Ruben Amorim riporta lo Sporting in paradiso

Ruben Amorim riporta lo Sporting in paradiso

Diciannove anni dopo l’ultimo successo in patria il trentaseienne Ruben Amorim ha riportato il titolo nella Lisbona bianco verde. Dopo una carriera da giocatore trascorsa con la maglia del Benfica, ad oggi è uno degli allenatori più promettenti del panorama europeo.

RUBEN Amorim un predestinato per lo sporting

La scalata al successo nel campionato portoghese è stata per Amorim tanto veloce quanto dirompente. Ad oggi lo Sporting è l’unica squadra imbattuta nella Liga Nos. Il suo battesimo da allenatore alla avviene nella stagione 2018\2019 con il Casa Pia, società che attualmente milita nella Segunda Liga portoghese.

Il calcio espresso dalla sua squadra ha convinto i dirigenti del Braga a puntare su di lui, permettendogli di arrivare in Liga Nos a soli 35 anni. Dopo un breve periodo nella primavera durato solo quattro mesi, il 23 Dicembre gli vengono affidate definitivamente le chiavi della prima squadra. Subentrato dopo mesi fallimentari a Silas, in sole 13 partite conquista società e tifosi grazie ad una media punti monstre (2,38). Dopo una carriera da calciatore trascorsa quasi unicamente nelle file del Benfica, i sorprendenti risultati ottenuti in panchina convincono gli eterni rivali dello Sporting a scommettere su di lui senza neanche aspettare il termine della stagione.

Il 5 Marzo diventa ufficialmente il terzo allenatore più pagato della storia, siglando il contratto con i Leoes che pur di averlo sin da subito sborsano 11 milioni di euro nelle casse del Braga. Ad Amorim basta qualche mese per prendere confidenza con l’ambiente terminando l’annata al quarto posto. Nel corso di questa stagione è riuscito fin da subito ad imporre il proprio credo calcistico guidando lo Sporting alla prima posizione in classifica con 5 punti di vantaggio sul Porto a poche partite dal termine. La Champions League sarà una vetrina importante per il tecnico di Lisbona che avrà modo di potersi far apprezzare anche in giro per l’Europa.

Ruben Amorim ai raggi X

Il 3-4-3 è il modulo preferito da Amorim. Il giovane tecnico ama utilizzare prevalentemente gli esterni di centrocampo a tutta fascia lasciando i due alle spalle della punta liberi di inventare giocando dentro il campo. La rosa è costellata di qualità tecniche davvero importanti che rendono la Sporting una squadra “moderna” prevalentemente votata all’attacco. La solidità difensiva espressa in questa stagione è stato il punto di forza dei Leoes, in grado di subire la metà dei gol incassati dai rivali del Porto. Nella metà campo offensiva Amorim ha saputo esprimere un calcio per lunghi tratti divertente, potendo contare su interpreti eccellenti sia in velocità che nell’uno contro uno.

largo ai giovani

La luce dello scacchiere di Amorim è senza alcun dubbio Pedro Goncalves. Il talento nato a Chaves in questa stagione ha già siglato 18 gol e fornito 4 assist. Sulle corsie laterali a tutta fascia si esaltano Nuno Mendes (2002) e Pedro Porro (1999). Il primo a soli 18 anni è già valutato 25 milioni di euro. In questa stagione ha raccolto 27 presenze attirando su di se le attenzioni di mezza Europa. Il secondo, cresciuto nel Castilla è arrivato in prestito dal Manchester City e ha convinto tutti siglando 3 reti e 2 assist in 29 partite.

Il capoverdiano Giovane Cavral è un altro elemento che ha saputo ritagliarsi il suo spazio nella squadra allenata da Amorim. L’esterno classe 1998, pur partendo spesso dalla panchina, si è sempre rivelato l’elemento in grado di cambiare marcia alla manovra dei Leoes. La scommessa della prossima stagione potrebbe essere Luis Maximiano. Il portiere classe 1999 è un elemento dal futuro assicurato pur non avendo ancora trovato spazio, è già finito sul taccuino di diversi club importanti.

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