LEGENDARY TEAMS: i Pistons dei Bad Boys

LEGENDARY TEAMS: i Pistons dei Bad Boys

Spesso il basket NBA odierno viene criticato per la mancanza di difesa e per lo scarso contatto fisico. Con la sua evoluzione il basket è infatti diventato un gioco molto più veloce e atletico, senza spazio per le difese dure e fisiche. A fine anni ’80 ci fu però una squadra che portò i concetti di difesa e di fisicità all’estremo: i Detroit Pistons di Chuck Daly.

Una squadra piena di giocatori aggressivi e difensivi, come Laimbeer o Rodman, ma guidata da uno dei playmaker più forti della storia, Isiah Thomas. Questi Pistons furono probabilmente la squadra che Jordan soffrì di più durante la sua carriera con una difesa, a tratti scorretta, pronta a tutto per fermarlo.

la nascita del roster

Il giocatore più importate della squadra viene scelto al Draft del 1981: Isiah Thomas sarà il protagonista delle vittorie dei Detroit Pistons. Un playmaker eccezionale, in grado di passare la palla come pochi altri ma capace anche di fare canestro nei momenti più importanti. Lo stesso anno arriva in Michigan Bill Laimbeer, un giocatore a dir poco controverso. Il centro dei Pistons non si fece mai scoraggiare dai suoi scarsi mezzi tecnici: dove lui non arrivava con la tecnica, arrivava con la furbizia e spesso anche con il gioco sporco. Insieme a Dennis Rodman, arrivato nel 1987, formò una delle coppie più dure e fisiche della storia della NBA. Gli avversari difficilmente potevano arrivare al ferro se sotto canestro c’erano Rodman e Laimbeer.

Altri due giocatori fondamentali di quei Pistons furono senza dubbio Dumars e Vinnie Johnson. Il primo divenne l’MVP delle primi finali vinte dai Pistons contro i Lakers nel 1989, con una serie chiusa a 27 punti di media a partita. Dumars era un giocatore forte offensivamente, che diede un grande aiuto a Thomas nella produzione offensiva. Oltre a questo fu un cardine nella strategia difensiva contro i Bulls di MJ, che i Pistons sconfissero per due anni consecutivi alle finali di conference. Vinnie Johnson invece fu il sesto uomo ideale per Daly. “The Microwave” fu decisivo in entrambi i titoli dei Pistons nel 1989 e nel 1990, dato che riuscì a garantire diversi punti nei minuti che gli vennero concessi.

le “jordan rules” e la difesa

Negli anni in cui i Detroit Pistons conquistarono due titoli NBA, dovettero confrontarsi con il giocatore più forte di tutti i tempi, Michael Jordan. Nonostante MJ fosse un giocatore del tutto immarcabile, Daly introdusse le “Jordan Rules“, ovvero delle regole, più o meno corrette, per fermare il giocatore dei Bulls. Queste regole possono essere riassunte in una difesa fisica e variabile su Jordan, per cercare di mandarlo fuori ritmo e per farlo innervosire. Con questo tipo di gioco i Pistons non solo fermarono “His Airness”, ma vinsero anche due titoli NBA. I “Bad Boys” di coach Daly riuscirono ad imporsi grazie ad un modo di giocare scorretto ed estemporaneo, che però gli permise di essere ricordati come una squadra storica ed incredibilmente efficace.

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