Racchetta: come l’evoluzione dei materiali ha influito sul gioco

Racchetta: come l’evoluzione dei materiali ha influito sul gioco

Tutti sappiamo che per giocare a tennis è necessario un attrezzo: la racchetta, di fatto un prolungamento del braccio del tennista. Molti di meno, invece, sono coloro che ne conoscono misure e storia. Andiamo a scoprire insieme le misure standard della racchetta, i materiali utilizzati e come questi ultimi hanno inciso sul gioco.

RACCHETTA: LE MISURE STANDARD

La sua lunghezza standard è di 68-71 centimetri (27 pollici), con un peso tra i 250 e i 340 grammi. La scelta dalla racchetta dipende dalle caratteristiche di ciascun giocatore e dal suo stile di gioco. Inoltre, la racchetta può caratterizzarsi per corde naturali, in budello, o sintetiche, in materiali come poliestere e titanio.

EVOLUZIONE DEI MATERIALI: DALLA RACCHETTA IN LEGNO A QUELLA DI GRAFITE

Da fine ottocento fino agli anni ’70 il materiale utilizzato per la loro produzione fu il legno. La tecnica costruttiva fino ad allora rimase invariata: un telaio costruito attraverso la stratificazione di sei o sette listelli di legno di diversa qualità ed elasticità, compressi e incollati insieme.

La prima alternativa al legno fu il metallo. René Lacoste, uno dei “quattro moschettieri” francesi capaci di vincere 6 edizioni consecutive della Coppa Davis a cavallo tra gli anni ’20 e ‘30, negli anni ‘60 ebbe l’idea di realizzare una racchetta in alluminio, dal peso più contenuto e con una più omogenea distribuzione.

Il cambiamento radicale fu opera di Howard Head alla fine degli anni ‘60. Dopo il successo nella costruzione degli sci, Head costruì racchette alternando strati di legno a resine sintetiche.

A partire dagli anni ’80 iniziarono ad essere utilizzati anche altri materiali come la grafite. La prima racchetta realizzata interamente con tale prodotto fu la mitica Black Ace nel 1978.

A fine anni ottanta iniziò l’era del “wide body”, le racchette profile in cui Kuebler superò la barriera dei 30 mm di spessore del profilo.

ALTRI MATERIALI: FIBRE SINTETICHE E MATERIALI COMPOSITI

Alcuni produttori, negli anni seguenti, ridussero la percentuale di grafite aggiungendo fibre sintetiche come il kevlar, una fibra aramidica, qualitativamente efficace, seppur costosa, o la fibra di vetro, il Boron ed il Twaron. Fu utilizzato anche il “Sic Ceramic”, un composto di silicio e carbonio molto resistente.

Dagli anni 2000, per abbassare i costi di produzione, alla grafite furono affiancati materiali compositi. Il materiale base, la grafite, è carbonio in forma cristallina alla vengono aggiunte resine polimeriche che diminuiscono il peso e aumentano la rigidità della materia finale.

I LIMITI MASSIMI

Nel 1985 la Federazione Internazionale stabilì le dimensioni massime dello strumento. Il piatto corde non poteva superare 140 pollici quadrati (pari ad una maggiorazione del 100% dell’ovale, rispetto alle racchette di legno). Nessun produttore è arrivato a tale incremento a causa dei problemi del cd. effetto fionda che si presenta con l’aumento della superficie. La lunghezza non doveva superare i 32 pollici (pari a 81,28 cm.)

Attualmente la produzione di telai si divide in 4 categorie: mid (da 85 a 90 pollici), mid-size (da 93 a 95 pollici), mid-plus (da 98 a 100 pollici) e oversize (fino a 110 pollici).

NUOVI MATERIALI DELLA RACCHETTA = NUOVO GIOCO

I nuovi materiali di realizzazione della racchetta hanno prodotto una svolta nel gioco, i nuovi materiali permisero di realizzare ovali più grandi senza un aumento di peso e i tennisti si ritrovarono tra le mani racchette più grandi, più facili e leggere.

Il cambiamento ha interessato anche le corde con la sostituzione delle corde sintentiche a quelle di budello naturale. Ciò ha permesso un miglior controllo dei colpi.

Le racchette di legno non permettevano grande potenza e velocità, i colpi erano giocati con la rotazione indietro o piatti perché era molto difficile arrotare.

Il gioco risultava più lento, per far punto era necessaria una costruzione geometrica, la componente tattica era decisiva e si ricorreva spesso a variazioni di ritmo e di traiettorie e per vincere bisognava possedere un gioco vario.

Con l’avvento della grafite le differenze tecniche si sono ridotte, il gioco si è velocizzato e la potenza dei colpi è aumentata notevolmente.

LA SCOMPARSA DEL GIOCO DI VOLO

Il gioco di volo è stato soppiantato da quello da fondocampo, con evidenti effetti sulle nuove generazioni, a dir poco impacciate nei pressi della rete. Anche su campi veloci e sull’erba di Wimbledon il serve and volley è di fatto scomparso. I nuovi attrezzi permettevano infatti recuperi e passanti da situazioni difensive in precedenza impensabili. Scendere a rete in modo sistematico, come in passato, era un suicidio tattico. La potenza delle nuove racchette ha inciso sulla battuta, diventata un colpo micidiale e spesso definitivo.

NUOVI MATERIALI DELLA RACCHETTA = “NUOVI” TENNISTI

I nuovi materiali delle racchette hanno avuto ripercussioni anche sul fisico dei tennisti. L’altezza dei giocatori si è alzata, quasi tutti i top player superano abbondantemente i 185 cm. Nei primi 100 del ranking, infatti, i giocatori al di sotto di quest’altezza si contano sulle dita di una mano. Le caratteristiche dei grandi giocatori si sono uniformate: struttura fisica importante (tra 185 e 195 cm), grande resistenza, forza e velocità nelle braccia e nelle gambe. Si è assistito ad una omologazione del gioco. Gli specialisti delle varie superfici sono scomparsi, sostituiti da una schiera di contrattaccanti da fondocampo e pochi campioni a tutto campo.

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