Eurometeore: Eder, l’eroe a sorpresa del Portogallo

Eurometeore: Eder, l’eroe a sorpresa del Portogallo

Ripercorriamo l’incredibile storia di Eder, attaccante dalle modeste doti tecniche, ma comunque decisivo nella notte più importante della storia calcistica del Portogallo

A.A.A. cercasi centravanti!

Quando, nel maggio 2016, il c.t. del Portogallo Fernando Santos dirama le convocazioni per l’imminente Europeo in Francia, ben pochi pensano che Cristiano Ronaldo e compagni possano fare ritorno a Lisbona con la coppa. La rosa lusitana appare decisamente meno talentuosa rispetto alle precedenti e i bookmakers la tengono davvero in scarsa considerazione.

Risulta poi irrisolto un atavico problema della selezione portoghese: l’assenza di un bomber di mestiere e di razza. CR7 segna tanto, certo, però a sua volta risente della mancanza di una spalla che lavori per metterlo nelle condizioni migliori. Santos convoca solo un centravanti di ruolo, a cui affida la maglia numero 9 per mancanza di alternative. Si tratta del protagonista della nostra storia, l’oriundo Ederzito António Macedo Lopes, meglio noto come Eder.

Perché non rinunciare a Eder?

In realtà il nostro eroe segna poco e nulla, esattamente come tutte le altre punte portoghesi. Durante la sua decennale esperienza nel calcio portoghese tra Tourizense, Académica e Braga, Eder sfonda il tetto della doppia cifra in appena tre occasioni (di cui una in B), Tuttavia, Santos vede in lui qualcosa in più.

Forse la fame di chi ha vissuto un’infanzia travagliata, lontano dai genitori e dal paese di nascita, la Guinea-Bissau, fin dalla tenera età. Forse la tenacia e lo spirito di sacrificio di chi, più che per il gol, vive per la sponda giusta per i compagni più dotati tecnicamente. Forse le prestazioni di buon livello negli ultimi mesi al Lille, che gli sono valse anche il riscatto dallo Swansea da parte del club francese. Fatto sta che il tecnico decide di non privarsene, quantomeno per la panchina.

Un percorso travagliato

Nelle amichevoli pre-Europeo Eder dimostra di essere abbastanza in fiducia, segnando contro Norvegia ed Estonia. Se il minutaggio concessogli da Santos in questi test match risulta piuttosto corposo, altrettanto non si può dire per le prime partite ufficiali del torneo. Nonostante il Portogallo arranchi in un girone piuttosto agevole, pareggiando per 1-1 con l’Islanda e per 0-0 con l’Austria e dimostrando parecchi limiti offensivi, a Eder vengono concessi appena 13’ in due gare.

La situazione non migliora nelle partite successive: il centravanti oriundo non vede il campo né in occasione del 3-3 contro l’Ungheria, che permette ai lusitani di approdare alla fase a eliminazione diretta come miglior terza, né lungo il resto del percorso verso la finale. Il Portogallo, non senza qualche difficoltà, elimina in serie Croazia, Polonia e Galles, mentre a Eder non resta che guardare dalla panchina.

Contro ogni pronostico

Il copione dell’atto conclusivo, in programma il 10 luglio, sembra già scritto. Il Portogallo appare la vittima sacrificale condotta sull’altare di Saint-Denis. La Francia padrona di casa, dopo aver sconfitto la Germania in quella che molti hanno definito “una finale anticipata”, si appresta a vincere l’Europeo di fronte a 60mila tifosi in festa.

Se già lo scontro sulla carta si prospetta piuttosto impari, nemmeno il tempo di partire e subito Payet francobolla Ronaldo, azzoppando quello che, nonostante un Europeo non al massimo delle sue potenzialità, è a tutti gli effetti il trascinatore del Portogallo. CR7 stringe i denti, prova a resistere al dolore, ma non c’è nulla da fare: alla mezzora deve abbandonare il campo e lasciare il posto a Quaresma.

La mossa che cambia la partita

L’attacco, privo di una vera e propria punta, fatica a tenere palloni in avanti. La Francia fiuta il sangue dell’avversario e si lancia all’assalto, ma il risultato rimane inchiodato sullo 0-0. Il numero uno lusitano Rui Patricio para tutto il parabile, mentre a Santos non rimane che provare la mossa della disperazione: a 10’ dalla fine fuori Renato Sanches e dentro Eder, nel tentativo di tenere il pallone quanto più lontano possibile dalla propria area e trascinare l’incontro ai supplementari.

La mossa funziona nonostante un brivido gigantesco allo scadere dei regolamentari, quando il centravanti transalpino Gignac si avvita in area e colpisce un palo clamoroso. La Francia perde un po’ di inerzia nell’offensiva e l’extratime scorre lungo il filo dell’equilibrio. Anzi, chi ha l’occasione per sbloccare il risultato è proprio il Portogallo: prima il nostro Eder mette in difficoltà Lloris incornando molto bene da calcio d’angolo, poi Guerreiro centra la traversa da punizione diretta.

Il Portogallo vola in paradiso con Eder

È però al 109’ che si decide la finale: Eder riceve palla sulla trequarti e si guarda intorno, come al solito alla ricerca di un compagno a cui appoggiare il pallone. Alla sua destra, però, non vede nessuno. Forse proprio per questo motivo Koscielny, che lo sta tallonando, decide di non affondare il contrasto. Del resto la postura del corpo di Eder e dei giocatori intorno a lui, compagni e avversari, lascerebbe pensare a tutto, meno che a un tiro.

Eder, invece, tira a incrociare. Ne esce una traiettoria potente, bassa e angolata, che si insacca proprio là dove Lloris non può arrivare. È apoteosi lusitana. Ronaldo, ormai vice di Santos in panchina, salta, zoppica, esulta e si commuove. Le telecamere, dopo il fischio finale che incorona il Portogallo per la prima volta nella sua storia, ovviamente sono tutte per lui. Ma a Eder, uno abituato da una vita a fare il comprimario, può andar bene così.

Un gol non ti cambia la vita

Da oggetto misterioso, convocato un po’ per caso e un po’ per mancanza di alternative, Eder diviene eroe nazionale. Ai fasti di quella notte estiva del 2016, però, non fa seguito un simile decollo di carriera. Trascorre un’altra stagione al Lille, in cui però sono più i fischi raccolti in giro per la Francia che non i gol realizzati. Nel 2017 decide di trasferirsi alla Lokomotiv Mosca, dove, se possibile, segna ancora meno.

A luglio il contratto di Eder con il club russo scadrà. Chissà dunque dove si dirigerà il nostro eroe, che ha avuto tutto contro nella vita, meno che il destino nella serata più importante della sua carriera.

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