I nostri premi per stagione NBA 2020/2021

I nostri premi per stagione NBA 2020/2021

Con la nomina di Monty Williams come Coach Of The Year e l’annuncio dei finalisti per gli altri premi, noi della redazione abbiamo deciso di dire la nostra riguardo la stagione NBA 2020/2021. La regular season di 72 partite si è conclusa con alcune sorprese, come i Knicks di coach Thibodeau o i Suns, guidati da Chris Paul. Una delusione è stato il piazzamento dei Lakers, che però sono stati condizionati dagli infortuni e rimangono una contender vera e propria. Ecco i nostri premi per la stagiona NBA 2020/2021.

l’mvp, il coach of the year e il dpoy

MVP: il premio personale più ambito dell’anno ha sempre molti candidati che potrebbero vincere. Il nostro MVP però è senza dubbio Stephen Curry. Steph ha giocato la miglior stagione a livello personale della carriera, nonostante nel 2016 venne eletto ‘unanimous MVP’. La stella degli Warriors è il miglior realizzatore della lega e segna oltre 5 triple di media a partita, record di ogni epoca. Ciò che realmente impressiona è però il suo impatto sulle difese avversarie, che non sanno come marcarlo. Nessun difensore in questa stagione è riuscito a tenere a bada il nativo dell’Ohio: le serate negative ci sono state per Steph, ma nessuna difesa ha dato l’impressione di poterlo contenere.

COACH OF THE YEAR: nonostante il voto espresso dagli allenatori che ha premiato Williams, noi abbiamo deciso di scegliere Tom Thibodeau. I Knicks non raggiungevano la top 4 ad Est da diversi anni e grazie all’impronte di coach Thibodeau sono riusciti nell’impresa. L’ex Bulls ha reso i Knicks una delle migliori difese della NBA, caratterizzata da un grande spirito di sacrificio. Inoltre ha valorizzato diversi giocatori che fino all’anno scorso facevano fatica ad esprimersi, come Barrett, Bullock e Noel.

DPOY: Ben Simmons è il nostro Difensive Player of the Year. Philadelphia ha chiuso la stagione al primo posto ad Est, e Simmons è senza dubbio uno dei segreti della difesa dei 76ers. Oltre all’ottimo numero di recuperi (1.6 a partita), il giocatore australiano sa difendere contro qualsiasi ruolo degli avversari, grazie alla sua fisicità abbinata ad una grande mobilità laterale, che gli permette di limitare gli esterni avversari. In attacco i Sixers devono trovare le spaziature ideali, ma in difesa spesso sanno rendere la vita difficile agli avversari.

ROTY, MIP e Sixth man of the year

ROTY: nonostante l’infortunio che gli ha fatto saltare qualche partita di troppo, il nostro Rookie of the Year è Lamelo Ball. Il più giovane dei figli di Lavar ha avuto un ottimo impatto nella NBA, collezionando ottime cifre: 16 punti, 6 assist e 6 rimbalzi di media alla prima stagione nella lega. Lamelo deve migliorare la sua efficienza al tiro e la sua difesa, ma nell’anno da rookie ha avvicinato Charlotte ai playoff, dando nuova linfa ad una squadra che sembrava destinata ad un altro anno nelle retrovie. Oltre a questo, Ball è una macchina da highlights, grazie alla sua incredibile abilità nel collezionare assist incredibili per i suoi compagni.

MIP: nel Most Improved player abbiamo deciso di uscire dai tre finalisti scelti dalla NBA. Il nostro MIP è Mikal Bridges, uno dei simboli della stagione dei Suns. Il suo miglioramento è statistico ma non solo. Bridges è migliorato nelle percentuali dal campo (da 36% al 42% da tre punti) e nei punti per partita (da 9 a 13.5), ma soprattutto ora è molto più coinvolto. L’ala di Phoenix è diventato un ottimo difensore sulla palla e riesce anche a creare dal palleggio: in questo modo si è guadagnato minuti importanti nei Suns, che ora ambiscono ad arrivare fino in fondo.

SIXTH MAN OF THE YEAR: per il sesto uomo qualunque tifoso vorrebbe vedere il premio in mano a Derrick Rose, autore di una grande stagione a New York. Il nostro sesto uomo dell’anno è però Jordan Clarkson, che insieme a Mitchell ha trascinato Utah al primo posto ad Ovest. In uscita dalla panchina Clarkson ha realizzato 18 punti di media con l’89% ai tiri liberi, dimostrandosi un attaccante fenomenale. Utah è una squadra che ha un grande gioco corale, ma nei momenti in cui la palla scotta l’ex Lakers si è dimostrato un’alternativa più che valida per trovare punti.

Questi sono i nostri premi della stagione NBA; quali sono i vostri?

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