Gli Oscar del weekend di calcio estero: pioggia di statuette in Inghilterra

Gli Oscar del weekend di calcio estero: pioggia di statuette in Inghilterra

Premier League e finale di FA Cup monopolizzano le premiazioni in questo goloso fine settimana di calcio internazionale, ma c’è posto anche per Liga e Bundes. Scopri a chi abbiamo assegnato i nostri Oscar del weekend!

Miglior giocatore (miglior attore protagonista): Ferrán Torres

Non scopriamo certo oggi lo straordinario talento di Ferrán Torres. Lo spagnolo, classe 2000, è una delle più belle rivelazioni stagionali del Manchester City. Nell’ultima partita in casa del Newcastle, però, il giovane ex Valencia si è senza dubbio superato, lasciando a bocca aperta anche i suoi più accaniti supporters.

Va detto che il match contava il giusto, con i ragazzi di Guardiola già matematicamente certi del titolo e i Magpies ampiamente salvi. Non per questo la gara si è rivelata meno interessante, come testimonia il dispiego di buona parte dei titolarissimi da ambo le parti. Il risultato è stato un pirotecnico 3-4 in favore dei Citizens, a cui Torres ha dato il suo contributo con una super tripletta.

Il pomeriggio perfetto di Ferrán è iniziato al 42’ del primo tempo, con un incredibile colpo di tacco volante su cross di Gundogan. Gol che è valso il momentaneo 1-2 per gli ospiti, ma non ha stroncato l’orgoglio dei padroni di casa, capaci di riportarsi in vantaggio grazie a due rigori (uno trasformato direttamente, l’altro su ribattuta).

Nel momento più difficile, però, ecco la doppia zampata di Torres. Due reti a distanza di appena tre minuti, grazie ai quali il City ha definitivamente ribaltato il risultato e lo spagnolo ha potuto portare a casa il primo pallone della sua carriera, nonché il suo primo Oscar del weekend.

Miglior partita del weekend (miglior film): WBA-Liverpool

Il miglior film del fine settimana è un thriller girato nelle tranquille West Midlands inglesi. Nulla lascerebbe presagire una trama al cardiopalma: il Liverpool, a caccia di punti per un piazzamento nell’Europa che conta, fa visita a un WBA già retrocesso. Il match sembra solo una formalità.

Come spesso accade, però, il campo dà un responso ben diverso. Dopo appena 15 minuti il WBA trova il gol del vantaggio con un’imbucata di Robson-Kanu. La reazione dei ragazzi di Klopp non si fa attendere: dopo un paio di buone occasioni sui piedi di Mane e Alexander-Arnold, un bel sinistro a giro dal limite del solito Salah ristabilisce la parità.

Nel secondo tempo il Liverpool si riversa in avanti, creando diverse opportunità ma rischiando molto in contropiede. Entrambe le squadre si vedono annullare una rete per fuorigioco. L’atto finale, un epilogo degno dei migliori registi, si consuma al 94’. All’ultima spiaggia, i Reds si conquistano un calcio d’angolo e si riversano nell’area di rigore del WBA. Alexander-Arnold, uno che di calci d’angolo folli se ne intende (chiedere a Barcellona…), scodella un pallone perfetto sulla testa del protagonista meno atteso.

Alisson, che di professione fa il portiere e viene dalla stagione più difficile della sua carriera, incorna come un centravanti di razza, trovando il gol della vittoria. Grazie a questa rete il Liverpool può sognare l’aggancio alla zona Champions già dalla prossima giornata, complice anche lo scontro diretto tra il Leicester e il Chelsea. Se questa non è una sceneggiatura da Oscar…

Miglior giocata (miglior effetto speciale): la bordata di Tielemans

Restiamo in Inghilterra, ma voliamo a Wembley per la finale di FA Cup tra Chelsea e Leicester. Proprio le due rivali del Liverpool per la qualificazione alla Champions hanno dato vita a una partita intensa e combattuta.

