Eurometeore: Charisteas, l’eroe inaspettato della Grecia dei miracoli

Eurometeore: Charisteas, l’eroe inaspettato della Grecia dei miracoli

La vittoria della Grecia a Euro 2004 rimane una delle più belle favole della storia del calcio. Indimenticabili i centri di Charisteas, bomber a sorpresa e protagonista di quello straordinario successo

Charisteas, un nove atipico per la Grecia

Alla voce bomber d’area, sul vocabolario, probabilmente non troverete la definizione di Angelos Charisteas. Nonostante la maglia numero 9 lo abbia accompagnato per buona parte della sua carriera, il centravanti greco non ha mai sfondato il tetto della doppia cifra in un campionato. In compenso, non ha fatto mancare il suo contributo in termini di fisico, sponde e generosità per i partner d’attacco.

Grazie al suo spirito di sacrificio, Charisteas si è tolto diverse soddisfazioni anche a livello di club. Tra le varie coppe vinte, spicca senz’altro il double conquistato con la maglia del Werder Brema nella stagione 2003/04. Non da protagonista, certo, ma nel calcio sono necessari anche i comprimari. Inoltre, Angelos avrebbe avuto di fronte un’intera estate per prendersi le copertine dei giornali di tutta Europa.

Qualche settimana dopo aver sollevato il Meisterschale, Charisteas parte con la sua Grecia per l’Europeo in Portogallo. La missione della nazionale ellenica è continuare a stupire, dopo un sorprendente primo posto nel girone di qualificazione. Durante i preliminari per Euro 2004, Angelos segna ben tre degli otto gol totali che permettono ai ragazzi di Otto Rehaggel di chiudere davanti alla favorita Spagna.

Un esordio da sogno

Il sorteggio non è affatto clemente con la Grecia. Le tocca il raggruppamento A, con i padroni di casa portoghesi, la sempre ostica Russia e quella stessa Spagna costretta agli spareggi pochi mesi prima. Un vero e proprio girone di ferro. Ciò nonostante, la formazione ellenica ha già dimostrato una certa tempra ed è pronta a dar battaglia a qualsiasi avversario.

Tocca proprio alla Grecia inaugurare gli Europei, facendo da sparring al favoritissimo Portogallo di fronte ai 50mila del Do Dragão. L’entusiasmo lusitano per l’avvio della competizione, però, dura appena sette minuti. Il tempo che serve alla vecchia conoscenza nerazzurra Giorgios Karagounis per ricevere il pallone dai 30 metri e scaricare un potente rasoterra alle spalle del portiere portoghese.

E il nostro Charisteas? Si vede poco, lotta e suda tra le maglie della retroguardia portoghese, ma è un suo guizzo in contropiede a lanciare in area Seitaridis. Ronaldo rientra in maniera troppo irruenta e causa il rigore, trasformato in gol da Basinas. A poco vale la rete dell’1-2 dello stesso Cristiano nel recupero: la Grecia si regala un esordio perfetto e tre punti fondamentali.

Avanti a denti stretti

Nella seconda partita del girone, ecco la Spagna di Raul e Morientes. Non sono ancora le Furie rosse capaci di monopolizzare il calcio europeo e mondiale a fine decennio, ma partono comunque favorite rispetto alla Grecia. Che, ancora una volta, si dimostra invece in grado di sovvertire i pronostici.

A sbloccare il risultato sono però gli spagnoli, che al 28’ passano in vantaggio con un bel gol di Morientes. La Grecia sembra in difficoltà, fatica a creare occasioni. Ma, come spesso accadrà in questo torneo, la squadra di Rehaggel sa tirare fuori il coniglio dal cilindro nel momento più inaspettato. Così un lancio da centrocampo si trasforma in un assist chirurgico per il nostro Charisteas, che con un sinistro potente trafigge sotto le gambe il giovane Casillas.

