Gli Oscar della stagione di calcio estero: i premi della Liga

Gli Oscar della stagione di calcio estero: i premi della Liga

Si è chiusa una grande stagione di calcio estero ed è il momento degli Oscar di coast2coast: dopo aver premiato i migliori (e il peggiore) della Premier, ecco i riconoscimenti per la Liga. Grande protagonista l’Atletico Madrid, ma la migliore squadra è una neopromossa.

miglior giocatore (miglior attore protagonista): luis suarez

Non ci sono dubbi su chi sia stato il miglior giocatore di questa stagione della Liga. Il pistolero, lasciato andare troppo a cuor leggero dal Barcellona, si prende una rivincita enorme sul club blaugrana, riportando il titolo all’Atletico Madrid. Suarez, classe 1987, si carica la squadra sulle spalle e con ben 21 reti è decisivo per la vittoria dei ragazzi di Simeone.

Non è un caso che Suarez abbia vinto cinque dei sette campionati spagnoli a cui ha partecipato. La sua dote da goleador e da leader assoluto del reparto offensivo è un’arma micidiale. Arrivato a Madrid come ‘scarto’ del Barcellona, l’uruguaiano tira fuori l’anima charrùa e gioca un campionato fantastico.

Ventuno gol, ventuno punti. L’incredibile stagione di Suarez si può riassumere in questo dato: nessuno ha portato più punti alla propria squadra rispetto al pistolero. Un’incidenza del 24,4% sugli 86 punti dell’Atletico Madrid. Emblematico che sia stato lui a realizzare le reti decisive nelle ultime due partite: a tempo quasi scaduto con l’Osasuna e per la sicurezza con il Villarreal.

miglior partita (miglior film): Celta vigo-siviglia

A livello di spettacolo ci sono state molte partite degne di nota in questa spettacolare stagione di Liga. Il Clasìco di ritorno tra Real e Barcellona deciso anche dal taconazo di Benzema (spoiler: sarà premiato), ma anche Real Madrid-Sivgilia con il VAR grande protagonista. Il premio, però, va a una spettacolare Celta Vigo-Siviglia del 12 aprile, finita con ben sette gol.

Gli andalusi sono ancora in lotta per vincere il titolo insieme a Real, Barcellona e Atletico e sono riusciti a passare in vantaggio dopo pochi minuti con Koundé. Il Celta, in lotta per un posto in Conference League, si aggrappa al talento di Iago Aspas: doppietta in tre minuti – tra il 20′ e il 23′ – e gara ribaltata. È solo l’inizio, però. Pareggio di Reges, ma Mendez manda il Celta sul 3-2 al riposo.

Poi, però, scatta l’ora dei campioni. Di Ivan Rakitic, tornato dove la sua carriera ha preso il via, che pareggia i conti, e del Papu Gomez. L’ex capitano dell’Atalanta sfrutta un regalo di Joseph Aidoo e porta il Siviglia sul 4-3 finale. Una gara pirotecnica in cui, alla fine, vincono i colpi dei campioni.

Miglior giocata (miglior effetto speciale): il taconazo di karim benzema

Real Madrid-Barcellona non è mai una partita comune. Suona un po’ come una frase fatta, ma è la realtà: il Clasìco, che sia di Liga, Champions o un’amichevole, vale sempre più della semplice vittoria. Quello di ritorno della Liga 2020/21, poi, mette in palio anche la lotta per il titolo.

All’appuntamento del 10 aprile Real e Barcellona arrivano quasi appaiate in classifica: 63 punti i blancos, 65 i blaugrana. Con l’Atletico capolista a quota 66. La gara può valere una stagione ed è qui che i fuoriclasse danno il meglio. Fuoriclasse come Karim Benzema, l’etoile.

Minuto 13. Valverde penetra centralmente, salta Jordi Alba e allarga per Lucas Vazquez. L’esterno madrileno crossa e sul primo palo, come un falco si avventa Benzema. Il nove e capitano del Real per l’assenza di Ramos brucia sul tempo Araujo e Ter-Stege con un colpo di tacco degno solo dei fuoriclasse assoluti.

miglior allenatore (miglior regista): diego pablo simeone

È vero: Simeone è l’allenatore più pagato al mondo con 22 milioni netti di stipendio. Tuttavia, c’è un motivo se ormai da dieci anni l’Atletico Madrid ha affidato al Cholo il progetto. Il tecnico argentino è l’artefice del successo dei colchoneros ed è riuscito a uscire dal dogma del 4-4-2, proponendo varianti molto interessanti.

In questa stagione l’Atletico ha giocato anche con il 4-3-3, ma spesso ha utilizzato anche moduli con la difesa a tre come il 3-5-2, il 3-4-1-2 e il 3-4-2-1. Questo grazie alla duttilità di molti uomini, tra cui Marcos Llorente rinato sotto la gestione Simeone: dodici gol e undici assist per lui quest’anno.

Simeone è stato il condottiero perfetto dell’Atletico. Ha tremato quando il vantaggio di undici punti si è assottigliato, ma ha sempre tenuto dritta la rotta, conducendo in porto la barca. La Liga conquistata a distanza di sette anni dall’ultima volta ha la firma netta e limpida del Cholo, un uomo che è ormai un tutt’uno con l’ambiente dell’Atletico. E i risultati si stanno vedendo sul campo.

miglior squadra: cadice

Sarebbe troppo facile assegnare il premio all’Atletico Madrid. I colchoneros hanno sì vinto, ma sono anche secondi nella classifica dei valori delle rose (fonte Transfermarkt): insomma, non erano certo un outsider. La miglior squadra di questa Liga è, senza dubbio, il Cadice.

Con una rosa valutata appena 38,4 milioni (ultimo posto nella Liga), il Cadice è riuscito nell’impresa di piazzarsi al dodicesimo posto con 44 punti. Chiudendo anche davanti al ben più blasonato Valencia, il cui valore tocca i 255,70 milioni di euro.

Grazie alle idee di un tecnico preparato come Alvaro Cervera e ai gol di un bomber navigato come Alvaro Negredo (otto reti stagionali) il piccolo Cadice ha ottenuto la salvezza con ben tre giornate di anticipo grazie al 2-1 sull’Huesca. Un traguardo insperato, che deve rendere fieri i giocatori di Cervera: dopo 14 anni nelle leghe minori, il Cadice ha onorato al meglio il ritorno nella Liga.

peggior calciatore (miglior attore non protagonista): Miralem Pjanic

L’operazione che ha portato Arthur alla Juventus e Pjanic al Barcellona aveva fatto storcere il naso a parecchi. I blaugrana, stando alle cifre ufficiali, per il bosniaco ha sborsato 60 milioni più cinque di bonus. Tanti, soprattutto perché, al contempo, hanno perso Arthur, che alla Juventus non ha vissuto una grande stagione, ma in Catalunya era un ottimo prospetto.

Pjanic ha completamente disatteso le aspettative. Delle 38 partite totali, il bosniaco ne ha giocate 19, di cui appena sei dal primo minuto e mai per tutti i novanta minuti. Nessun gol e nessun assist per lui, che a Torino aveva abituato bene, soprattutto sui calci piazzati.

Il feeling con Koeman non è scattato e Pjanic nelle ultime 14 gare ha disputato appena venti minuti, guardandone ben dieci dalla panchina. In una non è stato convocato per problemi alla caviglia, nell’altra per scelta tecnica. Una delusione totale per un centrocampista che nei quatto anni in Italia aveva fatto le fortune della Juventus.

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