Addio al basket per Riccardo Cervi: tanti insegnamenti e pochi rimpianti

Addio al basket per Riccardo Cervi: tanti insegnamenti e pochi rimpianti

Non illudiamoci che la sfida l’abbiano vinta le ginocchia malandate. Le ginocchia che lo hanno costretto ad un precoce ritiro. A soli trent’anni è già addio al basket per Riccardo Cervi, costretto a gettare la spugna dopo anni di problemi fisici. Nel momento più difficile però ha saputo dare una dimostrazione di resilienza a tutti noi appassionati.

A SOLI TRENT’ANNI RICCARDO CERVI DICE ADDIO AL BASKET

La mano ferma e un cuore che batte forte, quello di un ragazzo costretto a scrivere sul proprio profilo social che il suo sogno termina qui. A 30 anni Riccardo Cervi è costretto a dire basta. Le sue ginocchia gli impongono troppo stress, troppa fatica. Martoriate fin dal primo infortunio nel 2017, quando si danneggiò l’articolazione del ginocchio dopo un match di EuroCup. Poi un susseguirsi di problemi che lo hanno costretto a gennaio di quest’anno ad intervenire chirurgicamente. In quel momento disse a se stesso che avrebbe valutato a giugno la sua condizione fisica, e dunque se avesse proseguito o meno l’attività agonistica. Risposta negativa, la sua corsa finisce qui.

UN ESEMPIO PER TANTI: NON PRENDETELA COME LA FINE DEL MONDO

Le parole di Cervi nelle varie interviste rilasciate sull’argomento sarebbero da far sentire ai tanti atleti che purtroppo, a qualsiasi età, devono dire addio al loro sogno per via dei problemi fisici. Il centro ex Reggiana ha dichiarato poche settimane fa in un’intervista a “Il Resto del Carlino”:

“Ho adorato il basket, mi sono divertito, ma mettiamola così: sono un poligamo, il basket non era la mia unica moglie”.

Un messaggio forte ma importante in un momento che per molti può essere molto difficile, per usare un eufemismo. Il basket non è l’unica cosa al mondo, la vita continua anche dopo un evento così negativo.

DA REGGIO EMILIA A SCAFATI, UN GIRO D’ITALIA DURATO 12 ANNI

Oltre 200 presenze con la Reggiana, di cui è stato anche capitano, lui figlio della città. Una EuroChallenge vinta nel 2014. Poi il passaggio ad Avellino ed il ritorno a casa solo un anno dopo. In mezzo i primi stop, e il tentativo di ripresa a Varese, Trieste e Roma. 15 presenze in totale. I primi segnali di un probabile addio al parquet. L’ultimo tentativo quest’anno a Scafati, con 8 presenze che non sono bastate a fargli cambiare idea. Dolci ricordi anche in nazionale, con la quale ha collezionato 46 presenze.

è adesso che viene il bello

Dalla storia di Riccardo Cervi possiamo trarne tutti grandi insegnamenti. Capire il momento in cui fermarsi, per non mettere a rischio la vita al di fuori del proprio lavoro, non è da tutti. La scelta di Cervi è stata difficile ma allo stesso tempo coraggiosa, come fu quella di Brandon Roy, grande ex cestista NBA costretto a ritirarsi a soli 29 anni dopo aver prosciugato le sue ginocchia fino al limite. Ora arriva il bello, e non il brutto come in molti potrebbero pensare. Ora è il momento di concentrarsi su se stesso, di ritagliare del tempo per Riccardo e tralasciare un po’ il Cervi che per tanti anni ha dominato sotto i tabelloni d’Italia. Ci sarà tempo per riassaporare in altro modo l’odore del parquet.

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