Cosa aspettarsi dall’Italbasket alle Olimpiadi di Tokyo 2020

Cosa aspettarsi dall’Italbasket alle Olimpiadi di Tokyo 2020

Lo abbiamo prima sognato, poi accarezzato e infine abbiamo potuto urlato: l’Italbasket è alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Dopo un digiuno lungo 17 anni, la nazionale di Meo Sacchetti ha ribaltato il pronostico del Preolimpico di Belgrado sconfiggendo i padroni della casa della Serbia per 102-95. Dopo l’euforia e la gioia, è già tempo di pensare a cosa attenderà gli Azzurri in Giappone. I giochi iniziano tra due settimane.

Italbasket alle Olimpiadi di Tokyo 2020: il roster

Tra i 12 eroi di Belgrado, è stato Awudu Abass il giocatore costretto ad abbandonare la squadra per far posto a Danilo Gallinari. L’ala degli Atlanta Hawks non ha potuto partecipare al Preolimpico perché impegnata nelle finali di conference NBA. Per l’appuntamento giapponese, però, Sacchetti non ha potuto rinunciare al numero 8 che è reduce da una delle sue migliori stagioni americane. L’altro veterano del gruppo, il capitano, è Niccolò Melli, fresco di ritorno all’Olimpia Milano dopo due stagioni comunque positive in NBA. L’altro “americano” del gruppo, sarà il 21enne Nico Mannion. L’italo-americano è stato uno dei mattatori della settimana in Serbia, dimostrando non solo grande qualità ma soprattutto moltissima personalità. Mannion rappresenta il futuro della nostra nazionale e non sembra voler perdere tempo.

Altro trascinatore dell’Italbasket al Preolimpico è stato Achille Polonara, premiato come MVP del mini-torneo. Il nuovo giocatore di Fenerbahce ha dimostrato di avere il ghiaccio nelle vene, dimostrando una grandissima lucidità. Stefano Tonut e Simone Fontecchio saranno i jolly che completeranno il quintetto titolare. Gli altri sei convocati: Pajola e Spissu (play di riserva), Tessitori (centro), Ricci, Moraschini e Vitali (utili nelle rotazioni).

Italbasket alle olimpiadi: le avversarie

Già essere tornati a calcare il parquet a cinque cerchi è un enorme risultato per la nostra nazionale di pallacanestro. Nonostante questo, i ragazzi di Meo Sacchetti vorranno dare tutto anche nel girone che si preannuncia ostico. La squadra di punta dovrebbe essere l’Australia. Lo zoccolo duro della nazionale dei canguri è esperto e può contare su almeno quattro giocatori che hanno militato e militano in NBA: Patty Mills, Matthew Dellavedova, Aaron Bynes e Joe Ingles. Una squadra che già da qualche anno insegue il sogno di un grande risultato senza però essere mai riuscita a centrarlo. Sarà l’anno giusto?

La Germania è un’altra squadra che ha strappato il pass per Tokyo in un torneo preolimpico. I tedeschi sono la prima squadra che affronteremo e forse anche quelli maggiormente alla portata. Ha fatto rumore l’assenza del giocatore di punta della nazionale teutonica Dennis Schroder, vincitore dell’anello NBA con i Lakers l’anno scorso, che ha rinunciato a partecipare al torneo di qualificazione. La Germania rimane comunque una squadra molto compatta e piena di buone individualità che giocano in Europa. L’unico giocatore “americano” è Moritz Wagner, ala grande degli Orlando Magic.

Infine c’è la Nigeria, una vera e propria variabile impazzita. Gli africani possono contare su un nutrito gruppo di ragazzi che potranno far tesoro della loro esperienza in NBA. Tra questi è giusto citare Josh Okogie dei Timberwolves e Jahlil Okafor dei Pistons. I nigeriani sono una squadra molto fisica e hanno già attirato l’attenzione dopo la splendida vittoria in amichevole contro il Dream Team americano, nella notte tra sabato e domenica.

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