La partita si chiude in pareggio, permettendo alla Grecia di salire a 4 punti nel girone. Quota a cui rimarrà: nell’ultimo incontro gli ellenici vengono battuti per 2-1 dalla Russia, con Charisteas che si divora un gol gigantesco a pochi metri dalla porta. Si tratta di una sconfitta indolore: la Spagna, perdente a sua volta contro il Portogallo, chiude a pari punti e a pari differenza reti, ma con meno gol segnati.

La profezia di Micoud

Ai quarti, la Grecia ancora una volta parte da sfavorita. L’avversario che esce dal gruppo B è la temibile Francia di Zidane, Henry e Trezeguet. Una vera e propria macchina da guerra, che però rimane impantanata nella trincea difensiva allestita magistralmente da Rehaggel.

Il risultato rimane inchiodato sullo 0-0 per più di un’ora. Al 65’ l’istante che decide la partita: il capitano greco Zagorakis guizza sulla fascia destra, da cui scodella un cross pennellato con il goniometro. Incredibilmente la retroguardia francese ha dimenticato nel cuore dell’area Charisteas, che colpisce di testa indisturbato e infila Barthez. Zidane e compagni si riversano in avanti per rimettere in piedi il match, ma la retroguardia ellenica è insuperabile e strappa il ticket per la semifinale.

C’è anche chi, un po’ per scherzo e un po’ per rancore, aveva già annunciato un esito simile. Parliamo di Johan Micoud, vecchia conoscenza della Serie A (aveva militato al Parma tra il 2000 e il 2002) e soprattutto compagno di squadra di Charisteas al Werder. Piuttosto risentito per la mancata convocazione nonostante una grande stagione in Bundesliga, il centrocampista transalpino aveva riferito all’amico greco: Se trovi la Francia, eliminala. Detto fatto.

Un aiuto dal destino

In semifinale, la Grecia incontra l’altra rivelazione dell’Europeo: la Repubblica Ceca di Koller, Nedved e Baros. I cechi si sono distinti come miglior attacco del torneo, ma non riescono a scalfire le barricate elleniche. I regolamentari si chiudono a reti inviolate.

Ai supplementari, sarà una delle regole più bizzarre della storia del calcio a premiare Charisteas e compagni. Solo per quell’edizione degli Europei vige il silver goal, una particolare variante del golden goal che garantisce il passaggio del turno alla squadra che chiude il primo tempo supplementare in vantaggio. Il centrale greco Dellas incorna proprio al 105’ e trascina i suoi in finale.

Charisteas porta la Grecia nella leggenda

Con un po’ di fortuna e tanto merito e caparbietà, la squadra ellenica raggiunge l’atto conclusivo di Euro 2004. Curiosamente, la finale è una riedizione della partita inaugurale. Dall’altra parte infatti ci sono i padroni di casa del Portogallo, affamati di rivincita. In entrambi i casi, si tratterebbe di una storica prima volta per il vincitore.

Il rematch è ben più bloccato della prima gara. Alla volontà della Grecia di addormentare la partita si aggiunge la paura di scoprirsi di entrambe le squadre. Pochi, pochissimi spunti da ambo le parti per arrivare al gol. Ancora una volta, però, è la squadra di Rehaggel a sfruttare la situazione di stallo. Al 57’ Basinas batte un calcio d’angolo abbastanza teso, il portiere lusitano Ricardo buca completamente l’uscita e il solito Charisteas si trova al posto giusto per segnare.

Il nostro eroe ricorderà a proposito di quello storico gol: “La palla è venuta da me. Quando il portiere ha sbagliato l’uscita, il mio sogno d’infanzia si è avverato. Ho potuto sentire Dio per un istante”. Non solo lui, ma tutta la Grecia è in delirio. Il Portogallo, infatti, non riprenderà mai quella partita: per la terza volta su tre nella fase a eliminazione diretta, ai greci basta e avanza una rete per festeggiare al triplice fischio finale.

Lo straordinario Europeo di Charisteas gli varrà anche un clamoroso 11esimo posto nella classifica per il Pallone d’Oro 2004, davanti a fuoriclasse affermati come Figo, Kaka e Zidane. Niente male, per chi si è riscoperto bomber di razza in una magica, imprevedibile estate portoghese.

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