favorito, ciò non significa vittoria automatica, ma avversari in grado di metterlo in difficoltà non ce ne sono molti. Ora come ora, il principale rivale è se stesso.

Nel 2016 dopo il Career Grande Slam il serbo mostrò appagamento e per quasi 2 anni non riuscì a ritrovare il suo tennis. La situazione allora però era diversa, la vittoria al RG era una liberazione dopo un inseguimento durato anni. Ora il complesso non c’è più, è difficile pensare ad un rilassamento, anzi probabilmente cercherà di dare tutto se stesso per gli altri 2 slam stagionali e per l’appuntamento di Tokyo che potrebbe consegnargli il Golden Slam riuscito solo a Steffi Graff nel 1988.

Sull’erba solo qualche bombardiere in stato di grazia o un Federer deluxe (ma gli servirebbe una DeLorean o qualche pozione ringiovanente) potrebbe fermarlo. Nadal, non al meglio fisicamente, salterà i Championships conscio di non avere chance, a maggior ragione quest’anno in cui solo 2 settimane separano il Roland Garros dallo slam londinese. Le nuove leve (Medvedev, Tsitsipas, Thiem) non hanno nell’erba la loro migliore superficie o sono alle prime esperienza con i prati inglesi. D’altronde la statistica parla chiaro, delle prime 8 teste di serie a Londra solo il serbo e lo svizzero hanno raggiunto i quarti di finale all’All England Club. Sul cemento ci sono più giocatori in grado di impensierirlo (Medvedev, Zverev, Tsitsipas, Rublev, etc). Il cemento ricopre di fatto il 70% del circuito, dunque i pericoli sono maggiori, ma Nole rimane comunque il favorito. Certo, se dovesse presentarsi agli Us Open con il 6° Wimbledon in bacheca l’incognita potrebbe presentarsi dal punto di vista mentale come Serena Williams nel 2015, battuta a New York da Roberta Vinci e prima ancora dalla pressione.

DOUBLE CAREER GRANDE SLAM, DJOKOVIC UNICO NELL’ERA OPEN

Battendo Tsitsipas il serbo nel suo palmares può vantare il Double Career Grande Slam, ossia la conquista di almeno 2 titoli nelle 4 prove del Grande Slam. Si tratta di un risultato di assoluto rilievo nella storia del tennis. Solo 2 tennisti prima di Djokovic avevano centrato un simile traguardo, Rod Laver e Roy Emerson. Per entrambi peso notevole ebbe la separazione dilettanti-professionisti. Il primo con la conquista del Grande Slam tra i dilettanti nel 1962 e quello in era Open nel 1969, il secondo beneficiando del passaggio tra i professionisti dei più forti giocatori dell’epoca. Novak, dunque, è il 1° a riuscirci interamente nell’era open, nemmeno Nadal e Federer hanno fatto tanto.

Federer e Nadal, infatti, sono fermi rispettivamente ad 1 titolo al Roland Garros ed agli Australian Open. Un 2° slam australiano per Nadal appare difficile, ai limiti dell’impossibilità il bis svizzero in Francia. Entrambi, oltre all’unico titolo, hanno raccolto 4 sconfitte in finale nello slam meno congeniale. Nadal non è riuscito a bissare il titolo del 2009 perdendo 4 finali di cui 2 al 5° set (vs Djokovic 2012 e Federer 2017) ed una per problemi alla schiena (vs Wawrinka 2014). Lo svizzero dopo il titolo nel 2009 non è mai andato realmente vicino ad un 2° titolo, nel 2011 arrivò in finale ma si arrese in 4 set.

COMPARAZIONE CARRIERE, DJOKOVIC INSEGUE FEDERER E NADAL NEI TORNEI DEL GRANDE SLAM, MA è AVANTI IN TUTTO IL RESTO

Il serbo per ora ha 1 slam in meno della coppia svizzero-iberica, ma prendendo in esame le carriere nel complesso è ormai impossibile considerarlo un gradino sotto. Oltre al double career grande slam, il serbo detiene il record di settimane in cima al ranking, ha già 1 anno in più al n.1 (6 vs 5) con buone possibilità di chiudere per la 7° volta. Oltre a ciò, può vantare il Non Calendar Year Grande Slam (la vittoria di 4 slam consecutivi non nello stesso anno solare) con i successi tra Wimbledon 2015 e Roland Garros 2016 e il Double Career Masters 1000 avendo vinto almeno 2 volte tutti i titoli della categoria.

Il palmares del serbo è senza dubbio il più completo nella storia, ha vinto almeno 2 volte tutti i più importanti tornei. Nel suo palmares manca solo l’oro olimpico, che nel tennis conta molto meno rispetto ad altri sport, mentre Federer non può annoverare Montecarlo e Roma e Nadal Miami, Bercy e le ATP Finals.

Se il serbo insegue i rivali come titoli complessivi (103 Roger, 88 Rafa, 84 Novak), andando a pesarne il valore, la classifica si ribalta, Djokovic ha 60 big titles (slam+atpfinals+masters1000+olympics) contro i 57 di Nadal e 54 di Federer, che lo superano numericamente grazie al maggior numero di tornei “minori” (ATP500 e ATP250).

Anche i confronti diretti sorridono al serbo (30-28 vs Nadal e 27-23 vs Federer) con una prevalenza ancora più netta dal 2011 in avanti, 23-12 vs lo spagnolo e 21-10 vs lo svizzero. Novak, inoltre, può vantare di essere l’unico in grado di battere 2 volte lo spagnolo a Parigi e 3 lo svizzero a Londra.

Non abbiamo la palla di cristallo, ma considerato che il campione di Belgrado è il più versatile dei 3 potendo vincere su tutte le superfici, il più integro fisicamente e il migliore mentalmente, è logico ipotizzare che nei prossimi 2-3 anni potrebbe incrementare ulteriormente il suo bottino ben più di quanto possano fare Nadal e Federer.

CURIOSITÀ STATISTICHE

– Per la 22° volta nella storia, la 5° a Parigi, un tennista vince una finale Slam recuperando sotto 2 set a 0.

– Il serbo, che in passato aveva vinto 2 Slam annullando match point a Roger Federer (Us Open 2011 e Wimbledon 2019), questa volta si è superato rimontando 2 volte dopo essere stato in svantaggio di 2 set (Musetti e Tsitsipas). Nella storia degli Slam era accaduto soltanto a Bob Wrenn (Us Open 1896) ed Henry Cochet a Wimbledon 1927 (che di rimonte ne fece 3, nei quarti con Hunter, in semifinale con Tilden e in finale con il connazionale Borotra annullando 6 match point);

– Sfatata la maledizione di Patrick Rafter, vincendo il Roland Garros dopo aver vinto il torneo di Belgrado giocando 3 settimane consecutive. L’australiano, infatti, nel 1998 era stato l’ultimo capace di conquistare uno slam (Us Open) dopo aver vinto un torneo la settimana precedente (Long Island);

– Sfatata anche la maledizione di Nadal; fino ad oggi chi aveva battuto lo spagnolo a Parigi (Soderling 2009 e Djokovic 2015) si era dovuto arrendere in finale contro un tennista con il rovescio a una mano (Federer 2009 e Wawrinka 2015).

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