Tokyo 2020: per l’Italia è arrivato il momento di sognare

Tokyo 2020: per l’Italia è arrivato il momento di sognare

Mancano tre giorni all’inizio dell’evento sportivo più chiacchierato e discusso del momento, e finalmente possiamo dire ci siamo!
Con Tokyo 2020 alle porte, ci si chiede dove gli italiani potranno arrivare, e se, soprattutto porteranno a casa qualche medaglia…

Una cosa è certa: sognare si può. Abbiamo visto come l’Italbasket si presenterà all’appuntamento. Non siamo i favoriti, ne siamo tutti consapevoli; però non lo eravamo neanche contro la Serbia al preolimpico, e sappiamo com’è andata a finire. È la nostra storia olimpica che ci insegna che tutto può accadere! Sono sì 17 anni che non ci qualifichiamo, ma una volta approdati alle Olimpiadi abbiamo fatto delle imprese. Perciò riviviamo alcune delle edizioni passate che possano ispirare i nostri eroi in questa edizione Tokyo 2020.

Roma 1960

In Italia tutti avevano percepito la straordinarietà dell’evento. La Nazionale Azzurra di basket non aveva avuto altri pensieri per la testa. All’allenatore Nello Paratore la Federazione aveva affidato il compito di allestire una squadra che fosse in grado di non sfigurare di fronte ad avversari che per scuola e tradizione ci erano stati sempre superiori. L’Italia fece un’ottima figura, venendo battuta dai maestri del basket statunitensi in una semifinale giocata a testa alta (nonostante il verdetto scontato).

Il basket italiano guadagnò moltissimo dalle Olimpiadi di Roma e diede altrettanto in cambio. L’importanza dell’evento aveva sicuramente fornito delle motivazioni così forti da creare all’interno della squadra e attorno a essa un clima di impegno e di euforia fino allora inespressi. Il bronzo sfiorato dal basket aveva il sapore di un grande successo per lo sport italiano.

Monaco 1972

Negli sport di squadra di quell’Olimpiade segnata dalla Guerra Fredda, una sorpresa piacevole in chiave azzurra avrebbe potuto riservarla il basket. Si andò a Monaco, quindi, con una buona dose di ottimismo. Nella finale per il bronzo, disputata per la prima volta, la squadra trovò gioco e orgoglio: si affrontava Cuba in una partita giocata punto a punto fino all’ultimo. Tra le occasioni finali sprecate che hanno portato alla sconfitta di solo 1 punto (65 a 66 contro Cuba), anche una schiacciata a canestro annullata per infrazione di passi. Finì con un soddisfacente quarto posto, ma con la solita occasione mancata di un soffio per salire finalmente sul podio.

Mosca 1980

Con buone prospettive, grazie anche all’assenza forzata degli Stati Uniti, l’avventura olimpica del 1980 può avere inizio. Le Olimpiadi, private della squadra più forte diventano terreno di caccia per Unione Sovietica e Jugoslavia, che in Europa spadroneggiano. Ciò non nega qualche chance di piazzamento sul podio anche alla stessa Italia.

Gli azzurri arrivano a giocarsi la la medaglia d’oro contro la Jugoslavia. L’alloro olimpico cinge le teste dei giocatori jugoslavi, che si impongono 86-77, ma l’Italia diventa grande, vincendo la prima medaglia olimpica di basket della storia.

«Esultare, gioire fremere è una cosa. Giudicare e commentare è un’altra. Gioire non basta, né ci si può limitare alla soddisfazione enorme del titolo di vice campione di Olimpia»

Atene 2004

Alcuni nomi di quel roster rimarranno impressi nel firmamento della storia della pallacanestro italiana, ma a quella Olimpiade il denominatore comune fu la forza del gruppo. L’Italia di Recalcati guadagnava la finale per l’oro, ma soprattutto una sicura medaglia d’argento, contro l’Argentina. Gli azzurri trovarono di fronte una squadra ben più motivata, con la concentrazione e la serenità giusta per non sbagliare praticamente nulla: i quindici punti di scarto finale (84 a 69) misurarono l’esatto divario dei valori in campo. Rimane comunque lo splendido ricordo di un gruppo il quale ha insegnato a tutti che, quando si ha a che fare con uno staff tecnico di prim’ordine e uomini che si sentono un tutt’uno tra di loro, nessun risultato può essere precluso.

Come medaglie alle Olimpiadi abbiamo ottenuto solo l’argento, a Tokyo 2020 chissà… sognare è lecito, crederci di più!

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