A decidere l’incontro è stata una prodezza dai trenta metri di Youri Tielemans. Il centrocampista belga delle Foxes ha ricevuto palla sulla trequarti e ha scaricato nel sette una sassata di precisione inaudita, su cui Kepa non ha potuto nulla. Un gol tanto bello quanto pesante: il Leicester ha difeso con i denti l’1-0 conquistato grazie a questa perla e ha sollevato per la prima volta nella sua storia la coppa più antica della storia del calcio.

Miglior allenatore (miglior regista): Diego Simeone

Minuto 77’, stadio Wanda Metropolitano. Per l’ennesima volta, si sta consumando un dramma (stra)cittadino tutto in salsa madrilena. L’Atletico, dopo aver sprecato una marea di occasioni, si trova incredibilmente in svantaggio contro l’Osasuna. Lo 0-1 porta la firma di Ante Budimir, una vecchia conoscenza del nostro calcio. Pochi minuti prima, i cugini ed eterni rivali del Real hanno sbloccato il risultato a Bilbao. L’ennesima beffa ai danni dei colchoneros sembra ormai compiuta, con i blancos che si apprestano a ratificare il sorpasso alla penultima giornata.

Il cooling break, però, ricarica le energie fisiche e mentali dell’Atletico. Merito anche del discorso di Diego Simeone, che invita i suoi alla calma e alla fiducia. “Segnate il gol del pari, quello della vittoria arriverà da sé”, sottolinea con forza nei pochi secondi a sua disposizione, per infondere ottimismo ad una squadra visibilmente sfiduciata.

Il Cholo, però, non è solo un motivatore. Abbiamo recentemente approfondito anche le sue qualità di grande tecnico, capace di svoltare la partita con i cambi a sua disposizione. Così accade: all’82’ Joao Felix e Renan Lodi, entrambi subentrati una quindicina di minuti prima, combinano per la rete del pareggio. All’88’ Suarez, implacabile in area, completa la rimonta e scongiura il sorpasso del Real. L’ultima giornata deciderà il vincitore della Liga; intanto, Simeone porta a casa un meritatissimo Oscar del weekend.

Miglior squadra del weekend: Borussia Dortmund

L’Oscar al Borussia Dortmund premia un “weekend lungo”, durato dal giovedì alla domenica. In settimana, infatti, i gialloneri hanno stravinto la Coppa di Germania contro il Lipsia. Sancho, Reus e Haaland hanno messo a ferro e fuoco la retroguardia dei rivali, infliggendo a Upamecano e compagni un severo 4-1.

Nonostante il trionfo, nessuna “notte da leoni”. I ragazzi di Terzic hanno contenuto i festeggiamenti in vista dell’importante impegno di domenica. È stata necessaria la giusta preparazione per affrontare il Mainz, avversario ostico e in forma smagliante. La concentrazione ha pagato: il Dortmund si è imposto per 3-1 anche a Magonza, sconfiggendo i padroni di casa dopo oltre due mesi di imbattibilità e blindando il terzo posto.

Peggior giocatore (miglior attore non protagonista): Christian Gross

Rimanendo in Bundesliga, sprofonda sempre di più il Werder Brema, sconfitto dall’Augsburg per 2-0 e terzultimo a soli 90’ dalla fine del campionato. Tra i principali colpevoli della disfatta di sabato troviamo Christian Gross, vincitore dell’Oscar del weekend più sgradito. Il mediano biancoverde, già ammonito nel finale del primo tempo, ha rimediato il secondo giallo a inizio ripresa, dopo essere intervenuto in maniera scellerata su un avversario non in posizione pericolosa.

L’espulsione di Gross è arrivata quando ancora il risultato era fermo sullo 0-0 e con il Werder in superiorità numerica (espulso Vargas dell’Augsburg dopo appena 13’). Il pareggio poteva pure risultare accettabile, ma in 10 contro 10 i biancoverdi sono crollati, concedendo due reti e scivolando in zona playout. Ora non resta loro che sperare nell’ultima giornata: serviranno punti, ma anche un contemporaneo passo falso dell’Arminia Bielefeld.

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