La favola di Enrik Larsen a Euro 1992

La favola di Enrik Larsen a Euro 1992

Quella che ci si prepara a giocare in Svezia, dal 10 giugno del 1992, è una delle competizioni più direttamente condizionate dal contesto politico: è Euro ’92. L’anno della favola!
In questa competizione brilla una stella: quella di Henrik Larsen.

I PARTECIPANTI

Alla partenza vi sono otto squadre equamente divise in due gironi. Nel girone A vi è la Svezia, paese ospitante, la Francia di Cantona, Dechamps e Blanc, l’Inghilterra di Alan Shearer e la Danimarca: essa arriva seconda nel suo girone di qualificazione ma viene ripescata quando la federazione decide di punire la Jugoslavia per motivi bellici.

Nel girone B troviamo la Germania semifinalista quattro anni prima ed i Paesi Bassi dei vari van Basten, Rijkard e Bergkamp; con loro anche la Scozia esordiente e la CIS (Confederazione degli Stati Indipendenti). Quest’ultima è il risultato degli avvenimenti del 1989 (nell’ex URSS) e deve rappresentare i dodici stati post sovietici!

LO SQUILLO DEI NORDICI

I padroni di casa della Svezia inaugurano il torneo fermando la ben più quotata Francia sulla parità. Allo stesso modo la Danimarca ottiene un punto nella difficile partita che la vede contrapposta alla nazionale dei tre leoni; fa scalpore già solo considerando il quarto posto degli inglesi ad Italia ’90.

A Malmo Francia ed Inghilterra si accontentano dello 0 a 0 permettendo così ad una delle due compagini baltiche di potersi issare al primo posto del raggruppamento. I Biancorossi steccano e Brolin regala il successo agli svedesi. Sembra una favola scritta a metà ma non è così!

Infatti un Brolin in grande spolvero regala ai suoi sia la vittoria che la qualificazione battendo l’Inghilterra. La Danimarca ha così la possibilità di scrivere da se il proprio destino, la propria storia.

PRIMI SPUNTI DI LARSEN

Davanti a Blanc, Dechamps e Cantona è Enrik Larsen, centrocampista del Pisa (in prestito al Lingby) a portare i biancorossi in vantaggio. Nella sua fucilata al volo ed ancora di più nella sua corsa a braccia alzate si vede l’incredulità del giocatore poco abituato a segnare goal importanti il quale piuttosto era abitato a correr tanto per fare a sportellate.

Il problema è che siamo solo al sesto minuto, c’è una vita da giocare ed Enrik lo sa. Si stringe bene i lacci degli scarpini pronto ad affrontare una salita lunga ben 84 minuti. Al 64° però Papin, imbeccato tra le linee con un tacchetto, fa una doccia gelata ai danesi. Ora bisogna fare tutto da capo!

Larsen e compagni sanno bene di dover soffrire ma forse non si aspettano la mole di palloni sprecati dai transalpini. E come si suol dire nel calcio: “A goal mangiato, goal fatto”.

A 12 minuti dalla fine Povlsen si allarga a destra e fa partire un traversone che Lars Elstrup deve solo spingere in porta per regalare ai suoi un’incredibile vittoria e, con essa, l’insperata qualificazione ai quarti di finale per scrivere l’ennesima riga di quella che sta pian piano divenendo una favola.

GLI ORANJE FANNO PAURA

Ad aspettare i biancorossi ci sono i Paesi Bassi, squadra che genera qualche timore per le individualità e soprattutto per la sicurezza mostrata nell’aggiudicarsi il proprio girone.

4 giorni dopo la vittoria di Malmo, la Danimarca è di nuovo in campo e pare che questa volta la favola possa concludersi senza il lieto fine. Enrik Larsen e compagni si trovano davanti una schiera di fenomeni: Koeman, Rijkaard e Bergkamp m aanche e soprattutto Ruud Gullit e Marco Van Basten. Il numero 13 è pronto a vendere cara la pelle!

La Danimarca parte ancora una volta bene ed è sempre Larsen a sfruttare un cross alto che attraversa tutta l’aria prima d’essere incornato in rete. La gioia è immensa per il ventiseienne di Lingby-Taarbaek ma lo è anche la coscienza di dover giocare ancora una partita intera; l’ennesima montagna scalare, l’ennesima occasione per credere alla favola!

Passano appena 18 minuti e da una sponda aerea di Gullit arriva l’assist per Bergkamp che, con una conclusione da fuori, trafigge Schmeichel. Il portiere del Manchester United è il primo a rendersi conto di non aver fatto il massimo. È un primo tempo lottato e ci sono occasioni per entrambe le squadre.

Dieci minuti dopo il pareggio olandese, il numero 13 si accende ancora. La retroguardia dei Paesi Bassi allontana di poco una palla che dovrebbe essere spazzata ed Enrik Larsen coglie l’occasione: arriva in corsa e scaglia una fucilata fortissima in porta. Al 33° la Danimarca è di nuovo in vantaggio.

MA NON è COSì SEMPLICE

I danesi riescono a chiudersi bene per poi ripartire e riescono a portare il primo tempo a casa. L’Olanda sa che nella ripresa dovrà solo e soltanto attaccare e questo fa. Il pareggio arriva a quattro minuti dalla fine tramite un calcio d’angolo. Su una palla vagante spunta Gullit che pareggia e porta la partita ai supplementari. Qui il risultato non cambia e su va ai rigori.

Enrik Larsen è sicurisimo e non sbaglia il suo, il primo. Nessuno dei suoi sbaglierà dagli 11 metri ed a regalare una cocente delusione ai propri tifosi sarà il più forte: Marco van Basten. Schmeichel sceglie l’angolo alla sua sinistra e non sbaglia!

LA FINALE

I danesi sono galvanizzati e non vogliono smettere di scrivere la storia. In finale ci sono i tedeschi ad aspettare Larsen e compagni. I biancorossi sono coscienti di essere fortissimi ad inizio partita, soprattutto grazie al livello fisico, tale che iniziano subito a spingere forte nonostante i rischi che possono portare Brehme, Klinsmann e Riedle.

Al 18° i tedeschi perdono un pallone a ridosso della propria area, Laudrup e Larsen si portano i rispettivi marcatori a appresso e così Jensen è libero di arrivare velocemente sul pallone per poi scaricarlo con violenza in porta. Ma il vantaggio non limita i tedeschi che, con orgoglio, continuano a spingere. La Danimarca intanto aspetta per ripartire sicura delle qualità del proprio portiere, decisivo in ben più d’una occasione.

Il vantaggio regge e la favola sembra star per diventare realtà. Si arriva al minuto 78. Una palla viene spinta di testa verso l’area tedesca, il tutto più per allontanare il pericolo che per attaccare. Vilfort, solo tra 3/4 giocatori, non desta preoccupazioni. Le più belle favole però hanno anche colpi di scena di egual valore!

Vilfort infatti la stoppa sterzando verso l’interno del campo, i tedeschi non capiscono in modo celere e gli lasciano uno spiraglio per tirare; lui non indugia e calcia con potenza sul primo palo. La palla bacia l’interno nel legno prima di rotolare lentamente oltre alla linea.

La Danimarca è campione d’Europa, Larsen ed i suoi sono gli eroi!

Alla fine, con 3 goal realizzati (escludendo il rigore segnato contro l’Olanda) “Store Larsen” risulta il capocannoniere dei suoi e del torneo; anche se non in solitaria. Non sempre è così ma in questa favola, come da regola, c’è davvero il vecchio e caro “… e vissero per sempre felici e contenti”!

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